Africa, la meta preferita dai rifiuti elettronici europei

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

Ogni tanto penso: “Se mi imbucassi in un vecchio frigorifero giunto a fine vita dove andrei a finire?” Probabilmente in Africa. Secondo lo studio UNEP “Dove finiscono i RAEE in Africa?”, infatti, l’80% dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche che arrivano in Africa giunge dall’Europa. 

Secondo lo studio i rifiuti elettronici prodotti dai cittadini europei vengono riciclati solo per un terzo all’interno dei confini UE, il resto va in discarica o esportati come componentistica di seconda mano nei Paesi africani. Paesi dell’Africa occidentale, come Benin, Costa d’Avorio, Ghana, Liberia e Nigeria, assorbono decine di migliaia di tonnellate di scarti elettronici tra elettrodomestici vecchi, televisori, telefoni cellulari e computer. In Ghana solo il 30% della componentistica elettronica arrivata dall’Europa era riutilizzabile, il resto, secondo il rapporto, sono inutilizzabili.

Su questo tema dal 14 al 16 marzo si svolge presso la sede UNEP di Nairobi (Kenya), il primo Forum panafricano sui rifiuti elettronici. Negli ultimi dieci anni le importazioni in Africa sono fortemente aumentate e in questa scia è enormemente aumentato l’import di componentistica fortemente inquinante. “Computer obsoleti, frigoriferi, televisori, telefoni cellulari e altri dispositivi – fa sapere l’UNEP – sono depositati sistematicamente in discariche incontrollate in Africa, ponendo in seria minaccia la salute umana e l’ambiente. Ma l’e-waste – afferma ancora il programma Ambiente delle Nazioni Unite – rappresenta anche un’importante opportunità economica per l’Africa attraverso il riciclo, la raccolta e il ripristino degli scarti e sottoprodotti e la raccolta delle materie prime preziose che contengono”. Durante il Forum di Nairobi si discuteranno diverse ipotesi sulla gestione sostenibile dei RAEE, tra cui la possibilità di trasferire l’onere dei controlli sul sistema doganale europeo che dovrebbe preventivamente accertare se la merce da esportare è effettivamente una “seconda mano” riutilizzabile o si tratta solo di rifiuti veri e propri.

Il netturbino non andrà a Nairobi. Comunque vada su questo argomento mi permetto di chiudere con una riflessione: “Prima di spedire il tuo vecchio PC verso l’Africa solo perché è obsoleto il sistema operativo, prova a donargli qualche anno di vita”. In rete si trovano facilmente i consigli per rigenerare il tuo vecchio computer e le esperienze pratiche si moltiplicano: un esempio è Trashware a Cesena (raccontata in un articolo di greenMe del gennaio 2011).

Foto di Steve Bullivant

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin
Misura

“A Misura di verde”: al via il progetto che pianterà oltre 13mila alberi in Italia per combattere i cambiamenti climatici

Schär

Schär Bio, il gluten free biologico che ha contribuito a far nascere una foresta

Mediterranea

Olio di oliva e materie prime a km0: come nasce una crema Mediterranea

Famas

Arriva la fibra di basalto per un isolamento performante

Terranova integratori

Come rafforzare il sistema immunitario prima dell’inverno

Cristalfarma
NaturaleBio
Seguici su Instagram
seguici su Facebook