Il galateo dello yoga a lezione – seconda parte

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Continuiamo con la carrellata di buoni consigli per approcciarsi alla lezione di yoga. Alcuni li abbiamo già visti.

  1. Sii puntuale. Questa regola vale in generale, non solo per la lezione di yoga, ovviamente. Tuttavia bisogna sottolineare che arrivare puntuali alla lezione di yoga è particolarmente importante: la lezione, infatti, è strutturata in modo ben preciso e in diverse fasi. La prima fase spesso è anche la più importante perché preparatoria alle altre, ed è una fase di rilassamento iniziale in cui ci si concentra, abbassando le vibrazione che ci hanno tenuto attivi durante tutta la giornata. È un momento in cui si rimane in silenzio, concentrati. Essere interrotti dall’allievo arrivato in ritardo, rompe quella serenità che si cerca di raggiungere. Quindi, per rispetto verso gli altri e per una pratica migliore per te stesso, sii puntuale.
  2. Spegni il cellulare. Sarebbe davvero sconveniente sentire un trillo mentre si cerca la concentrazione adatta per il pranayama, anche una vibrazione può dar fastidio nel silenzio della meditazione. Allora, per 60 minuti, diventa irraggiungibile. La sensazione di essere “isolato” potrà essere anche piacevole e portarti a una maggiore concentrazione. Il mondo può aspettarti un’ora. È la tua ora di benessere, a cui non devi rinunciare.

  • Cura il corpo. Nello yoga il corpo è un mezzo fondamentale per entrare in contatto con il nostro spirito e le nostre energie. Il corpo è la manifestazione fisica di quello che siamo. Ne dobbiamo avere cura. Questo vuol dire che, in particolare a lezione, dobbiamo essere sempre puliti e ordinati. Lo yoga si pratica il più possibile leggeri, quindi spogliamoci di calze, calzini, felpe, maglioni. La pratica ci riscalderà. Un leggings e una maglietta sono l’ideale per essere liberi di muoverci come vogliamo. Ma solo se siamo a posto e puliti, possiamo sentirci totalmente liberi.
  • Non interrompere. Il maestro di yoga, durante la pratica, spiegherà agli allievi le posture da prendere, la respirazione da seguire. Magari, parlerà anche di energia e di spiritualità, oppure utilizzerà delle parole che non conosciamo e non comprendiamo. Insomma, le domande e le curiosità che un allievo può avere all’inizio del suo percorso yoga, possono essere moltissime. Tienile a bada. Sì perché interrompere con tante domande di certo distrae e fa perdere la concentrazione che si cerca di raggiungere. Questo non vuol dire non avere delle risposte, anzi. Il maestro potrà dedicare appositamente alle domande un quarto d’ora alla fine della lezione, oppure ci si può avvicinare al maestro e porgli i quesiti che ci sono venuti in mente. L’importante è sempre farlo con educazione e rispetto verso gli altri e verso te stesso. Ma questo è un consiglio che vale un po’ per tutto nella vita.

Buona pratica.

Namastè

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