Ifoodshare: la piattaforma italiana per donare il cibo che avanza

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Tra il programma di cucina e l'intervista al cuoco di turno, tra il talent show dei fornelli e la ricetta della variante vegetariana della pasta all'amatriciana, c'è chi cerca di portare l'attenzione e gli occhi del Paese fuori dalla scatola televisiva.

Daniele Scivoli, Francesco Perticone, Daniela Lirosi e Elisabetta Di Benedetto sono quattro ragazzi tra i 25 e i 35 anni residenti a Caltagirone (CT) che a modo loro hanno deciso di guardare in faccia la realtà. Accanto alle attività lavorative - tra loro c'è chi gestisce un servizio di export di prodotti siciliani, chi ha un'agenzia di comunicazione, chi vende online giocattoli di legno e chi si occupa da sempre di servizi di assistenza - hanno dato vita ad Ifoodshare, la prima piattaforma italiana che permette di condividere e scambiare il cibo in eccesso con persone che hanno bisogno.

Secondo le stime della Confcommercio, sono 4 milioni le persone, in Italia, "assolutamente povere". Dal 2006 al 2011 la crisi ha creato 615 poveri al giorno per un totale di 1,120 milioni di persone. Le mense della Caritas si riempiono, aumenta il numero di coloro che fanno la fila per un piatto di pasta e di coloro che chiedono gli spiccioli per un panino. Senza considerare quelli che in fila non si mettono, per pudore, ma stringono la cinghia tutte le settimane.

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"L'idea è venuta alla fine del 2012, momento in cui ci siamo domandati se quella solidarietà, così intensa durante il periodo natalizio, potesse essere resa quotidiana attraverso un servizio capace di facilitare all'occorrenza l'incontro tra la domanda e l'offerta" ci racconta Elisabetta Di Benedetto. Accedendo alla piattaforma di Ifoodshare singoli cittadini, famiglie, associazioni, aziende private, aziende agricole, ong, parrocchie ed enti sociali possono inserire i prodotti che desiderano donare, completi di descrizione e data di scadenza, e creare così la propria cesta alimentare. A quel punto, i potenziali beneficiari possono farne richiesta e accordarsi con l'offerente per uno scambio sull'uscio di casa oppure scegliendo la sede di un ente sociale come luogo di raccolta e di ritiro .

"Uno dei nostri obiettivi è coinvolgere in questo nuovo processo di solidarietà la rete delle Caritas, le parrocchie e tutte quelle realtà attive sul territorio che rappresentano dei punti di riferimento per le persone che non hanno abbastanza di cui mangiare e che dunque è molto probabile non possano neanche accedere a internet". A loro favore è iniziata una pratica di assistenza sul funzionamento della piattaforma che avviene personalmente o via telefono tramite il numero 0933 1937071 messo a disposizione da IFS .

1,3 miliardi di tonnellate è la quantità di cibo che viene dispersa o sprecata a livello internazionale secondo i dati pubblicati dalla FAO nel 2011. Nel paesi sviluppati, gran parte di questo spreco avviene a livello di distribuzione e consumo domestico. "Il cittadino è per noi l'attore di un nuovo paradigma di comportamento e l'idea di mettergli a disposizione una piattaforma facile da usare va incontro al desiderio di responsabilizzarne i modi e l'atteggiamento" continua Elisabetta.

Possono farsi avanti single che sbagliano a fare la spesa, famiglie con il frigo troppo pieno, supermercati che vogliono liberarsi dei prodotti in scadenza, agricoltori a cui rimangono in mano gli ortaggi meno esteticamente perfetti ma del tutto buoni, ristoranti che offrono buffet, mense scolastiche o aziendali che non sanno cosa fare degli avanzi. La lista degli eccessi in dispensa è lunga. Servono pochi minuti per condividerla.

@pelatelli

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Commenti 4

Ospite - SILVIA il 12 04 2013
CAVOLO CHE MERAVIGLIA...

CIAU RAGAZZI CHE BELLA INIZIATIVA QUALCHE MESE FA VOLEVO CONTATTARE I COMUNI O LE SCUOLE PER SAPERE COSA NE FANNO DEL CIBO CHE AVANZA NELLE MENSE SCOLASTICHE PROPRIO PER DARE UN SOSTEGNO CON GLI AVANZI CHE A MIO PARERE SONO TANTISSIMI A CHI NON HA NEMMENO UN PO DI PANE E ACQUA PER SOPRAVVIVERE MA HO TROVATO POCO ED HO LETTO CHE QUALCHE SCUOLA A TORINO GIA' FA QUESTO SERVIZIO PERO' MI PIACEREBBE CAPIRE COME SIETE ORGANIZZATI E SE POTESSI ANCHE IO FARE QUALCOSA PER AMPLIARE QUA A TORINO IL VOSTRO PROGETTO ... NON SO SE SARO' IN GRADO O ABBASTANZA FORTE PER FARLO O MAGARI SE C'E' GIA' QUALCUNO CHE LO FA MA LEGGERE QUESTO SERVIZIO MI HA APERTO IL CUORE E VORREI SAPERNE DI PIU'. GRAZIE SILVIA

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CIAU RAGAZZI CHE BELLA INIZIATIVA QUALCHE MESE FA VOLEVO CONTATTARE I COMUNI O LE SCUOLE PER SAPERE COSA NE FANNO DEL CIBO CHE AVANZA NELLE MENSE SCOLASTICHE PROPRIO PER DARE UN SOSTEGNO CON GLI AVANZI CHE A MIO PARERE SONO TANTISSIMI A CHI NON HA NEMMENO UN PO DI PANE E ACQUA PER SOPRAVVIVERE MA HO TROVATO POCO ED HO LETTO CHE QUALCHE SCUOLA A TORINO GIA' FA QUESTO SERVIZIO PERO' MI PIACEREBBE CAPIRE COME SIETE ORGANIZZATI E SE POTESSI ANCHE IO FARE QUALCOSA PER AMPLIARE QUA A TORINO IL VOSTRO PROGETTO ... NON SO SE SARO' IN GRADO O ABBASTANZA FORTE PER FARLO O MAGARI SE C'E' GIA' QUALCUNO CHE LO FA MA LEGGERE QUESTO SERVIZIO MI HA APERTO IL CUORE E VORREI SAPERNE DI PIU'. GRAZIE SILVIA
Ospite - alexia il 13 04 2013
scrivi a loro...

Silvia scrivi direttamente a loro non su greenme...
devi andare su http://www.ifoodshare.org

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Silvia scrivi direttamente a loro non su greenme... devi andare su http://www.ifoodshare.org
Ospite - Roberta il 13 04 2013
Bellissima iniziativa, a Catania. E a Pisa e provincia?

Ciao, come si fa a diffondere a livello nazionale? Mi piacerebbe che fosse anche qui in Toscana...ciao Roberta

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Ciao, come si fa a diffondere a livello nazionale? Mi piacerebbe che fosse anche qui in Toscana...ciao Roberta
Ospite - Pamela il 16 04 2013
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Ciao Roberta, prova a contattare Ifoodshare. So che cercano volontari che li aiutino ad attivare nodi in altre parti d'Italia. Dare loro una mano potrebbe essere bello, no?

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Ciao Roberta, prova a contattare Ifoodshare. So che cercano volontari che li aiutino ad attivare nodi in altre parti d'Italia. Dare loro una mano potrebbe essere bello, no?
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