Colori e pubblicità: la comunicazione visiva

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Tutti noi, di fronte alla forma e al colore di un oggetto, abbiamo delle reazioni che sono dettate dall’inconscio e sono legate alle nostre esperienze precedenti. Ecco che, proprio per associazione,  determinate combinazioni cromatiche, generano in noi reazioni di attrazione o repulsione che rendono desiderabile o meno l’oggetto che abbiamo davanti e sul quale riversiamo le nostre aspettative. D’altronde, vi ho già parlato in un post precedente di come l’uomo, copiando i codici cromatici della Natura è riuscito a creare immagini, trasmettere segnali di pericolo riconoscibili in modo istintivo. 

E’ proprio attraverso questo processo, studiato attentamente nella comunicazione che le aziende creano un legame fra il colore e l’oggetto e ci inviano dei messaggi per rendere più appetibile un prodotto rispetto ad altri: il colore di immagini pubblicitarie, di prodotti presentati in maniera accattivante, creano in noi desideri, aspettative, insomma, ci inducono alla scelta.

Studi psicologici e antropologici, dimostrano quanto è importante il colore di un’immagine, di un prodotto, del suo packaging per lanciare dei messaggi ai consumatori: provate a pensare che segnale arriverebbe ai consumatori vedendo la camomilla confezionata in rosso! D’altro canto, questo colore, come ben sappiamo trasmette energia, stimola il sistema nervoso e dunque non a caso, spesso lo ritroviamo nelle confezioni di caffè.

Le aziende dunque, nel commercializzare un prodotto, devono attenersi ad una serie di regole cromatiche valide non solo per la grafica pubblicitaria su riviste, manifesti e video ma in maniera particolare per il packaging di un prodotto. L’involucro, funge da abito del prodotto e dunque, è importante osservare in maniera rigida gli stereotipi e gli abbinamenti cromatici per renderlo più o meno accattivante, desiderabile.

Funziona un po’ come per i bambini: le immagini dei loro libri, seguono una comunicazione diretta, che trasmette messaggi trasparenti, senza ambiguità.

La grafica pubblicitaria di un prodotto, dunque è sottoposta a delle regole che diventano più rigide e rigorose se si tratta di packaging specie se si tratta di prodotti alimentari. Ecco che è davvero importante compiere un’attenta valutazione della personalità del colore, di come si combina con la forma del prodotto, e che valenza assume nell’insieme con gli altri colori della confezione. A quest’ultima d’altro canto è affidato il compito di comunicare con il consumatore, di convincerlo all’acquisto.

Consideriamo ora i vari colori sfruttati in campo alimentare.

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Il giallo è il colore che esprime tutta la solarità del grano, della tradizione mediterranea. Non è un caso se spesso questo colore è utilizzato per le scritte sulle confezioni di pasta e di prodotti da forno in genere. Nelle sue gradazioni brillanti, trasmette energia fa pensare all’estate, al calore; in quelle più delicate, più chiare evoca tenerezza…pensate al colore di un pulcino, per rendere meglio l’idea!

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Il blu è un colore rassicurante, piacevole, evoca il cielo, la serenità. In campo alimentare, trasmette al consumatore un’idea di freschezza, genuinità – pensate alle confezioni dei prodotti lattiero caseari, tipo la crescenza.

Il verde, è un compromesso fra il blu e il giallo, tanto che racchiude in sé le qualità dell’uno e dell’altro. E’ il colore simbolo della calma, della natura, della serenità ma comunque vitale e meditativo.

Il marrone è un colore non facile da utilizzare, essendo presente in natura, in genere viene utilizzato quando si vogliono lanciare al consumatore dei messaggi di semplicità. Spesso viene utilizzato nel packaging di prodotti alimentari come il caffè e il cioccolato, dei quali poi ne richiama il colore.

L’arancio è un colore molto presente nel packaging di prodotti alimentari. E’ un colore vitaminico, energetico che ricorda il calore solare, i frutti estivi. Ha in sé le caratteristiche del colore rosso e del giallo.

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Il rosso è un colore seducente, che trasmette emozioni forti. Per le sue potenti vibrazioni, è ottimo per prodotti come profumi o altri oggetti della seduzione. Nei toni più tenui, lo ritroviamo negli involucri di prodotti di pasticceria come cioccolatini e caramelle.

Il viola, nato dalla mescolanza fra il blu e il rosso non è un colore che si presta in campo alimentare. E’ un colore che apre alla meditazione nelle sue declinazioni più spente e opache, mentre nei toni scuri del mirtillo, è elegante, triste. Nei toni chiari, ricorda la lavanda, è malizioso, frivolo e seducente, infatti  evoca tramite la vista profumazioni fiorite e femminili. Pensate ad esempio al profumo Loverdose di Diesel, o Viola di Erbolario..

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Il bianco, è puro, pulito e igienizzante, si associa bene a ciascun altro colore permettendo di segnalare le caratteristiche merceologiche del prodotto.

Il nero, rappresenta la notte, il mistero. Associato all’argento e all’oro, impreziosisce le confezioni rendendole lussuose ed eleganti

Il grigio è un colore un po’ difficile, ambiguo in genere non viene utilizzato per il packaging di prodotti alimentari. E’ un colore maschile, invernale tanto che spesso è utilizzato per le confezioni di calze e abbigliamento raffinati.

E poi ogni colore presenta diverse sfumature, può tendere ai toni più luminosi oppure più cupi; combinato poi con altri due o tre, ha forti potenzialità comunicative.

In genere, le combinazioni più comuni sono:

azzurro e rosa usati per packaging di prodotti legati all’infanzia

blu, azzurro e verde per mandare messaggi legati alla Natura

il rosso, l'arancione e il verde invece, sono impiegati per involucri di prodotti alimentari

Negli ultimi anni poi, le aziende hanno pensato di differenziare i vari prodotti con il medesimo involucro ma variandone il colore: pensate ai bagni doccia di Compagnia delle Indie, Palmolive…

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In conclusione, nel confezionare un prodotto si può ridurre al minimo la comunicazione verbale e sfruttare invece le potenzialità del colore, i suoi accostamenti, le sue gradazioni lanciando comunque messaggi stereotipati, che portano all’individuazione del prodotto.

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