Co-sleeping: condividere il letto con i nostri bambini è davvero così pericoloso come ci fanno credere?

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Mio figlio, dopo ben 16 mesi di condivisione del letto con mamma e papà è, non solo sereno, ma decisamente sano e salvo! Ovviamente oltre al lettone continuiamo a condividere anche raffreddori, influenze e terribili febbroni.

Tutto ebbe inizio.. la prima notte in casa del nanetto. I neonati come tutti sanno, tranne qualche rarissima eccezione che ovviamente non ci riguarda (il nostro bebè ci ha fatto capire fin da subito di rientrare in pieno nella categoria), di solito tendono a dormire non più di due ore di fila, questo, per ovvie ragioni, si traduce nelle stesse ore di sonno per i suoi genitori.

Personalmente non avevo la benché minima idea cosa significasse fare la mamma, finché non lo sono realmente diventata. Io amo il mio bambino e ogni momento passato con lui è magico, ma non posso dire altrettanto di quei bruschi risvegli notturni!

Così dopo le prime due notti passate, totalmente in bianco, svegliandomi e alzandomi non solo a ogni richiamo di fame, ma anche a ogni vagito del piccolo, che dormiva nella culletta accanto, la terza notte dopo esserci addormentati per l’enorme stanchezza tutti e tre insieme nel lettone, siamo rimasti così e a grande sorpresa, la nostra ranocchietta aveva dormito (e con lui anche noi) ben 5 ore di fila. A quel punto la culletta è stata spostata in un’altra stanza, non ce n’era più bisogno.

Si, avevamo letto che il co-sleeping potrebbe aumentare il rischio della orribile sindrome di morte in culla, in inglese Sudden Infant Death Syndrome o SIDS (che si manifesta provocando la morte improvvisa di un lattante apparentemente sano, e che colpisce i bambini generalmente nel primo anno di vita, di cui le cause sono spesso riconducibili al tabagismo della madre durante e dopo la gravidanza e il dormire in pancia in giù del bimbo) ma non poteva essere il nostro caso, era Agosto, non avevamo coperte ed eravamo stati molto attenti a scegliere la posizione nel letto, dunque come fare a tornare indietro? Avevamo dormito ben 5 ore di fila..no non si poteva.

Da allora in poi ogni volta che il nostro piccolo ha problemi ad addormentarsi, ancora a oggi lo portiamo nel letto con noi. Certo abbiamo sempre preso le dovute precauzione di sicurezza, ovviamente a casa nostra non si fuma.

Non abbiamo mai avuto paura di fargli del male (anzi a dirla tutta chi prende calci e pugni nella notte siamo proprio noi genitori!), né tanto meno come tanti affermano “di viziarlo“. Mi sono sempre detta, e così si è poi verificato, che rassicurandolo fin da subito, facendogli capire che i suoi genitori erano lì per lui, avrebbe sicuramente poi dormito sereno anche nella sua culla, magari dovevamo solo avere pazienza di aspettare ancora qualche mese. E così è stato. Oggi, il nostro nanetto dorme con noi o da solo quando ne ha/abbiamo voglia, quando sta male o ha bisogno di tante coccole.

Sono dunque estremamente convinta che dormire con mamma e papà faccia bene al bimbo, soprattutto se molto piccolo, infatti come affermano molti professionisti, la vicinanza della madre, in particolare il contatto con la sua pelle, da al neonato il conforto di cui ha bisogno dopo il trauma del parto.

Detto questo vorrei però dare alcuni consigli a tutti quei neo-genitori che vorrebbero ma.. ancora non osano provare:

  • innanzitutto NON fumate assolutamente in casa e soprattutto in camera da letto;
  • evitate di far dormire il bambino nel lettone se il materasso è troppo morbido (del tipo ci si affonda);
  • eliminate cuscini superflui e coperte troppo ingombranti, entrambi possono provocare il soffocamento sia nel lettone che nella culla;
  • per i primi mesi mettete il bambino a dormire dalla parte della mamma installando sul lato del letto una spondina di protezione, di solito è la madre a essere più in sintonia con il sonno del bebè;
  • e infine siate felici di vivere questi momenti unici e irripetibili con i vostri figli che diventeranno molto presto, senza nemmeno accorgevene, dei piccoli uomini e donne, e snobberanno perfino l’idea di dormire con voi;

Proprio come ogni altra questione riguardante l’educazione dei propri figli, dove e come far dormire il proprio bambino è una decisione personale. Ogni genitore deve necessariamente fare ciò che ritiene giusto per il proprio figlio e per tutta la famiglia, cercando di evitare interferenze di amici e in particolar modo parenti.

Di conseguenza se avete deciso di dormire tutti insieme nel lettone, allora credo che la cosa migliore sia farlo con consapevolezza e soprattutto in modo sicuro.

E voi cosa ne pensate?

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