Autunno…arrivano le bacche giallo – arancio dell’Alchechengio!

Kikingeri, vingenze, alchechengi, fiasche dei corai, ciliegine…tutti nomignoli popolari per indicare le bacche dell’Alchechengio! Vediamo di cosa si tratta. L’Alchechengio è una pianta annuale originaria dell’Europa e dell’Asia che appartiene alla famiglia delle solonacee, la stessa del pomodoro e della patata. Produce bacche commestibili di colore giallo-arancio, poco succose e un po’ acidule il cui sapore ricorda quello del lampone o del pomodoro. Le bacche, che sembrano dei minuscoli pomodorini, crescono avvolte in un involucro che va dal verde al giallo dorato e danno un notevole effetto decorativo proprio perché ricordano delle piccole lanterne cinesi, per questo vengono impiegate di frequente nella composizione di giardini rocciosi. Il periodo di raccolta dei frutti è proprio l’autunno.

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Ma vediamo le proprietà medicinali di queste curiose bacche autunnali che proprio sin dall’antichità venivano sfruttate a scopo terapeutico. Innanzi tutto, come tutti i frutti di colore arancione, sono scrigni ricchi di vitamina C e dunque sono ottimi per combattere le sindromi influenzali, specie quelle che colpiscono l’intestino. Sono ricchi di ferro, niacina, provitamina A e di tannini, e ciò li rende ottimi astringenti, depurativi e diuretici, validi dunque in tutte le affezioni dell’apparato urinario, in caso di gotta, acido urico e artrite. Sono emollienti, debolmente lassativi e sedativi della tosse, febbrifughi e antiflogistici. E’ possibile sfruttare tutte queste proprietà benefiche utilizzando le bacche nella preparazione di decotti, infusi oppure di un vino medicinale.

Purtroppo oggi l’uso che se ne fa è soprattutto di tipo alimentare: ecco che potete apprezzarle spremute, crude nelle insalate o nelle macedonie, oppure, data la ricchezza di pectina, utilizzarle per preparare marmellate, sorbetti o crostate. Provate anche a gustarle candite o pucciate nel cioccolato fondente!

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Al momento dell’acquisto, scegliete frutti sodi, privi di ammaccature e con il calice dalla consistenza friabile. Considerate che lasciati a temperatura ambiente continuano a maturare. A casa, potete conservarli in frigorifero coperti da un panno per un massimo di due o tre giorni oppure potete pensare di congelarli eliminando il calice. Che dirvi? Approfittatene… cogliete l’attimo e provateli per concludere in modo chic una cena con amici, magari proponendoli come goloso dessert!

Alla prossima

Stefania

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