Rifiuti: lieve flessione dei reati ma rimane un settore clou per l’ecomafia

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Legambiente ha presentato il rapporto Ecomafia 2012, l’indagine annuale sull’illegalità ambientale. Il rapporto, fa sapere l’associazione, “anche quest’anno fotografa una situazione grave e impressionante, con un business illecito dalle cifre scioccanti, contrastato con impegno e perizia dalle forze dell’ordine che, solo nel 2011, hanno effettuato 8.765 sequestri, 305 arresti (100 in più, rispetto all’anno precedente con un incremento del 48,8%), con 27.969 persone denunciate (7,8% in più rispetto al 2010)”.

Il rapporto prende in esame le diverse tipologie di reati ambientali, compresi gli illeciti legati al ciclo dei rifiuti. Secondo Ecomafia 2012 i reati legati alla mondezza risultano essere in lieve flessione “ma con numeri sempre straordinari soprattutto se confrontati col business legale” sottolinea Legambiente: 5.284 reati e 5.830 persone denunciate. Questa lieve flessione non modifica infatti il quadro generale dei reati ambientali che vede i rifiuti confermarsi come uno dei settori clou del florido business dell’eco-criminalità. Occorre quindi non abbassare la guardia. Continuando l’analisi risultano infatti in aumento i traffici illeciti internazionali mentre i rifiuti gestiti illegalmente e sequestrati si sono attestati sulle 346 mila tonnellate, come se 13.848 enormi tir si snodassero in una fila lunga più di 188 chilometri.

E veniamo alle inchieste sui traffici organizzati dei rifiuti. Dalla data della prima applicazione del delitto (art.260 d.lgs. 152/2006) ad oggi le inchieste sono 199, con ben 1.229 persone sottoposte ad ordinanza di custodia cautelare, 3.654 persone denunciate e ben 676 aziende coinvolte in tutte le regioni, Val d’Aosta esclusa. Le inchieste hanno riguardato anche 23 paesi esteri, sempre più coinvolti nei traffici internazionali di rifiuti in partenza dall’Italia (dal 2001 al 30 aprile 2012 sono state 32 e hanno interessato ben 23 paesi tra Europa, Asia e Africa), per cui è necessario segnalare il recente e significativo fenomeno delle materie prime sottratte alle aziende e ai consorzi di riciclaggio legali che vanno ad arricchire le organizzazioni criminali. Rifiuti in plastica e rottami ferrosi risultano essere infatti, tra i materiali più ambiti dai trafficanti di mestiere che attraverso trattamenti fittizi e giri bolla movimentano il pattume fino alla sua destinazione finale: all’interno di piloni e strade, in vecchie cave, in cantieri edili o in siti oltreconfine.

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