Natura, mare e barca a vela: se condividi la vacanza, ti costa meno

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Per quelli che se la possono permettere. Non so se questo è il commento con cui è di solito stigmatizzata la vacanza in barca a vela. Certamente per lungo tempo è stato il mio. Poi sono arrivati il web, i social network, la possibilità di condividere la casa in vacanza, la crisi che fa stringere la cinghia, la voglia di vivere esperienze inedite. Ed ecco che spunta Sailsquare,la piattaforma di social travel che porta in mare l’economia della condivisione.

Cosa è cambiato? Puoi organizzarti la vacanza dove vuoi, quando vuoi, invitare altre persone a far parte dell’avventura, conoscerle, pagare un prezzo accessibile. A fare l’elenco dei benefici di farlo con Sailsquare è Simone Marini, l’appassionato velista che insieme con Riccardo Boatti ha sentito il vento e deciso di trasformare una passione in un lavoro. “Siamo un’ alternativa al tour operatordice. In Sailsquare non si trovano pacchetti turistici. Si creano idee di viaggio che raccolgono persone accomunate da un medesimo desiderio di vivere la natura, il mare, il relax. Se gli piace il mio stesso modo di stare in vacanza allora sarà simpatico… è da qui che nasce il patto di fiducia che tiene insieme i potenziali co-abitanti della barca. Generalmente sconosciuti tra loro.

Il sistema di user generated holiday applicato da Sailsquare consente di proporre e trovare vacanze a prezzi più bassi rispetto all’offerta del mercato (circa -30%) e un panorama di destinazioni decisamente più variegate rispetto ai classici itinerari. Per i 4 giorni che coprono il prossimo ponte del 25 aprile potreste per esempio ritrovarvi a ripercorrere le rotte dei pirati attorno all’isola d’Elba, ad ammirare la vegetazione che ricopre le isole pontine oppure a guardare i café della costa Azzurra dal mare. A un prezzo che oscilla tra i 250 e i 300 euro a testa.

Come già verificato per Couchsurfing o Airbnb, Sailsquare racchiude in sé la consapevolezza che ciò che garantisce la riuscita di una vacanza in vela è il gruppo di persone con le quali viaggi. Le relazioni e l’ esperienza di contatto con la natura, non la barca: si potrebbe dire parafrasando il distinguo tra l’importanza di avere un buco e di avere un trapano, usato da Rachel Botsman nel libro che ha dato i natali alla Sharing Economy, “What is mine is yours.

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In barca condividere e collaborare sono due parole fondamentali: dagli spazi ristretti alla cambusa, dalle manovre ai paesaggi” si dice nel blog di Sailsquare. Per garantire che le persone, oltre che disponibili, siano anche affidabili, Sailsquare ha implementato il servizio con una serie di accorgimenti che consentono di avere certezza dei dati forniti dagli iscritti e quindi garanzia della loro rintracciabilità (verifica della mail, registrazione via facebook, trasparenza dei pagamenti…).

Sailsquare mette a disposizione 3000 imbarcazioni e trattiene una quota sull’affitto. L’utente si registra e crea la propria vacanza su misura: sceglie destinazione, stile (relax, comfort, bambini a bordo…), budget previsto e persone necessarie per salpare. In alternativa si può entrare a far parte di un equipaggio in via di formazione. Non è necessario essere uno skipper per far parte di Sailsquare. È importante che ci sia qualcuno di esperto tra i componenti della barca ma si può esplicitare la richiesta di uno skipper qualora non se ne conoscesse.

In alternativa, Sailsquare può essere utilizzata anche come piattaforma per facilitare l’organizzazione della propria vacanza in vela con gli amici. Chiudendo il sistema di inviti ai soli conoscenti, il sistema si trasforma in un tool che facilita coordinamento e contatto tra i naviganti. Si usufruisce del vantaggio tecnologico e il prezzo rimane basso.

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