Umeboshi: le portentose prugne giapponesi

Probabilmente la maggior parte di voi non avrà mai sentito parlare delle Umeboshi, piccole prugne giapponesi (in realtà botanicamente più simili alle albicocche) che, date le loro proprietà, fanno parte a pieno titolo e a buon diritto dell’alimentazione macrobiotica.

 

Queste prugne nascono sia in Cina che in Giappone, i frutti si raccolgono all’inizio dell’estate quando sono ancora verdi: vengono fatti essiccare al sole, poi messi sotto sale in barili di legno e infine lasciati macerare per 6 mesi-1 anno avvolti all’interno di foglie di shiso una pianta che dà alle Umeboshi quel caratteristico colore rosso scuro.

Quando ero piccola mia mamma me ne dava sempre un pezzetto quando avevo acidità di stomaco o nausea e vi posso assicurare che, nonostante il sapore non mi piacesse affatto (allora... oggi lo adoro!!!!), bastava poco tempo per veder scomparire quei fastidiosi sintomi. Sono trascorsi molti anni e ora posso dirvi che le Umeboshi sono un piccolo ma portentoso rimedio naturale che tutti dovrebbero tenere in casa e usare al bisogno (senza esagerare visto anche il prezzo un po’ alto di queste prugne).

Le Umeboshi contengono una buona quantità di acido citrico utilissimo al nostro intestino perché permette di migliorare l’assorbimento di importanti minerali tra cui il ferro ed è in grado di metabolizzare sia l’acido lattico (che si crea in seguito a sforzi fisici) sia altri acidi che derivano dal consumo di alcuni alimenti, garantendo quindi un grande beneficio a tutto il nostro corpo. Ecco perché le Umeboshi sono consigliate in caso di stanchezza ma anche per compensare il ph dopo aver consumato cibi acidificanti (le albiccocchine giapponesi hanno infatti effetto alcalinizzante).

Secondo l’antica medicina cinese, questi piccoli ma portentosi frutti riescono a riequilibrare il funzionamento di fegato, reni e polmoni sovraccaricati dalla tante tossine che ogni giorno entrano nel nostro corpo e che, non eliminate nel modo corretto, possono creare campo fertile alle infezioni batteriche.

Un pezzettino di Umeboshi (non esagerate nel consumo perché sono salatissime!!!) si può utilizzare in caso di:

 

    • Acidità di stomaco

 

    • Problemi intestinali tipo diarrea, colite, ecc.

 

    • Nausea: anche in gravidanza, per il mal d’auto o in seguito a un consumo eccessivo di alcool

 

    • Alito cattivo

 

    • Stanchezza

 

    • Voglia di disintossicarsi un po’

 

  • Bisogno di integrare naturalmente calcio e ferro


Dicono poi che succhiare un nocciolo di Umeboshi per 3-4 ore fa scomparire il mal di gola. Ma questo non posso assicurarvelo…non ho mai provato ;-)

Le prugne giapponesi si possono utilizzare anche in cucina come condimento, ne basta un pezzetto al posto del sale, soprattutto in insalate e verdure, nell’acqua di cottura o all'interno di ricette più complesse come quelle per realizzare salse. Grazie alla presenza dell'Umeboshi i vostri piatti saranno allo stesso tempo gustosi e facilmente digeribili.

Se volete saperne di più sulle Umeboshi potete leggere un interessante manualetto scaricabile anche dal web: I segreti delle prugne Ume di Moriyasu Ushio.

Ma quello che vi consiglio è di sperimentare in prima persona! In Italia si trovano facilmente dei barattolini di Umeboshi nei negozi di alimentazione naturale, si possono comprare le vere e proprie prugne intere, la purea, il concentrato o le pastiglie con pasta di umeboshi e farina di riso.

Alla prossima

Francesca

Seguite il mio blog anche su Facebook, iscrivetevi alla pagina NaturoMania !
Twitter: NaturoManiaBlog

Vota:
5 idee per riciclare l'abito da sposa
Halloween: i gatti neri sono davvero in pericolo? ...

 

Commenti

Nessun commento ancora fatto. Sii il primo a inserire un commento
Già registrato? Login qui
Ospite
Martedì, 23 Gennaio 2018
dieta
integratori
lievito madre
ricette vegane
ricette vegetariane
riciclo creativo
rimedi naturali
yoga
sai cosa compri
seguici su instagram
seguici su facebook
corsi greenme
whatsapp
immagini per la terra

calendario 2018