Fa’ la cosa giusta 2014: condividere per vivere meglio

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Collaborare, scambiarsi del tempo, affittarsi reciprocamente ciò che serve, darsi un passaggio un macchina, condividere unospazio di lavoro. Anche questo è consumo critico. Così critico che a volte evita del tutto di comprare per affidarsi a forme alternative di accesso ai beni. Per il secondo anno Fà la cosa giusta, la fiera che per eccellenza in Italia sensibilizza i consumatori a comprare in maniera consapevole e razionale, ospita un incontro sul tema della sharing economy.

Si svolgerà sabato 29 marzo alle ore 15 presso la sala Margherita Hack l’incontro Condividere per vivere (meglio) organizzato da GreenMe insieme con Collaboriamo, la directory italiana sui servizi collaborativi.

L’anno scorso questo blog aveva aggregato attorno al tavolo alcune delle start up che si stavano affacciando sul mercato: Sailsquare, Gnammo, Blablacar, Familylinktravel, Reoose, Sfinz, Toolbox. Il 2013 per molti di loro è stato un anno importante – di crescita, di affermazione, di riconoscimento – che ha parallelamente visto la sharing economy entrare nel dibattito mediatico, aggregare persone, comunità e interessi.

L’obiettivo della tavola rotonda prevista per l’edizione 2014 è rendere conto di un’ ulteriore sfida che la sharing economy si sta ponendo e sta ponendo alla società civile. Quella che vede protagonista la comunità cittadina e talvolta l’amministrazione pubblica nel tentativo di insediare nella vita di tutti i giorni, nei rapporti di vicinato e cittadinanza pratiche di collaborazione, condivisione e mutuo soccorso.

Ciò che fino a qualche tempo fa era definito come “non ammissibile” se non “illegale”, oggi trova nei governi locali dei silenziosi supporter e a volte dei veri e propri promotori. È il caso di Veglio, piccolo paese in provincia di Biella, dove il sindaco Marco Pichetto ha istituito uno spazio di coworking che favorire la permanenza dei giovani nella piccola borgata. Oppure di Messina che nei prossimi mesi avvierà un progetto di collaborazione con la banca del tempo digitale Timerepublik per favorire lo scambio di competenze misurate in ore tra cittadini e tra cittadini e amministrazione. O quello della regione Toscana che negli ultimi anni ha avanzato la creazione di una rete di carpooling locale chiamata Autoincomune.

Lì dove anche le amministrazioni non diventano protagoniste, sono i cittadini a riprendersi autonomamente spazi e abitudini. È quello che accade nelle Social Street. Sono 201 in tutta Italia: esperienze locali di mutuo aiuto che vanno dalla creazione di momenti di incontro all’organizzazione di mercatini del baratto fino alla gestione di banche del tempo iper-locali. A parlarci del fenomeno saranno Federico Bastiani intraprendente fondatore della prima social street italiana, Via Fondazza (Bologna) e Francesca Fedeli della social street di Via Morgagni a Milano.

Insieme con il prof. Iaione del laboratorio Labsus di Bologna infine si affronterà il tema delle politiche istituzionali e di come le pratiche collaborative possono trovare accoglienza e regolamentazione nell’ambito di un piano di legalità complessiva.

All’interno di Fà la cosa giusta, l’incontro non sarà l’unica occasione in cui sentir parlare di Sharing Economy. Tra gli stand in fiera ci saranno i protagonisti del carsharing milanese, Car2go e Enjoy, ma anche i re del carppoling, Blablacar e Locloc, la piattaforma che ha introdotto in Italia il noleggio tra privati e che oggi ha all’attivo oltre 7000 utenti.

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