Gola, Salute e Felicità

La piramide della felicità

Ciò che contraddistingue una persona veramente felice da una persona ordinaria sono generalmente le stesse peculiarità ed è per questo che, se la felicità è ciò che desideriamo ottenere, è necessario conoscerle e focalizzare il nostro tempo e le nostre energie su di esse. Ciò nonostante, queste peculiarità non hanno tutte la medesima importanza (alcune lo sono di più, alcune lo sono di meno), vediamo quindi di fare una categorizzazione suddividendole in:

  1. Requisiti Fondamentali
  2. Requisiti Facoltativi ma molto importanti
  3. Requisiti Facoltativi ma importanti

Il fatto di possedere le caratteristiche fondamentali (le prime) ci permette già di vivere una vita meravigliosa, ma soffermarsi unicamente su queste è comunque un limite (che non ci permette di sperimentare tutto il potenziale che la vita ci offre). Infatti, coltivando anche le caratteristiche successive (in scala di importanza), l'esistenza diventa sempre più piacevole e degna di essere vissuta. L'amore incondizionato che consiste nel coltivare pensieri benevoli verso tutto ciò che ci circonda (in primis per ogni essere senziente), rappresenta un requisito fondamentale e caratterizza qualunque stato di felicità. Inoltre, coltivare pensieri benevoli respinge parallelamente quelli malevoli, condizione anch'essa assolutamente necessaria (le due condizioni non possono coesistere allo stesso tempo). La salute è invece una condizione molto utile ma, stranamente, non fondamentale. Questo non vuol dire che vada trascurata ma bensì che possiamo vivere felici, anche se dovessimo perderla irrimediabilmente: purché siamo in

Stessa cosa vale per la cultura, si può essere totalmente ignoranti ma felici (lo dimostrano i bambini del Terzo Mondo che, pur non essendo acculturati come noi, hanno visi pieni di gioia che in occidente sono difficili da vedere1), ma certamente, anche in questo caso, un valido percorso formativo pone basi migliori per vivere una vita più felice e decorosa. Liberarsi dal superfluo rappresenta sia l'acquisto emotivo e non giustificato di oggetti, sia il fatto stesso di conservare qualunque cosa che non abbia motivo di essere conservata (che possiamo regalare o rivendere). In ogni caso possiamo vivere felici pur essendo circondati da tanti oggetti (e magari anche in completo disordine), purché anche in questo caso il disordine e il possesso di molti oggetti non ci crei disagio e, se c'è lo crea, dobbiamo essere in grado di affrontarlo. Ci sono poi persone che possiedono già alcuni requisiti, oppure che sono più facilitate a svilupparli. Questo perché determinate qualità o predisposizioni sono innate: come ad esempio la capacità di instaurare solide amicizie, oppure avere una salute di ferro. Ma si tratta di “capricci” della natura a cui in ogni caso, fortunatamente, si può rimediare.

b2ap3_thumbnail_piramide-felicita-2.GIF

Fondamentali

Addestramento mentale. Assecondare i pensieri e le emozioni perturbanti è fondamentale: provare rabbia, gelosia oppure avere sensi di colpa è abbastanza normale (chi più chi meno tutti provano queste emozioni), ma questo non è però sufficiente per giustificarne l'accettazione passiva (sarebbe un po' come voler accettare la malattia solo perché naturale). Assecondare non vuol dire reprimere: non permettere alle emozioni perturbanti di esprimersi genera una condizione più disagevole e pericolosa. Inoltre non è sufficiente eliminarle per garantirsi una vita felice: parallelamente è fondamentale rimpiazzarle con i buoni propositi come i pensieri altruistici e benevoli.

Esternare il proprio Sé. Ovvero non illuderci (o illudere gli altri) su qualità che vorremmo avere ma che non abbiamo. Dobbiamo semplicemente essere noi stessi quanto più è possibile. Tale atteggiamento non ci renderà così schiavi dei capricci del nostro Ego e saremo felici indipendentemente dall'immagine che gli altri hanno di noi. In caso contrario invece, lo saremo solamente quando ciò che vogliamo rappresentare ci sarà riconosciuto (non brilliamo più di luce nostra). Voler accrescere il nostro Ego, ovvero l'immagine fittizia di noi stessi (la nostra maschera sociale), è come voler riempire un secchio bucato, si continuerà all'infinito ad assecondare il desiderio. Infatti, l'avidità di riconoscimenti non può essere sfamata: se ci ostiniamo comunque a farlo, saremo in balia di continue frustrazioni.

Evitare giudizi inopportuni. Giudicare per il gusto di farlo o per trovare conferma alle nostre credenze preconcette, è un comportamento illusorio che serve principalmente ad evitare di cambiare/migliorare il nostro modus operandi. Anche l'attribuzione della colpa a coloro (o a colui) che pensiamo abbia detto/fatto/pensato qualcosa che non condividiamo, è un comportamento che dovremo limitare, visto che, se analizziamo approfonditamente il motivo di determinati comportamenti, avremo serie difficoltà ad attribuire una colpa reale.

Facoltativi ma molto importanti

Solide amicizie e vita sociale. Avere relazioni sociali profonde rafforza l'autostima, amplifica la felicità comune e aumenta l'altruismo.

Salute. Essendo una qualità che non possiamo rimediare (se la perdiamo definitivamente) è opportuno conservarla con ogni mezzo possibile, ad esempio curando l'alimentazione: al di fuori di una certa igiene alimentare la felicità fatica ad esprimersi (sebbene il potenziale di espressione ci sia comunque).

Denaro quanto basta. Possiamo comunque essere felici anche poveri o molto poveri. Ovviamente in uno stato di indigenza estremo, avremo molta difficoltà a vivere una vita decorosa.

Facoltativi ma importanti

Cultura. Vista la complessità del mondo, specialmente quello Occidentale, è molto difficile poter interagire con esso se si è completamente ignoranti. Allo stesso tempo, se non si ha una cultura sufficiente per fare le proprie scelte, è facile essere vittime dei malintenzionati.

Calma e serenità. Una mente tranquilla e un'invidiabile calma interiore ci rende più intelligenti e più intuitivi. Riusciamo meglio a fronteggiare le emozioni perturbanti che possono venire alla luce (rabbia, paura, ansia e così via).

Liberarsi dal superfluo. Riempirsi la vita con beni inutili ci diminuisce la libertà e crea stress, perché implica una quota di risorse per la gestione (tenere la macchina pulita, ricaricare il telefonino, tagliare l'erba in giardino...). Inoltre ricercare la felicità con l'acquisto di beni è un desiderio avido e senza fondo che ci spinge regolarmente in uno stato di insoddisfazione.

1 Ovviamente non tutti, ma comunque una buona parte.

N.B. Questa piramide è stata stillata sulla base di riflessioni personali, non è stata realizzata da professionisti (psicologi, psicoanalisti, psicoterapeuti...), potrebbe anche non essere corretta. Vi invito a confrontarvi sempre con quest'ultimi per avere approfondimenti e pareri attendibli e seri.

È da molto tempo che mi interesso di psicologia ma per curiosità e per passione, non essendo un professionista non mi permetto di spacciarmi tale !

arona tgi

SEAT

Nuova SEAT Arona TGI a metano: prezzi, modelli e caratteristiche

whatsapp

WhatsApp

greenMe è su WhatsApp! News sul tuo cellulare ogni giorno

Fragole, che passione!
Un corso per imparare a meditare nell’orto
 

Commenti 39

Ospite - Roby il 27 04 2012

non sono assolutamente d'accordo sul requisito "Denaro quanto basta", è un parametro artificiale imposto da questo modello di società, se vogliamo davvero essere felici dobbiamo capire cosa realmente è importante...e di sicuro non sono dai pezzi di carta stampata...dobbiamo evolvere!!!

0
non sono assolutamente d'accordo sul requisito "Denaro quanto basta", è un parametro artificiale imposto da questo modello di società, se vogliamo davvero essere felici dobbiamo capire cosa realmente è importante...e di sicuro non sono dai pezzi di carta stampata...dobbiamo evolvere!!!
Ospite - Marcello il 27 04 2012

Ecco..io sul denaro a sufficenza non ci arrivo...

0
Ecco..io sul denaro a sufficenza non ci arrivo...
Ospite - Elisa il 27 04 2012

Interessante, ma quali sono le fonti di questo articolo? dove si può trovare di più su "la piramide della felicità"?
Roby, sono d'accordo con te, però purtroppo è un dato di fatto che nella nostra società abbiamo bisogno di un minimo di denaro di cui disporre, per poter vivere dignitosamente. A questo proposito giusto stamattina mi sono iscritta ad una Banca del Tempo: trovo che sia un'idea molto bella quella di scambiare il proprio tempo e "saper fare" per ridurre i servizi che invece solitamente paghiamo in denaro.

0
Interessante, ma quali sono le fonti di questo articolo? dove si può trovare di più su "la piramide della felicità"? Roby, sono d'accordo con te, però purtroppo è un dato di fatto che nella nostra società abbiamo bisogno di un minimo di denaro di cui disporre, per poter vivere dignitosamente. A questo proposito giusto stamattina mi sono iscritta ad una Banca del Tempo: trovo che sia un'idea molto bella quella di scambiare il proprio tempo e "saper fare" per ridurre i servizi che invece solitamente paghiamo in denaro.
Ospite - marco il 28 03 2014
curioso

Perdona l'intromissione ma cosa sarebbe la Banca del Tempo?

0
Perdona l'intromissione ma cosa sarebbe la Banca del Tempo?
Ospite - Clelia Diaferia il 29 05 2014

Cara elisa 27 aprile 2012,

Ho provato anch'io ad iscrivermi alla Banca del tempo, ma non ci sono riuscita.
Che tu, o qualcuno che mi legge, sa se ne esiste una a Napoli?

Grazie.

0
Cara elisa 27 aprile 2012, Ho provato anch'io ad iscrivermi alla Banca del tempo, ma non ci sono riuscita. Che tu, o qualcuno che mi legge, sa se ne esiste una a Napoli? Grazie.
Ospite - maria78 il 27 04 2012

roby molto provabilmente tu i soldi ce li hai ,diversamente concorderesti a pieno col requisito in questione. perchè non averne non ti priva solo del superfluo ma anche dell'essenziale!!!!!!!!

0
roby molto provabilmente tu i soldi ce li hai ,diversamente concorderesti a pieno col requisito in questione. perchè non averne non ti priva solo del superfluo ma anche dell'essenziale!!!!!!!!
Ospite - filippo il 27 04 2012

@ Roby Beato te che campi d'aria!
Il denaro non da la felicitá. Ma certo pauperismo é semplicemente ridicolo. Vallo a raccontare a chi ha problemi a dar da mangiare o un tetto sulla testa ai propri figli o anche solo a se stesso.
E poi ho il sospetto che certe affermazioni sono proprie di certi radical chic che non sanno nemmeno cosa vuol dire vivere nel bisogno. Oppure dei certi che non si rendono conto che con la loro scelta di povertá non contribuiscono alla societá ma ne parassitano le risorse a discapito dei piú deboli, vecchi e malati e emarginati,

0
@ Roby Beato te che campi d'aria! Il denaro non da la felicitá. Ma certo pauperismo é semplicemente ridicolo. Vallo a raccontare a chi ha problemi a dar da mangiare o un tetto sulla testa ai propri figli o anche solo a se stesso. E poi ho il sospetto che certe affermazioni sono proprie di certi radical chic che non sanno nemmeno cosa vuol dire vivere nel bisogno. Oppure dei certi che non si rendono conto che con la loro scelta di povertá non contribuiscono alla societá ma ne parassitano le risorse a discapito dei piú deboli, vecchi e malati e emarginati,

[...] meno). Argomento molto interessante anche per coloro che si muovono nel percorso della Transizione. Vai allarticolo &. Share this:FacebookStampaEmailLike this:LikeBe the first to like this [...]

0
[...] meno). Argomento molto interessante anche per coloro che si muovono nel percorso della Transizione. Vai allarticolo &. Share this:FacebookStampaEmailLike this:LikeBe the first to like this [...]
Ospite - speranza il 27 04 2012

non sono d'accordo. Quelli che nell'atricolo vengono chiamati pensieri, sono emozioni, ed in quanto tali non sono giudicabili. Non sono nè buone nè cattive: sono e basta. Reprimere quelle "cattive" apre la porta alla somatizzazione. La via, secondo me, è il riconoscimento delle proprie emozioni senza giudicarle ma senza che queste ci portino a conseguenze sconsiderate. Pure quelle "buone" possono fare tanti danni"!!!

0
non sono d'accordo. Quelli che nell'atricolo vengono chiamati pensieri, sono emozioni, ed in quanto tali non sono giudicabili. Non sono nè buone nè cattive: sono e basta. Reprimere quelle "cattive" apre la porta alla somatizzazione. La via, secondo me, è il riconoscimento delle proprie emozioni senza giudicarle ma senza che queste ci portino a conseguenze sconsiderate. Pure quelle "buone" possono fare tanti danni"!!!
Ospite - rosa il 27 04 2012

prova a leggere di Roberto Re Leader di te stesso (anche solo alcuni articoli pubblicati sul web)...troverai spunti interessanti

0
prova a leggere di Roberto Re Leader di te stesso (anche solo alcuni articoli pubblicati sul web)...troverai spunti interessanti
Già registrato? Login qui
Ospite
Martedì, 26 Marzo 2019
sai cosa compri
dieta
integratori
lievito madre
oli essenziali
ricette
riciclo creativo
rimedi naturali
yoga
seguici su facebook
corsi pagamento
whatsapp gratis
seguici su instagram