Phonebloks – telefoni componibili progettati per durare!

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Premetto che io e la tecnologia viaggiamo su binari paralleli mai tangenti e che in quanto a telefoni sono piuttosto ignorante. Per me un telefono deve innanzitutto permettermi di telefonare e se proprio devo aggiungerci qualcosa, allora scelgo l’opzione fotografia perché è una cosa che mi piace moltissimo. Oggi però per puro caso mi sono imbattuta in un video che mi ha incuriosita moltissimo. Il commento che lo accompagnava era A phone worth keeping(un telefono che merita conservare).

Da quando a malincuore ho abbandonato il mio telefono-solo-telefono per passare ad uno smartphone, con tutti i pro ed i contro del caso, mi sono ritrovata a doverlo cambiare più volte a causa di malfunzionamenti di vario genere.

D’altra parte lo sappiamo, nessuno dei telefonini che oggi ci tirano dietro per due soldi in abbinamento ai contratti telefonici sono fatti per durare, nemmeno quelli che siamo disposti a pagare centinaia di euro. In primo luogo perché se durassero a lungo i profitti per le case produttrici crollerebbero. In secondo luogo perché, anche se sono resistenti, ce ne stanchiamo presto. O almeno così parrebbe a giudicare dai continui aggiornamenti e dalle versioni ottimizzate che vengono lanciate a distanza di pochi mesi le une dalle altre.

Perciò questo “telefono che merita tenere” mi ha incuriosita da subito. E che cosa ho scoperto?

Innanzitutto che si tratta di un progetto, e non ancora di una realtà (purtroppo!). In secondo luogo che per far sì che si trasformi in realtà è importante supportarlo (quindi facciamolo!).

Phonebloks è un progetto lanciato da un giovane designer industriale olandese, Dave Hakkens. È Dave stesso sul proprio sito a spiegare perché e a rispondere a tutte le domande del caso. Innanzitutto – scrive – il mercato dei congegni elettronici continua a crescere rapidamente, ma la sensazione è che si continui a costruire oggetti usa-e-getta. Ogni volta che si inventa qualcosa di nuovo tutto ciò che è vecchio viene messo all’angolo e gettato via, aggiunto alle tonnellate di rifiuti elettronici che produciamo quotidianamente. Lo stesso vale per ciò che si rompe: il più delle volte a causa di un guasto ridicolo siamo costretti a gettare via l’intero apparecchio perché è diventato quasi impossibile trovare pezzi di ricambio, e se esistono costano in proporzione più del telefono stesso.

Per quanto io ami il mondo connesso in cui viviamo – continua Dave – credo che sia venuto il momento di predisporre una piattaforma modulare universale su cui possano lavorare insieme tutte le compagnie.

Il progetto prevede la realizzazione di telefoni componibili, composti cioè da “blocchi” indipendenti che si collegano ad una base universale. Ci sono due vantaggi evidenti ed innegabili. Il primo è la facilità nella sostituzione dei pezzi e nel loro aggiornamento. Il secondo è la completa adattabilità alle esigenze del consumatore: trattandosi di un dispositivo modulare, ognuno potrebbe comporlo a proprio piacimento e con gli accessori che reputa più interessanti e più validi. Io per esempio non avrei dubbi: un semplice telefono con un’opzione fotografica di massima qualità!

Il lavoro di squadra è fondamentale in questo caso, perché la realizzazione di una piattaforma del genere è davvero molto costosa; per questo motivo tramite il sito dedicato al progetto Dave non spera di raccogliere soldi (crowfunding) bensì di raccogliere voci, idee e consensi (thunderclap, un “applauso tuonante”). Perché? Semplice, perché solo se ci sarà un mercato per questo prodotto ci sarà qualcuno disposto ad investire tempo, energie e denaro nella sua realizzazione.

Tra me e me a questo punto penso due cose: a) che sia un’idea fantastica e b) che se aspettiamo che le grandi compagnie lavorino insieme di propria spontanea volontà… beh, stiamo freschi. Quindi non mi resta che invitarvi a partecipare: unitevi anche voi al Thunderclap e se avete qualche idea fatevi avanti: la piattaforma è pensata per la condivisione e per permettere a tutti di partecipare ad un piccolo, grande cambiamento!

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