2017, l'anno dei cambiamenti: il Gallo di Fuoco invita alla mediazione e alla flessibilità

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Nella nostra alimentazione, tipica mediterranea, il grano è onnipresente. Basta pensare ai vari pasti della giornata: cominciamo al mattino con biscotti e cereali, a pranzo con la pasta e il pane e a cena di nuovo ce lo troviamo a tavola, magari sotto forma di pizza o altro!

Purtroppo, quello che oggi ci fanno passare per grano, è completamente diverso da quello di cui si cibavano i nostri nonni e i nostri genitori. E’ un grano frutto di incroci genetici scelti per aumentarne la produttività e rendere le piante più resistenti alle malattie, alla siccità e al caldo. Ecco allora che oggi, oltre alla sempre più diffusa celiachia, rispetto ad allora, c’è un’alta predisposizione a malattie come diabete, sovrappeso, colesterolo, ipertensione.

Particolarmente singolare, è l’espressione “Pancia da grano”utilizzata a tale proposito da William Davis, cardiologo americano autore de “La dieta zero grano”. Quest’ultima, riporta i risultati dei suoi studi condotti su pazienti in sovrappeso e diabetici, in relazione ad un regime alimentare ricco di grano ponendo altresì l’attenzione sul fatto che il grano nano e semi nano ad alta resa, rappresenta oggi il 99% del grano coltivato in tutto il mondo. E su questo, anche i nutrizionisti italiani concordano.

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 Il grasso localizzato a livello addominale, come ormai tutti sanno è quello che deve destare maggiore preoccupazione poiché responsabile di:

alterati segnali metabolici all’organismo

fenomeni infiammatori generali (non solo intolleranze alimentari)

alterata risposta insulinica

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Detto questo, volete delle motivazioni valide per eliminare il grano dalla vostra dieta? leggete qui e traete voi le conclusioni:

1)    La pasta mantiene alto il livello di zuccheri nel sangue anche per sei ore dopo l’assunzione, mantenendo alta la glicemia delle persone diabetiche. Ecco che elevati livelli di insulina, si traducono in un incremento di grasso addominale.

2)    Alti livelli di glucosio nel sangue producono i cosiddetti AGE, responsabili non solo dell’invecchiamento precoce ma anche di vari disturbi come quello alla funzionalità erettile.

3)    Il pane integrale alza la glicemia più dello zucchero bianco! Basti pensare che quest’ultimo ha un Ig (Indice glicemico) pari a 70 contro i 68 del pane integrale

4)    Secondo alcuni ricercatori del National Institutes of Health, il grano produce sul cervello un effetto simile a quello degli oppiacei.

5)    La “pancia da grano” mantiene alta l’infiammazione del nostro organismo predisponendoci a tumori e cardiopatie.

6)    Eliminare il grano dalla dieta, comporta una diminuzione del senso di fame

7)    Il consumo di grano comporta un aumento del colesterolo, mentre la sua eliminazione, lo regolarizza

8)    Il grano può manifestare i suoi effetti anche al livello del derma, determinando perdita di elasticità, rughe, eruzioni cutanee e dermatiti.

9)    Il  grano determina stanchezza generale e cefalea, tipiche dell’infiammazione dell’organismo.

10) Coloro che eliminano il grano dalla loro alimentazione, guadagnano un miglioramento generale dell’umore, un aumento della concentrazione, maggiore lucidità mentale e un miglioramento in termini di sonno.

In sostituzione del grano, possiamo ripiegare su una vasta scelta di cereali e non solo:orzo, riso, mais, farro, quinoa, amaranto, avena, miglio, farina di ceci e di castagne, konjac ottimi non solo per preparare pietanze salate ma anche per confezionare dolci e dessert. E’ chiaro che le farine senza glutine hanno la tendenza a non lievitare, per questo è importante non abusare di lievito, che in eccesso può dar luogo a spiacevoli inconvenienti.

Alla prossima!

Stefania

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Venerdì, 18 Agosto 2017