Noi stiamo con le vacche! E voi?

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Sabato è stata una giornata da ricordare.

Sveglia alle sei e mezza del mattino, un caffè al volo e poi via, verso le montagne, verso una memorabile giornata in compagnia di trentacinque mucche dirette finalmente al pascolo dopo mesi di stalla.

Una volta la transumanza - la migrazione stagionale delle mandrie e delle greggi - era una vera e propria festa con centinaia di animali che salivano verso gli alpeggi o rientravano alle stalle, accompagnati dai pastori. A causa della diffusione dell'allevamento intensivo oggi la pratica della transumanza (poco economica, da un punto di vista industriale) è quasi scomparsa; laddove resiste, gli animali sono spesso accompagnati al pascolo con l'ausilio di moderni camion. Solo in alcune regioni la tradizione resiste, o come in questo caso viene parzialmente recuperata e valorizzata.

Sabato abbiamo avuto la fortuna di accompagnare la famiglia Gortani e ben trentacinque delle loro mucche in questa salita verso la Malga Pozof, sul monte Zoncolan. L'idea di trasformare in un evento aperto al pubblico questa pratica millenaria - che la famiglia Gortani porta avanti comunque ogni anno - è nata insieme a Slow Food FVG, con la speranza di catturare l'attenzione del pubblico più sensibile alle tematiche della sostenibilità e di riavvicinare più persone possibili agli animali ed ai prodotti della tradizione, come i buonissimi formaggi che abbiamo effettivamente avuto modo di gustare.

Come descrivere questa semplice, bellissima esperienza?

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Vorrei fosse possibile descrivere a parole la gioia delle mucche appena scese dal camion che la aveva accompagnate fino all'imboccatura del sentiero: una gioia esplosa in salti, corse, giochi.. finalmente libere di godere dell'erba fresca e dell'aria fresca dopo i mesi invernali trascorsi in pianura, in stalla.

Vorrei poter descrivere la bontà nei loro grandi occhi scuri, i muggiti di protesta quando - neanche a metà strada - lamentavano stanchezza e si ostinavano a fermarsi e brucare. Vorrei fosse facile spiegare quello che abbiamo intravisto dei caratteri di Rasna, Ravenna, Sonia, Flora, Sasha e di tutte e trentacinque le vacche di razza bruna che ci hanno fatto compagnia in questa bellissima giornata.. perchè sono proprio come noi, ognuna con il proprio carattere e le proprie peculiarità!

Vorrei essere capace di trasmettervi l'emozione di un ritrovato contatto con questi bellissimi animali che troppo raramente possiamo incontrare e conoscere, intrappolati come siamo nelle nostre frenetiche esistenze urbane.

Ed infine vorrei potervi far assaggiare il latte, il burro ed i formaggi preparati con il loro latte, con tempi e metodi rispettosi dei cicli naturali e del benessere animale. In una parola: buonissimi!

Ma descrivere questa esperienza e queste emozioni a parole è davvero difficile, perciò vi invito piuttosto a provare di persona. E se non è possibile partecipare ad una transumanza - non è poi così facile al giorno d'oggi - vi invito almeno a dedicare una giornata di questa estate alla riscoperta degli animali e dei prodotti tipici della vostra terra, di ovunque voi siate. Vi invito a far riscoprire ai vostri bambini il piacere di giocare all'aria aperta, di interagire con gli animali, di scoprire il loro carattere e di imparare a riconoscere loro il valore che meritano.

Riscoprire, esplorare, conoscere, toccare, annusare, gustare, condividere: sono gesti semplici, ma il loro significato è grande. Sono esperienze ordinarie, ma nel mondo di oggi diventano straordinarie.

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Commenti 2

Ospite - Gio il 23 06 2014
Cio' che non e' tuo non e' tuo. :-)

Ho vissuto per oltre 20 anni con le mucche e mi fa enormemente piacere quando finalmente le persone si accorgono dell'ovvieta' della presenza di emozioni, simili a quelle che provano gli esseri umani, nella loro vita.

Allora, non capisco questo:

>>

Ed infine vorrei potervi far assaggiare il latte, il burro ed i formaggi preparati con il loro latte, con tempi e metodi rispettosi dei cicli naturali e del benessere animale.

Per favore non nutriamo la nostra ignoranza ed atrofia empatica attraverso frottole inventate tanto per farci piacere.

Il latte (ed ovviamente i suoi derivati) sono ottenuti attraverso lo stupro delle mucche stesse. Fosse anche che l'allevatore avesse dei tori ed attendesse i tempi naturali di riproduzione (mai visto al di fuori dei santuari), che significherebbe, tra l'altro, una produzione di latte assolutamente minima se confrontata con quella necessaria per una produzione che permetta all'allevatore di sopravvivere, il/la vitello/a deve essere separato dalla madre (cosa che in natura non accadrebbe per anni ed anni e che gia' questo prova un forte dolore alla muccha....a voi mamme piacerebbe??).

In condizioni ideali e naturali le mucche posso vivere per decenni. Ma voi credete veramente che una volta che esse non producono piu' gli allevatori le mantengano (e tutti i vitelli/e nati durante gli anni) per consentirgli una morte naturale?? E poi che succede a tutti quei vitelli (maschi) nati dello...dagli stupri?

Senza elencare tutte quelle pratiche abominevoli attuate dall'industria del latte (compresa quella biologica), fosse anche che questo fosse un caso unico al mondo dove la mucca ed i suoi familiari vengono rispettati al 100%, allo stesso modo in cui uno rispetterebbe la volonta' ed i sentimenti del proprio cane, gatto ecc. (come minimo), non promuoviamo l'utopia che sia possibile sfruttare gli animali a nostro piacimento ed allo stesso tempo rispettarli e lasciare a loro le possibilita' che la natura gli ha dato di vivere una vita che valga la PENA di essere vissuta. Non diffondiamo neppure l'idea che nelle fattorie biologiche o nella permacultura questo rispetto esista (per esempio guardate qui: http://www.humanemyth.org).

Se volete conoscere le mucche, visitatele nei santuari e supportate il grande lavoro che fanno senza riconoscenza ed attraverso mille ostacoli e vedrete che li di latte (per il consumo umano) non ne troverete neppure una goccia!

Grazie!

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Ho vissuto per oltre 20 anni con le mucche e mi fa enormemente piacere quando finalmente le persone si accorgono dell'ovvieta' della presenza di emozioni, simili a quelle che provano gli esseri umani, nella loro vita. Allora, non capisco questo: >>[quote][/quote]Ed infine vorrei potervi far assaggiare il latte, il burro ed i formaggi preparati con il loro latte, con tempi e metodi rispettosi dei cicli naturali e del benessere animale. Per favore non nutriamo la nostra ignoranza ed atrofia empatica attraverso frottole inventate tanto per farci piacere. Il latte (ed ovviamente i suoi derivati) sono ottenuti attraverso lo stupro delle mucche stesse. Fosse anche che l'allevatore avesse dei tori ed attendesse i tempi naturali di riproduzione (mai visto al di fuori dei santuari), che significherebbe, tra l'altro, una produzione di latte assolutamente minima se confrontata con quella necessaria per una produzione che permetta all'allevatore di sopravvivere, il/la vitello/a deve essere separato dalla madre (cosa che in natura non accadrebbe per anni ed anni e che gia' questo prova un forte dolore alla muccha....a voi mamme piacerebbe??). In condizioni ideali e naturali le mucche posso vivere per decenni. Ma voi credete veramente che una volta che esse non producono piu' gli allevatori le mantengano (e tutti i vitelli/e nati durante gli anni) per consentirgli una morte naturale?? E poi che succede a tutti quei vitelli (maschi) nati dello...dagli stupri? Senza elencare tutte quelle pratiche abominevoli attuate dall'industria del latte (compresa quella biologica), fosse anche che questo fosse un caso unico al mondo dove la mucca ed i suoi familiari vengono rispettati al 100%, allo stesso modo in cui uno rispetterebbe la volonta' ed i sentimenti del proprio cane, gatto ecc. (come minimo), non promuoviamo l'utopia che sia possibile sfruttare gli animali a nostro piacimento ed allo stesso tempo rispettarli e lasciare a loro le possibilita' che la natura gli ha dato di vivere una vita che valga la PENA di essere vissuta. Non diffondiamo neppure l'idea che nelle fattorie biologiche o nella permacultura questo rispetto esista (per esempio guardate qui: www.humanemyth.org). Se volete conoscere le mucche, visitatele nei santuari e supportate il grande lavoro che fanno senza riconoscenza ed attraverso mille ostacoli e vedrete che li di latte (per il consumo umano) non ne troverete neppure una goccia! Grazie!
Spazi Verdi 09 il 24 06 2014
:)

Caro Gio (o cara.. scusa ma non si capisce!)
innanzitutto grazie per il tuo commento, che mi ha fatto riflettere - cosa sempre buona e giusta.
Mi preme precisare che non sono certo arrivata adesso alla consapevolezza che gli animali provano emozioni ! Ho avuto la fortuna di vivere a stretto contatto con gli animali fin da piccola, di vedere nascere i vitelli, di rotolarmi nel fieno con i pulcini, di giocare con capre e pecore.. quindi grazie al cielo questa empatia non è mai mancata, anche se hai ragione quando dici che tante persone scoprono tardi questo mondo meraviglioso - purtroppo!
Hai anche ragione quando dici che (anche nella migliore delle ipotesi) queste mucche vengono sfruttate per la produzione del latte e sono per questo sottoposte a regolari accoppiamenti e poi separate dai vitelli.. è la realtà.
Tuttavia, per quanto io da un punto di vista emozionale condivida pienamente il tuo sentire, razionalmente credo che quello che ho visto rappresenti già uno straordinario passo avanti da un punto di vista globale.
Viviamo in un mondo crudele ed isterico, dove all'animale spesso non è riconosciuto alcunchè: nè una vita che valga la pena di essere vissuta, nè il diritto a non soffrire, nè il provare emozioni. Si tratta di un'indifferenza di tale portata e così diffusa che quando scorgo anche il più piccolo segnale in controtendenza voglio sperare che sia sintomo di una (pur lentissima) presa di coscienza.
Le mucche che ho accompagnato l'altro giorno erano di tutte le età, la più vecchia (nonchè la più arzilla) ha 13 anni, un bel salto considerando che una vacca da latte sottoposta a prelievo intensivo vive in media 4-5 anni. Sicuramente la loro vita non è "naturale" al 100%, d'altronde è ovvio, non sono libere e hanno una funzione economica agli occhi dell'allevatore. Questo a livello emozionale non piace nemmeno a me, ma non posso prescindere dalla realtà in cui viviamo: il fatto che in un contesto come quello attuale un'azienda scelga deliberatamente di imboccare una strada in controtendenza, palesemente antieconomica, mi fa sperare che le cose cambieranno. Il fatto che l'allevatore/il pastore interagisca con le mucche, conosca i loro caratteri, i loro nomi, le loro caratteristiche, e desideri condividere tutto ciò con altre persone.. mi fa intravedere un domani migliore.
Certo, questo non è il mondo perfetto. Ci sono sicuramente vitelli e manzi che finiscono al macello. Alcune mucche sicuramente vengono soppresse al manifestarsi di patologie non trattabili.
Mi piacerebbe avere la bacchetta magica e poter trasformare le cose dall'oggi al domani, ma non ce l'ho e perciò pian piano mi accontento di cogliere i segnali positivi nel mondo che mi circonda, e ben venga se sulla strada incontro qualcuno che mi sprona a non accontentarmi.

Buona giornata!

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Caro Gio (o cara.. scusa ma non si capisce!) innanzitutto grazie per il tuo commento, che mi ha fatto riflettere - cosa sempre buona e giusta. Mi preme precisare che non sono certo arrivata adesso alla consapevolezza che gli animali provano emozioni :)! Ho avuto la fortuna di vivere a stretto contatto con gli animali fin da piccola, di vedere nascere i vitelli, di rotolarmi nel fieno con i pulcini, di giocare con capre e pecore.. quindi grazie al cielo questa empatia non è mai mancata, anche se hai ragione quando dici che tante persone scoprono tardi questo mondo meraviglioso - purtroppo! Hai anche ragione quando dici che (anche nella migliore delle ipotesi) queste mucche vengono sfruttate per la produzione del latte e sono per questo sottoposte a regolari accoppiamenti e poi separate dai vitelli.. è la realtà. Tuttavia, per quanto io da un punto di vista emozionale condivida pienamente il tuo sentire, razionalmente credo che quello che ho visto rappresenti già uno straordinario passo avanti da un punto di vista globale. Viviamo in un mondo crudele ed isterico, dove all'animale spesso non è riconosciuto alcunchè: nè una vita che valga la pena di essere vissuta, nè il diritto a non soffrire, nè il provare emozioni. Si tratta di un'indifferenza di tale portata e così diffusa che quando scorgo anche il più piccolo segnale in controtendenza voglio sperare che sia sintomo di una (pur lentissima) presa di coscienza. Le mucche che ho accompagnato l'altro giorno erano di tutte le età, la più vecchia (nonchè la più arzilla) ha 13 anni, un bel salto considerando che una vacca da latte sottoposta a prelievo intensivo vive in media 4-5 anni. Sicuramente la loro vita non è "naturale" al 100%, d'altronde è ovvio, non sono libere e hanno una funzione economica agli occhi dell'allevatore. Questo a livello emozionale non piace nemmeno a me, ma non posso prescindere dalla realtà in cui viviamo: il fatto che in un contesto come quello attuale un'azienda scelga deliberatamente di imboccare una strada in controtendenza, palesemente antieconomica, mi fa sperare che le cose cambieranno. Il fatto che l'allevatore/il pastore interagisca con le mucche, conosca i loro caratteri, i loro nomi, le loro caratteristiche, e desideri condividere tutto ciò con altre persone.. mi fa intravedere un domani migliore. Certo, questo non è il mondo perfetto. Ci sono sicuramente vitelli e manzi che finiscono al macello. Alcune mucche sicuramente vengono soppresse al manifestarsi di patologie non trattabili. Mi piacerebbe avere la bacchetta magica e poter trasformare le cose dall'oggi al domani, ma non ce l'ho e perciò pian piano mi accontento di cogliere i segnali positivi nel mondo che mi circonda, e ben venga se sulla strada incontro qualcuno che mi sprona a non accontentarmi. :) Buona giornata!
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