Dalla Liguria, arriva il basilico subacqueo!

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La crisi in un certo senso ci porta ad aguzzare l’ingegno e a ricercare soluzioni nuove e alternative. È quello che è accaduto in Liguria per la coltura della pianta simbolo del nostro paese: il basilico.

E’ partito infatti proprio in questi giorni a Noli, nel savonese, il progetto Orto di Nemo realizzato dalla Mestel Safety, una società del gruppo Ocean Reef che opera nel settore della subacquea, nata da una storica società ligure e sviluppatasi anche negli Stati Uniti. Tale progetto consiste appunto nella coltivazione in mare, all’interno di due biosfere, della piantina di basilico, preziosa per la preparazione del pesto e bandiera della regione in tutto il mondo. L’amministratore unico della Mestel Safety, Sergio Gamberini spiega che tutto ciò è possibile grazie alla stabilità climatica garantita dal costante livello della temperatura del mare e alla umidificazione comunque costante – grazie all’evaporazione dell’acqua marina che lambisce i semenzai nella parte bassa della biosfera.

Inoltre, il ciclo clorofilliano mantiene livelli accettabili di ossigeno e Co2 e non vi sono potenziali pericoli di aggressione da parte di parassiti o insetti come nelle culture terrestri. Le due biosfere, ancorate al fondale sono state posizionate a cento metri dalla costa e a circa sette – dieci metri di profondità. Ciascuna ha un volume di circa ottocento litri. Al loro interno, posizionati su apposite mensole, dei contenitori per la semina del basilico. I semi, precisano i promotori del progetto, provengono da uno storico produttore di Noli.

L’aspetto interessante del progetto, è che l’impianto consente una monitorizzazione con telecamera ed un collegamento audio con la superficie e in remoto (streaming e Skype). In sostanza si potrà comunicare in diretta da sott’acqua con qualunque parte del mondo: nel progetto, infatti, la biosfera viene equipaggiata con un sistema di comunicazione audio di tipo wireless ad ultrasuoni che permette la comunicazione con subacquei entro un raggio di circa 200 metri e con la superficie dove si prevede di installare una centralina operativa di comunicazione. Inoltre la biosfera è monitorata da un circuito televisivo accessibile via internet.

Importante sottolineare che nel settembre 2012, la stessa sperimentazione, aveva dato luogo a soli tre giorni dalla semina, a piantine che poi si sono sviluppate in tempi altrettanto brevi! Che dire? Prepariamoci a portare sulle nostre tavole il basilico subacqueo!

Alla prossima!

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