Ma esistono veramente "cani assassini"?

cane

Quanto spesso ormai sentiamo parlare al telegiornale di persone azzannate da cani, molto spesso i propri cani? E l'ultimo caso proprio qualche settimana fa: un bambino di un anno e mezzo ucciso dai due cani di famiglia di razza dogo argentino con il quale probabilmente aveva sempre giocato.

Quando si verificano questi eventi drammatici automaticamente ciò che trapela dalla notizia è solamente la (probabile) pericolosità di alcune razze, mai la vera responsabilità dei proprietari; e ripeto la parola “probabile”, e non a caso.

Non bisogna solo sapersi padroni di un cane, ma anche essere pienamente consapevoli di cosa effettivamente significa averne uno. Prima di tutto è fondamentale scegliere la razza non in base alla moda del momento o perché guidati solamente dal proprio gusto personale. Quanti infatti prima di comprare un cane si informano presso un veterinario o un allevatore riguardo alle caratteristiche di una determinata razza? E all'opposto, quanti sono gli allevatori seri che non guidati solo dalla sete di guadagno sappiano valutare se quell'eventuale nuovo acquirente possa essere idoneo o meno nella gestione di quel determinato cane?

Bisogna conoscere il proprio cane. Bisogna saper gestire il proprio cane. Bisogna sapere che a determinati stimoli il cane potrebbe rispondere con determinate reazioni, e prevedere anche quali. Si tratta sempre nell'essere consapevoli che pur vivendo spesso sotto il nostro stesso tetto, non sono esseri umani, ma animali, e quindi che non pensano come noi, non comunicano come noi, non reagiscono come noi. E spesso purtroppo le cose si sanno anche, ma solamente a livello teorico: da una parte troviamo quindi il proprietario del cane toy o comunque di piccola taglia che pensa di avere a casa un perenne bambino da accudire/viziare, dall'altra quello del cane di grossa taglia (e soprattutto se di temperamento abbastanza forte) che vede nel proprio animale un'”arma”, che faccia la guardia e protegga la propria casa, e quindi spesso tenuto a distanza, magari legato alla catena in giardino e avvicinato solo per fornirgli da mangiare. Non escludiamo poi quegli allevatori che selezionato appositamente razze con una particolare aggressività, destinati a proprietari che lo scelgono proprio in base a tale caratteristica (ed allora mi viene da chiedere se in questi casi sia più pericoloso l'uomo o l'animale che poi ne deriva).

Quindi quando si desidera un cane, prima di tutto riflettere obiettivamente se si è in grado di gestire un animale, se si ha voglia/tempo/spazio da dedicargli, consapevoli anche delle grandi responsabilità che questo comporta; dopo di che scegliere la razza, e non solo in base alle nostre esigenze, ma anche a quelle del cane (vedi ad esempio la razza che necessita di tanto movimento o continui stimoli). Consiglio sempre di chiedere quindi un parere ad un esperto prima di effettuare la scelta definitiva, e poi farvi guidare da quello che diventerà il vostro veterinario di fiducia (che vi fornirà anche informazioni più specifiche come l'alimentazione, le vaccinazioni, la toelettatura, la sterilizzazione.... vedi anche: Cani e gatti: belli, puliti...e sani; Sì o no alla sterilizzazione dei nostri animali? ). Inoltre sarebbe importante (se non fondamentale) seguire un corso di educazione cinofila, qualsiasi sia la razza, qualsiasi sia la dimensione del cane. Perché non si tiene mai conto di una cosa quando si classificano alcune razze come pericolose: naturalmente fa notizia solamente il cane che per la propria mole e di conseguenza la propria forza è in grado di uccidere una persona, ma quanti sono anche i cagnolini di piccola taglia aggressivi e difficili da gestire? Ma naturalmente un loro morso non è in grado di causare gli stessi danni. In ogni caso è tassativamente vietato lasciare un cane (anche se di famiglia) solo con un bimbo tanto piccolo: un qualsiasi movimento di quest'ultimo, anche se per noi insignificante/innocente può essere letto in modo diverso dall'animale, ed il bambino essere visto come un pericolo o addirittura una preda.

Solo dopo tutte queste accortezze da parte del proprietario allora si può parlare di vera responsabilità del cane.

 

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Commenti 1

Ospite - Roberto Contestabile il Giovedì, 01 Settembre 2016 19:25
Non esistono razze violente

I Cani sono stati privati ormai del loro habitat naturale essendo vissuti da secoli con gli esseri Umani. Anche da randagi non hanno vita facile e non saranno mai completamente liberi ed adattati come invece lo sono i Lupi o altri loro simili. E' sicuramente sbagliato sfruttarli in azioni pericolose, bisognerebbe considerarli con il massimo rispetto come faremmo per un nostro simile. Spesso non è così, e spesso muoiono o si ammalano mentre svolgono il loro lavoro. L'addestramento è duro e faticoso e può durare anni. Certamente se un Cane salva una vita è un grande gesto d'eroismo, ma a che prezzo? Come al solito si giustifica lo sfruttamento con la sempre nota teoria: meglio una vita Umana che Animale. Affermare il contrario in momenti terribili come questi non è facile, e si tende a preferire la morte di un Cane piuttosto che un essere Umano. Lo dimostra il silenzio parziale o nullo in merito alle innumerevoli vittime quali Galline, Maiali o altri Animali d'allevamento...che sarebbero morti comunque tramite macellazione ma almeno evidenziarne i decessi sarebbe stato utile alla presa di coscienza. Si vive in una società assolutamente specista, quindi non dobbiamo neanche meravigliarci se siano necessari ancora tanti decenni prima di concepire la consapevolezza completa della vita altrui...chiunque essa sia.
Detto questo, considerato il particolare momento d'emergenza, bisogna affermare con convinzione che gli Animali, tutti indistintamente, hanno sensibilità e provano emozioni tali e quali alle nostre. Non sanno scrivere o costruire oggetti ma pensano, si esprimono, e agiscono in mille modi. Tutti gli Animali d’affezione credono di essere “amici” del proprio “padrone” Umano (termine spesso utilizzato erroneamente nel linguaggio comune), fino a quando lui non li abbandona o li uccide.
E’ doveroso riflettere sulla necessità urgente di estirpare questa concezione dell’Animale amico dell’essere Umano, ovvero aiutante costretto o circuìto nelle sue occupazioni quotidiane. E' appurato scientificamente che anche gli Animali provano sensazioni fisiche molto intense. La schiavitù imposta dagli Umani è una macabra testimonianza. Una prova incorruttibile che spiega e racconta come, quando e perchè provano fisicamente e mentalmente tutto il male inflitto. Quindi non esistono Cani violenti, bensì Animali allevati in modo errato e contrario alla naturale evoluzione. Nel caso specifico recente, in cui alcuni Cani hanno aggredito un bambino, nessuno può sapere con esattezza cosa è accaduto nelle menti di quei Animali: un risentimento trascorso, un gesto improvviso che li ha spaventati, una sevizia subita ecc. E' doveroso riflettere su questo aspetto perchè quando erroneamente si cerca di considerare gli Animali parte integrante di un appartamento bisogna anche responsabilmente considerare ogni aspetto consequenziale del mutamento nell'habitat naturale di questi individui...ovvero esseri viventi senzienti.
Cari saluti.

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I Cani sono stati privati ormai del loro habitat naturale essendo vissuti da secoli con gli esseri Umani. Anche da randagi non hanno vita facile e non saranno mai completamente liberi ed adattati come invece lo sono i Lupi o altri loro simili. E' sicuramente sbagliato sfruttarli in azioni pericolose, bisognerebbe considerarli con il massimo rispetto come faremmo per un nostro simile. Spesso non è così, e spesso muoiono o si ammalano mentre svolgono il loro lavoro. L'addestramento è duro e faticoso e può durare anni. Certamente se un Cane salva una vita è un grande gesto d'eroismo, ma a che prezzo? Come al solito si giustifica lo sfruttamento con la sempre nota teoria: meglio una vita Umana che Animale. Affermare il contrario in momenti terribili come questi non è facile, e si tende a preferire la morte di un Cane piuttosto che un essere Umano. Lo dimostra il silenzio parziale o nullo in merito alle innumerevoli vittime quali Galline, Maiali o altri Animali d'allevamento...che sarebbero morti comunque tramite macellazione ma almeno evidenziarne i decessi sarebbe stato utile alla presa di coscienza. Si vive in una società assolutamente specista, quindi non dobbiamo neanche meravigliarci se siano necessari ancora tanti decenni prima di concepire la consapevolezza completa della vita altrui...chiunque essa sia. Detto questo, considerato il particolare momento d'emergenza, bisogna affermare con convinzione che gli Animali, tutti indistintamente, hanno sensibilità e provano emozioni tali e quali alle nostre. Non sanno scrivere o costruire oggetti ma pensano, si esprimono, e agiscono in mille modi. Tutti gli Animali d’affezione credono di essere “amici” del proprio “padrone” Umano (termine spesso utilizzato erroneamente nel linguaggio comune), fino a quando lui non li abbandona o li uccide. E’ doveroso riflettere sulla necessità urgente di estirpare questa concezione dell’Animale amico dell’essere Umano, ovvero aiutante costretto o circuìto nelle sue occupazioni quotidiane. E' appurato scientificamente che anche gli Animali provano sensazioni fisiche molto intense. La schiavitù imposta dagli Umani è una macabra testimonianza. Una prova incorruttibile che spiega e racconta come, quando e perchè provano fisicamente e mentalmente tutto il male inflitto. Quindi non esistono Cani violenti, bensì Animali allevati in modo errato e contrario alla naturale evoluzione. Nel caso specifico recente, in cui alcuni Cani hanno aggredito un bambino, nessuno può sapere con esattezza cosa è accaduto nelle menti di quei Animali: un risentimento trascorso, un gesto improvviso che li ha spaventati, una sevizia subita ecc. E' doveroso riflettere su questo aspetto perchè quando erroneamente si cerca di considerare gli Animali parte integrante di un appartamento bisogna anche responsabilmente considerare ogni aspetto consequenziale del mutamento nell'habitat naturale di questi individui...ovvero esseri viventi senzienti. Cari saluti.
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