Tares: sarà il Big Bang della gestione rifiuti? Meglio abolirla piuttosto che restituirla

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Automezzi per la raccolta senza gasolio, rifiuti per strada. Sembra questo lo scenario che si prospetta a causa del rinvio a luglio del pagamento della Tares (il nuovo tributo che sostistuisce Tarsu/Tia). A raccogliere il grido d’allarme è stato il Sole 24 Ore che in un articolo di qualche giorno fa titolava: “Raccolta rifiuti, rischio paralisi in tutta Italia”.

“Il corto-circuito degli incassi – scrive il quotidiano – sta già determinando in queste settimane la paralisi amministrativa nella gestione ambientale delle città italiane, e nelle prossime settimane rischia di moltiplicare i casi dell’emergenza rifiuti”. A complicare la situazione ci saranno anche le nuove regole che prevedono pagamenti solo con l’F24 o il bollettino postale, in questo modo i pagamenti fatti con i Rid automatici o attraverso le bollette uniche per servizi diversi rischiano di saltare.

I presupposti per l’emergenza sembrano esserci. La decisione di posticipare il pagamento della prima rata della Tares, decisa lo scorso gennaio in Senato, rischia infatti di creare un buco per le aziende che raccolgono e smaltiscono i rifiuti. Secondo Assoambiente (l’Associazione che in Confindustria rappresenta le aziende operanti nel settore della gestione dei rifiuti) il rinvio provocherà una vera e propria “voragine” nelle casse dei Comuni e bloccherà i pagamenti alle aziende incaricate della gestione del servizio.

Una nota in chiusura: secondo alcuni il rinvio a luglio del pagamento della Tares è stato influenzato dalle incombenze elettorali di febbraio (elezioni politiche) e maggio (amministrative). Forse è meglio evitare di mettere nuovamente le mani tasche degli italiane nel corso delle campagne elettorali? A questo punto, visto che qualcuno ha promesso di ridarci l’Imu del 2012, potrebbero evitare di farci pagare la Tares: meglio qualche soldo in più in tasca che strade piene di rifiuti e non illuminate visto che il nuovo tributio va a coprire anche altri servizi dei Comuni definiti indivisibili (illuminazione pubblica, vigili, giardinaggio, ecc.).

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