Orto senza fatica? Oggi si può con l’agricoltura sinergica

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Oggi voglio condividere con voi la tecnica più eco per coltivare piante e ortaggi. Si tratta dell’agricoltura sinergica, un metodo che consente di creare un orto autosufficiente, che non richiede cure, quindi zappatura, fertilizzanti e pesticidi.

E’ stata ideata dal microbiologo giapponese Masanobu Fukuoka ma è stata diffusa in Europa dall’agronoma spagnola Emilia Hazelip che applicò e approfondì i principi della permacultura e dell’agricoltura naturale del non-agire di Masanobu Fukuoka.

Nasce proprio dall’osservazione dei processi naturali e dalla presa di coscienza che è necessario mantenere il suolo come organismo autonomo in grado di rigenerarsi, mettendo in relazione i diversi elementi in modo che possano essere equilibrati e protetti.

Per praticare quest’agricoltura è molto importante entrare in empatia con l’organismo terra/suolo:dopo una prima fase di progettazione, importante per evitare interventi invasivi successivi, è necessario creare una buona sinergia fra le piante e dunque dei meccanismi di auto fertilità che si innescano in modo automatico nel suolo. Ed ecco dunque che se ci sono questi presupposti, nulla va sprecato!

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Ma vediamo come questi principi possano essere applicati alla realizzazione di un orto di sussistenza.

Per prima cosa si prepara il suolo ripulendolo dalle radici di vegetazione spontanea, si formano poi i cosiddetti bancali, cioè dei passaggi e aiuole dove si coltivano le piante.

Poi bisogna creare un sistema di irrigazione, il migliore è quello a goccia che riduce al minimo lo spreco di acqua.

Dopo la semina, i bancali vanno riempiti di paglia che oltre a mantenere umido il suolo, attira lombrichi e microrganismi fertilizzanti. Completano il tutto gli archi di ferro che tengono sollevati da terra i frutti proteggendoli dalle muffe e poi, alcune piante ad azione insetticida come nasturzi, lavanda e basilico. Basta, d’ora in poi non si lavora più! Gli ortaggi infatti si riseminano da soli e solo al momento del raccolto, si tagliano le piante a livello del terreno cosicché, le loro radici decomponendosi nel suolo a loro volta arricchiscono il terreno di biomassa.

Ed ecco in sintesi i quattro principi su cui si fonda l’agricoltura sinergica:

Non lavorare la terra

Non compattare il suolo

Non concimare

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Piantare in ogni aiuola almeno tre specie differenti di piante proprio per il principio della corretta sinergia. Le piante si aiutano a vicenda e dunque è bene conoscere le giuste associazioni: ad esempio, una leguminosa che fissa l’azoto nel suolo, una liliacea (aglio, cipolla, porro…) ad azione antibatterica, un ortaggio che favorisce l’arricchimento del suolo.

E allora che aspettate? Provate anche voi a cimentarvi nell’agricoltura sinergica, magari documentandovi un po’sulle associazioni consigliate e sulle piante aromatiche in grado di esaltare anche il sapore di alcuni ortaggi (ad esempio pomodori e origano)!

Alla prossima!

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