La Bianca e la Nera….per disintossicarsi

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Dopo aver raccolto il calore dei raggi estivi, proprio ora mentre l’autunno occhieggia, ecco comparire sulle nostre tavole bei grappoli di uva “bianca” e uva “nera” dagli acini dolci e succosi. Da sempre l’uomo ha apprezzato questo frutto, tanto che la storia racconta che il primo viticoltore sia stato proprio Adamo.

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Da qualche anno ormai, è di moda la cosiddetta Ampeloterapia, (dal greco ámpelos, vite) cura disintossicante e ricostituente a base di uva dolcissima e nutriente.Vediamo allora da vicino le proprietà di questo straordinario frutto che proprio per la similarità di nutrienti che presenta col latte di donna, in un mix perfetto, è stato definito “latte vegetale”. Un etto di uva con le sue 65 Kcal rappresenta un ottimo spuntino energetico, indicato soprattutto a coloro che soffrono di astenia e stanchezza ma anche a coloro che soffrono di malattie respiratorie, del fegato e dell’apparato digerente, di anemia e di depressione nervosa. Tra i principi attivi dell’uva, abbiamo da un lato l’acido tartarico, antiossidante e regolatore dell’acidità dei liquidi organici, e dall’azione diuretica e leggermente lassativa e dall’altro l’acido malico, astringente che riequilibra dunque l’azione del primo. Le sostanze zuccherine sono per lo più levulosio, fruttosio, glucosio e destrosio, tutti zuccheri che essendo direttamente assimilabili senza l’intervento del fegato, rendono l‘uva adatta a coloro che soffrono di epatopatie.

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Nella buccia invece troviamo sostanze coloranti come l’enoside e la xantofilla (conosciuta meglio come E161) che vengono impiegate dalle industrie come coloranti naturali; Tra i componenti poi, non si possono non menzionare i polifenoli, il resveratrolo e i fitoestrogeni: sostanze che si trovano soprattutto nell’uva nera ma che in piccola parte ritroviamo anche nella bianca, in grado di abbassare il colesterolo LDL (quello cattivo) e aumentare l’HDL (quello buono). Contiene inoltre, sali minerali (potassio, ferro, fosforo, calcio, manganese, magnesio, iodio, silicio, cloro, arsenico), vitamine A, del gruppo B e C. A fianco a tutte queste benefiche proprietà, bisogna sottolineare che l’Ampeloterapia non va bene per tutti, infatti è controindicata a chi soffre di diabete, intestino irritabile,ulcera gastrica e gastro-duodenite. A chi soffre di digestione lenta, si raccomanda di consumarla senza buccia e senza semi.

Tra i componenti anche l’acido ossalico, che favorisce la formazione di calcoli renali e diminuisce il tasso di calcio nel sangue (ostacolando l’attività cardiaca), molto presente nell’uva acerba ma che si riduce di molto nell’uva matura. Per concludere, chi non presenta particolari patologie,può beneficiare dell’Ampeloterapia, iniziando con un consumo giornaliero di 0,5 kg per arrivare fino a 2-2,5 kg al giorno, secondo il grado di tolleranza. L’ideale, sarebbe consumare uva da vino, ben matura e come unico alimento giornaliero…ve la sentite??

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Alla prossima….

Stefania

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