Il giardino? Lo metto sulla parete di casa

Risolvere il problema della riqualificazione energetica e del degrado urbano con un’unica soluzione? Un muro verde! Sfruttando il tetto o le pareti verticali di un edificio avendo così la possibilità di integrare i centri residenziali con le aree verdi.

Una soluzione nobile ma non così innovativa: partendo dai fantastici giardini di Babilonia fino ad un contributo più recente dato all’architettura da Le Corbusier; in Europa oltre ad essere prevista per legge all’interno dei piani urbanistici, possiamo trovare progetti molto stravaganti come per esempio autobus o macchine con capote pensile.

La peculiarità di questa soluzione non è solamente il fattore estetico, avvalorato dall’utilizzo di piante autoctone, ma la possibilità di sfruttarne l’enorme potenziale termico e acustico che una facciata di un palazzo o un tetto potrà fornire ai condomini; lo strato verde pensile agisce da filtro tra l’interno e l’esterno svolgendo la funzione di schermatura solare, determinando l’abbassamento della temperatura dell’abitazione, la richiesta di climatizzazione estiva del 25%.

Scegliere tra una soluzione “a parete” o “a tetto” è una questione meramente progettuale:

- la soluzione “a tetto” è particolarmente adatta agli edifici con elevate superfici di copertura superiore e si divide in intensiva ed estensiva: la differenza tra le due soluzioni è funzione delle dimensioni dell’edificio, del peso di sovraccarico ( il tipo estensivo varia tra i 30 – 100 kg/m2 mentre il tipo intensivo varia tra i 120 – 350 kg/ m2) e del tipo di vegetazione colonizzatrice (il tipo estensivo con muschi, graminacee e piante grasse mentre il tipo intensivo prevede una vegetazione a forte sviluppo radicale e aereo di tipo orticolo come graminacee, tappeti erbosi, piante vivaci o arbusti) .

- la soluzione “a parete” si adatta in base alle necessità strutturali dell’edificio, giacché può essere applicata a un sistema d’inverdimento sulla totalità della facciata oppure adattarsi alla discontinuità strutturale tra fasce verdi orizzontali e verticali; inoltre può essere utilizzata per il contenimento e la stabilizzazione dei pendii stradali, come sostegni per le piste ciclabili, come “mascheramento” dei muri in cemento armato per ridurre l’impatto ambientale, come barriere acustiche fonoassorbenti o come frangivento.

Per quanto riguarda la soluzione “a parete”, bisogna dire che è una scelta fortemente voluta dai proprietari e si presta ad essere attuata in zone urbane con un tessuto edilizio caratterizzato da nude pareti degradate, puntando sul miglioramento dell’aspetto estetico in parallelo con il miglioramento dei microclimi degli ambienti interni.

In fase di costruzione bisogna tener conto della tipologia di soluzione che si vuole scegliere ed il web ci fornisce molti spunti: da sistemi di reti di acciaio ancorate alle facciate tramite distanziatori a vasi dotati di supporto per piante rampicanti e disposti in fila per tutta l’altezza dell’edificio, dal traliccio estensibile in PVC ai pannelli in polietilene ad alta densità o alluminio leggero riciclato con celle per il substrato per la coltivazione delle piante, fino alla gabbia modulare in acciaio con un substrato interno di coltivazione formato da un materassino di diversi strati di feltro con torba e perlite.

Una parete verde rispetta il microclima meglio di una qualsiasi altra copertura riflettente e, maggiore è la scelta tra le essenze vegetali che si prestano ed essere utilizzate come materiale strutturante e maggiori saranno i guadagni in termini climatici.

Per il giardino verticale vedremo una serie di piante che meglio si adattano alla coltivazione esterna, seguendo le caratteristiche climatiche della zona, l’estetica e la manutenzione.

Il consiglio è quello scegliere delle piante erbacee perenni che prediligono un’esposizione soleggiata o mezz’ombra e che non soffrano il freddo (Carex), oppure delle specie arbustive con portamento rampicante che necessitano solamente un substrato umido in estate (Lonicera), oppure per le pareti esposte interamente al sole, si consigliano specie spontanee perenni che crescono sui muri e che fioriscono in estate con colori molto accesi e da irrigare solo quando il substrato è asciutto (Sedum); se il clima è freddo, si consigliano piante con fogliame sempreverde molto resistenti alle basse temperature, rimanendo sane anche sotto la neve per mesi e con esposizione al sole o mezz’ombra (Sempervivum); esteticamente si consigliano le erbe aromatiche (Rosmarinus officinalis, Caspicum Annum, Origanum Vulgare, Allium Schoenoprasum, Salvia Officinalis, Thymus Vulgaris) le quali hanno una fioritura molto evidente e colorata nei periodi primaverili ed estivi, crescono spontaneamente in zone con clima mite e ben soleggiato, sopportano bene il freddo sempre che non sia prolungato nel tempo.

I giardini verticali più belli si possono trovare in tutto il mondo: il Musée du quai Branly a Parigi, il Pacha The Driver a Londra, il Trio Building a Sydney, il Gardens By The Bay a Singapore, il Giardino Verticale dell’Expo di Shanghai, il Plaza de Espana a Santa Cruz de Tenerife; ma nel contesto italiano si possono portare a conoscenza progetti molto interessanti come a Bari, a Rozzano.

Molti li hanno resi una tendenza di design ma non dimentichiamoci del loro valore energetico - ambientale.

 

- Federico Purificati (Responsabile Tecnico AICEn Associazione Italiana Certificatori Energetici)

 

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Mercoledì, 13 Dicembre 2017