Il Pepe: proprietà e usi nella Cucina naturale, nella Medicina Ayurvedica e in Bioterapia nutrizionale

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Da un punto di vista storico, il pepe è sicuramente la spezia più importante poiché oggetto di intensi scambi commerciali fin dai tempi del Medio Evo. Tuttavia, già nell’Antica Roma, le bacche di pepe erano molto apprezzate tanto che divennero preziosa merce di scambio e una modalità di pagamento preziosa quanto l’oro. Alcuni sostengono che questa spezia veniva utilizzata per trattare la carne andata a male, ma sembra più che altro una falsa diceria visto il suo costo non proprio economico!

L’albero del pepe è coltivato in India, che al mondo è al primo posto per la sua produzione, seguita solo dalla Malesia e dal Brasile. Le bacche, dopo la raccolta vengono essiccate affinché conservino tutte le proprietà organolettiche che invece perdono una volta macinate. Da un’unica pianta, si ricava un frutto che a seconda della sua lavorazione e stadio di maturazione assume diversi colori: nero, bianco, verde e rosa. Il pepe nero, deriva da bacche ancora acerbe, fatte essiccare al sole per circa dieci giorni, fino ad assumere un colore molto scuro. Il pepe bianco deriva da bacche rossastre, quasi mature immerse in acqua fino a perdere la pellicola esterna, prima di essere essiccate (sono più piccole di quelle nere e hanno un sapore meno intenso); Il pepe verde si ottiene conservando delle bacche ancora acerbe, in salamoia, sotto aceto o con del diossido di zolfo (ha un gusto fresco, non troppo piccante ma molto aromatico). In commercio poi si può trovare del pepe rosa che non è vero pepe in quanto è il frutto di un albero dell’America del Sud (genere Schinus) ha un sapore molto aromatico ma in alcuni soggetti può risultare epatotossico.

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In linea generale, il pepe da sapore ai cibi e al contempo, agevola la digestione, è antisettico, disinfettante, antinfiammatorio e diuretico. Se vi piace, provatelo non solo nella preparazione di pietanze salate, ma anche dolci…ottimo il connubio col cioccolato!

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Nella Cucina Naturale, in genere viene impiegato il pepe nero mentre quello bianco giusto in casi rari, quando specie nelle salse, si vogliono occultare quei semini neri.

Nella Medicina Ayurvedica, il pepe è un ingrediente davvero fondamentale, tanto che è impiegato non solo nella preparazione delle pietanze ma anche sotto forma di tisana, miscelato ad altre spezie ed erbe. È una sostanza che stimola l’appetito e aumenta l’assorbimento dei nutrienti, combatte la nausea ed è ottimo in caso di diabete e anemia.

In Bioterapia Nutrizionale, il pepe stimola la funzione epatica per effetto di un meccanismo irritativo al limite della tossicità. Viene impiegato per agevolare la digestione degli alimenti, attraverso la stimolazione della mucosa gastrica, sempre a condizione che non vi siano particolari patologie epatiche. Ecco che in caso di congestione epatobiliare dovuta a eccessi alimentari, il pepe agirà attraverso una specie di aggressione funzionale dell’epatocita provocando uno stato di iperattività che consentirà di risolvere la difficoltà digestiva.

Ottimo anche per stimolare un metabolismo lento.

Attenzione però perché è controindicato in caso di emorroidi, gastrite e ulcera gastrica.

 

Alla prossima!

Stefania

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