Costruire con i rifiuti: l’edilizia rovista nei cassonetti

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Conosciamo molto bene le possibilità che ci vengono fornite dal riciclo dei materiali come la plastica, il vetro, la carta e molti altri rifiuti che gettiamo quotidianamente ( in modo corretto ) all’interno dei cassonetti dei nostri comuni e conosciamo molto bene anche le problematiche legate all’annosa questione della loro gestione nel nostro paese; ma siamo sicuri di essere a conoscenza dello sviluppo sociale, economico e sopratutto ambientale che potrebbero dare in campo edilizio tutti questi prodotti?

L’utilizzo dei rifiuti come materiale edile può essere proposto in diversi modi, da quelli più “primitivi” a quelli più architettonicamente complessi, ovviamente tutte queste soluzioni sono tenute unite dall’idea che accomuna tutti gli architetti, i designer o gli eco-artisti cioè dimostrare la quantità di rifiuti che genera il consumismo ed il concetto del riutilizzo sostenibile.

Earthships rappresenta una di queste realtà, sfruttando materiali di scarto come pneumatici di macchine, bottiglie di vetro o plastica, progettano case che riducono al minimo l’impatto ambientale con strutture abitative molto semplici e con costi stimati tra i 7.000 ai 70.000 dollari per delle case di dimensioni ridotte esclusi i costi del terreno.

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Al MAXXI di Roma, per sensibilizzare il pubblico alla cultura del riciclo è nata l’installazione del laboratorio tedesco Raumlaborberlin, un’abitazione totalmente concepita con materiali provenienti da vecchie installazioni del MAXXI, mobili, scarti delle discariche.

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Nonostante la struttura si presenti come una vera e propria abitazione, composta da una cucina realizzata interamente con vecchie bottiglie, una camera da letto realizzata con portiere di autovetture usate come pareti ed uno studio per workshop arredato con vecchie finestre di legno ed ante di armadi, l’opera si colloca nel piazzale del museo, non come una soluzione abitativa a basso costo, ma solamente come emblema dello spreco imposto dalla nostra società evidenziando quanti oggetti e materie prime ancora utili finiscono nel cassonetto.

Invece al padiglione temporaneo del MoMA, composta da tre torri costruite con mattoni 100% biologici, si presenta come una vera e propria innovazione nel campo dell’architettura biologica senza sprechi di energia, senza rifiuti e senza emissioni di carbonio; le tre torri sono composte da una combinazione di buccia di mais e micelio di funghi ed una superficie riflettente capace, senza alcun aiuto artificiale, di trasferire la massima illuminazione naturale all’interno di Hy-Fi e garantendo con la porosità di queste materiali la ventilazione naturale, generando una temperatura confortevole.

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In Messico, per fronteggiare la mancanza di abitazioni adeguate e sostenibili, sono state progettate le prime case costituite dall’ 85% di rifiuti di plastica ed il rimanente 15% con supporti in acciaio per motivi strutturali con costi di molto inferiori alle case tradizionali con un impatto ambientale praticamente nullo.

In Inghilterra, a Brighton per la precisione, è stata realizzata la prima casa con il minor impatto ambientale tra quelle già esistenti, con rifiuti e materiali dismessi: oltre 20.000 spazzolini da denti,le 4.000 custodie di DVD, 200 rotoli di decorazioni natalizie, 4.000 vecchie VHS, 2 tonnellate di jeans, 2.000 floppy disk, 65 mq di vecchi pneumatici; la struttura interna è stata completata grazie all’utilizzo di gesso riciclato da un vicino cantiere mentre quelle esterna è costituita da muri forati con incorporati parti di tappezzeria e tappeti riciclati che permettono di ottenere una maggiore capacità di isolamento ed impermeabilità.

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Sempre in Inghilterra a Londra per la precisione, nascerà l’ Organic London Skyscraper, un grattacielo organico rivestito con pannelli rigidi realizzati con la carta riciclata e rifiuti plastici provenienti dai suoi inquilini ( 75 kg di carta riciclata = 2 pannelli termoisolanti, 80 bottiglie di plastica = 1 pannello isolante ); avrà una struttura ad impalcatura cava in bambù che permetterà di ridurre l’attrito del vento, incanalando l’aria all’interno dei pali sui quali saranno installate delle micro turbine eoliche, per produrre nello stesso tempo energia elettrica.

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La miglior risposta al costante aumento della popolazione urbana ed al conseguente aumento dei rifiuti solidi, sarebbe la realizzazione o la riqualificazione di opere con costi progettuali estremamente ridotti e diminuendo contemporaneamente il quantitativo di rifiuti.

dott. F. Purificati

Responsabile Tecnico AICEn Associazione Italiana Certificatori Energetici

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