Istinto predatorio: esiste anche nei gatti domestici?

Il gatto, come tutti gli altri felini, è un animale con un forte istinto predatorio: in natura la caccia è la loro unica fonte di sostentamento. Cominciano a svilupparlo fin da piccoli, giocando tra fratelli iniziano a misurare la loro forza, il loro intuito; naturalmente all’interno della stessa cucciolata il tutto è inoffensivo, il morso e le zampate sono moderate, prive della volontà di recare danno fisico.

Ma cosa avviene invece nei gatti domestici, i quali non hanno quel bisogno primario di procacciarsi il cibo? Questo istinto predatorio viene perso? Assolutamente no. Ecco alcuni atteggiamenti frequenti che si possono osservare nel proprio micio di casa e che testimoniano che l’istinto alla caccia rientra nel DNA di questi animali, indipendentemente dalle condizioni di vita, dal carattere e dall’indole dell’animale (pesino le razze più tranquille si cimentano in una caccia spietata alla mosca che vola imperterrita, o alla farfalla che passa da una pianta all’altra sul balcone, o la lucertola che sfortunatamente si è ritrovata tra le quattro mura di casa vostra senza più via di scampo):

AGGUATI

Spesso veniamo “attaccati” dai nostri gatti, i quali puntano alle nostre caviglie, alle gambe o alle braccia, soprattutto se in movimento. Un animale comunque equilibrato e che ha avuto un corretto sviluppo psico-comportamentale nei primi mesi di vita solitamente non reca danni fisici, non usa denti e unghie con il desiderio di far male alla “preda” (in questo caso voi); può essere considerato invece un atteggiamento aggressivo se non ha avuto questo giusto imprinting da parte di mamma gatta (ad esempio perchè separato da lei prima dei due mesi di vita).

POSIZIONARSI SUI RIPIANI

Mettendosi in alto il gatto ha la possibilità sia di avvistare eventuali prede, ma anche pericoli; può essere considerata quindi una tattica di attacco, ma anche di difesa

INTRUFOLANDOSI IN ANGOLI ANGUSTI

Anche in questo caso l’obiettivo può essere sia quello di nascondersi, ma allo stesso tempo anche di stanare una possibile preda. A tale proposito si può pensare anche al gatto che ama starsene nelle scatole; vi siete mai chiesti il perchè, oltre a trovarlo un comportamento curioso? Il gatto è un animale che ama la propria intimità, e spesso si acquatta in angoli difficilmente raggiungibili da altri o per lo meno più tranquilli; le scatole svolgono un po’ questa funzione: rappresentano un angolo dove rifugiarsi; anche il fatto che quando è particolarmente rilassato il gatto trascorri molto tempo a leccarsi, avviene sia perchè è un animale particolarmente pulito, ma anche (e le due cose potrebbero essere comunque collegate tra loro) per evitare che possibili odori possano essere avvertiti da eventuali prede o predatori.

La caccia è quindi per i gatti sia un’attività di sostentamento, ma anche ludica; ed è proprio quest’ultimo aspetto che interessa principalmente i nostri mici domestici, ai quali è comunque garantita una razione giornaliera: a differenza dei cugini selvatici che tendono a inseguire e uccidere subito la presa per sfamarsi, il gatto domestico solitamente gioca con la preda, non la ferisce, ma la porta allo sfinimento, e una volta morta difficilmente la mangia; spesso infatti ci troviamo sullo zerbino di casa topini o lucertole, con grande nostro disgusto: bhè, consideratelo invece un pensiero carino che il vostro gatto ha avuto nei vostri confronti.

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