La Fiera delle Startup: condividere fa fare impresa

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Innovatori, tecnologi e creativi si incontrano oggi a Milano in occasione della Fiera delle Startup, manifestazione giunta alla seconda edizione e promossa da Il Sole 24 Ore.

L’Istituzione espressione della classe industriale italiana si apre a chi, piccolo, spesso appena nato o con qualche mese di vita, a volte incubato nelle università ma più di frequente dal tavolo della propria cucina sta provando a portare avanti un’idea. È l’Italia che vuole continuare a crederci, a dispetto di burocrazie e tasse, di poltrone e dinosauri.

A loro si rivolge la manifestazione, che raccoglie in queste ore davanti al piazzale di Via Monterosa 91, 200 startup. A ognuna di esse uno spazio di presentazione e l’opportunità di conoscere e relazionarsi con tutti gli attori dell’ecosistema imprenditoriale (acceleratori, società di consulenza, venture capital…).

Circa il 10-15% delle giovani imprese che si presentano sono piattaforme che abilitano l’incontro tra persone allo scopo di scambiare idee, competenze, risorse e favorire in questo modo una maggiore efficienza del sistema di distribuzione delle ricchezze simboliche e materiali. In altre parole promuovono pratiche collaborative o l’equiparazione di una modalità collaborativa a quelle tradizionali. È il caso di Traffic02, un’idea di app – giudicata dal pubblico online come la startup più interessante - che fornisce un panorama di tutti i mezzi, alternativi all’auto, attraverso cui è possibile spostarsi da A a B. Si confrontano i piedi, la bici, i mezzi pubblici e il carpooling in base a tempo, distanza, costo, emissioni e calorie bruciate. Nella stessa direzione si muove anche Youmove.me che confronta le varie modalità di spostamento per permettere di scegliere la più vantaggiosa. Per gli appassionati di carpooling arriva invece Up2go il tentativo di portare la pratica della condivisione dell’auto nelle città, a favore dei piccoli spostamenti urbani.

C’è Starteed, piattaforma di crowdfunding che consente di raccogliere fondi per le proprie idee. C’è Upendu, l’idea che permette di scambiare competenze e beni materiali tra persone che condividono le stesse passioni (fotografi, appassionati di biliardo, snowboarder…). C’è Group&Grow che aggrega servizi e prodotti a favore di aziende per facilitare il processo di acquisto e le economie di scala.

A fronte di un mercato che cresce nascono anche attori nuovi in settori già avviati: è il caso di Bedycasa, che sulla scia del successo di Airbnb, consente l’incontro tra chi ha stanze e appartamenti liberi con viaggiatori e turisti che cercano un posto dove dormire, Gastromama che cavalca la tendenza del social eating e offre la possibilità di organizzare cene condivise. Skillbros che abilita lo scambio di competenze attraverso l’accesso a piccoli seminari online che i privati cittadini possono organizzare. Lookals invece consente a chiunque di mettere a disposizione pacchetti di attività nelle città turistiche da offrire a viaggiatori in cerca di consigli e accompagnamento.

Tra quelli già noti ai lettori di questo blog, ci sono anche Sailsquare, la piattaforma online per organizzarsi le vacanze in barca, Sfinz per lo scambio di tempo e competenze e Dropis, la moneta virtuale con cui “pagare” i servizi collaborativi.

@pelatelli

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