Time Republik: un’economia basata su tempo e talento è possibile?

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L’euro barcolla, la moneta scarseggia, i rapporti di forza basati sul denaro si trasformano in motivo di ingiustizie. È in questo tempo di incertezze che si fanno numerose le proposte di altre unità di misura in grado di regolamentare lo scambio. Gli scec, i sardex, i bitcoin, i dropis rappresentano tutte potenziali alternative alla banconota di stato; sebbene non siano mai totalmente autonome, poiché il loro valore spesso è comunque misurato in base allo standard tradizionale (1 dropis = 1 euro).

L’ora è l’unica moneta che non necessita parametri poiché è essa stessa un parametro universale. Tutti ne possiedono in modo eguale, per tutti vale 60 minuti, a tutti è chiara la sua funzione. È possibile dunque innalzarla a moneta di scambio globale da usare per permettere alle persone di vendere/acquistare dall’una all’altra parte del mondo in modo paritario ed equo? Le oltre trecento Banche del tempo nate negli ultimi anni solo in Italia rappresentano una risposta locale alla domanda, ma soffrono il vincolo del numero di persone che possono aderire – in altri termini “non sono scalabili” secondo il gergo dell’economia digitale. Immaginate di dover coordinare la comunicazione tra più di cento persone tramite una bacheca appesa al muro di un centro culturale all’interno di un palazzo collocato in una zona residenziale. Non facile sapere con chi interfacciarsi nel momento in cui ho bisogno di donare o ricevere un’Ora di tempo. Molto più semplice sarebbe se quella bacheca fosse online, accessibile anche dal cellulare, aggiornabile in ogni momento, da qualsiasi parte del mondo.

Nasce così Time Republik, la banca del tempo globale che a oggi registra circa dieci mila utenti concentrati tra Svizzera e Italia – ma l’aspirazione è quella di ampliare il bacino nei prossimi mesi in Spagna, Russia, Brasile e Francia. L’idea è venuta a Karim Varini, 40 anni, laureato alla Bocconi, consulente e analista di finanza. Un’impresa nata di notte, riflettendo sui limiti delle Banche del tempo tradizionali e sul potenziale dell’unità di tempo come moneta di scambio internazionale, mi racconta Varini dal suo ufficio di Lugano. “L’obiettivo iniziale era creare una piattaforma che mettesse in connessione le varie Banche del tempo distribuite sul territorio, per fare in modo che i singoli partecipanti potessero trovare opportunità di scambio anche fuori dal proprio territorio di riferimento“. Il target ora si sta espandendo a tutte quelle figure professionali che già vivono o sperimentano situazioni di scambio: come i freelance che a centinaia condividono spazi di co-working in giro per l’Europa, gli universitari che da sempre agiscono attraverso pratiche di mutuo soccorso reciproco, le aziende in fase di start-up che valorizzano l’interscambio di competenze per fertilizzare e far crescere le idee.

Ma Time Republik è pensata anche per tutte quelle persone che in un momento di difficoltà lavorativa hanno qualcosa, una passione, un talento o una competenza che vogliono trasformare in occupazione” dice Varini. Come? La piattaforma identifica circa 250 talenti, suddivisi in 12 categorie. Tra cui: baby sitter, badanti, infermieri, tecnici di computer, programmatori, stylist, sommelier, chef, traduttori, designer, artisti, compositori, scultori, attori, musicisti, blogger, pr, fotografi, architetti, storici, psicologi, ingegneri, istruttori di guida, elettricisti, idraulici, dog sitter, dj, wedding planner, insegnanti di yoga e tai chi, guide turistiche, autisti… Iscrivendosi, ciascuno può riempire il proprio profilo indicando ciò che è in grado di offrire insieme con dati personali e localizzazione geografica. A quel punto chi è in cerca di quella competenza può contattare la persona, chiedere il suo tempo e lasciare commenti di merito appena terminato lo scambio. La persona che avrà guadagnato quelle ore potrà usufruirne per chiedere a sua volta la competenza di qualcun altro. Alcuni mestieri sono vincolati alla vicinanza ma molti altri possono essere svolti a distanza e tramite il supporto di altri canali web. Circa l’80 per cento degli scambi al momento avviene in base a mestieri “virtuali”. Più riconoscimenti professionali e umani ottengo, più è facile essere richiesti. Non ci si misura in base alla migliore offerta economica bensì in base alle capacità che si dimostrano di avere.

Alcuni lo hanno avvicinato a Linkedin, la piattaforma che consente di coltivare e accrescere la propria rete lavorativa. Time Republik consente non solo di vedere il profilo professionale ma anche di attivare subito uno scambio. Il parametro non è il preventivo fatto sulla base della migliore offerta ma il tempo che uno è disposto a mettere a disposizione e sulle capacità che dimostra di avere. L’ ambizione è quella di formare una vera e propria «repubblica digitale meritocratica» e diventare il principale social network globale dedicato a questa metodologia relazionale tra utenti. Ma anche quella di diventare un business sostenibile. Perché se si può “prestare” un po’ del proprio tempo per farsi conoscere e ampliare la propria rete, è anche vero che a lavorare per Time Republik sono 3 persone che le bollette le devono pagare. “E comunque ci piacerebbe crescere e assumere” dice Verini, che ha in mente di aprire il proprio servizio anche al mondo delle imprese.

Pensiamo che le aziende siano un settore che deve ancora scoprire il vantaggio derivato dalla possibilità di scambiare risorse e nostra intenzione è proporre il know how derivato dall’esperienza di Time Republik per favorire forme di condivisione tra clienti e fornitori“. Che una prossima frontiera dell’economia collaborativa sia il coinvolgimento delle istituzioni e dell aziende appare un’utopia sempre più concreta. Segno dei tempi di crisi e forse di un’ esigenza sempre più sentita e allargata di auto-organizzarsi per fare in modo di poter accedere alle risorse migliori attraverso unità di scambio complementari al denaro.

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