Le biblioteche delle cose: da Berlino a Toronto si noleggia tra privati

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Funzionano come le biblioteche, ma invece dei libri, sugli scaffali, ci sono caschetti per andare in bici, pagaie, frullatori, attrezzatura da montagna, tagliaerbe… Si chiamano Library of things che tradotto significa letteralmente “biblioteca delle cose” e come nelle biblioteche, qui, le cose si affittano, non si comprano. Serve l’aspirapolvere? La noleggi per un giorno alla settimana. Voglia di avventura? Le racchette per il trekking, le prendi e le restituisci.

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Social Street: la voglia di socialità che conquista le strade

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Se ne contano circa duecento in tutta Italia. Sono le vie, le piazze, le strade che si sono proclamate Social Street: libere comunità di vicini di casa che decidono di conoscersi, riunirsi, aiutarsi, attivarsi.

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Fà la cosa giusta 2014: condividere per vivere meglio

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Collaborare, scambiarsi del tempo, affittarsi reciprocamente ciò che serve, darsi un passaggio un macchina, condividere unospazio di lavoro. Anche questo è consumo critico. Così critico che a volte evita del tutto di comprare per affidarsi a forme alternative di accesso ai beni. Per il secondo anno Fà la cosa giusta, la fiera che per eccellenza in Italia sensibilizza i consumatori a comprare in maniera consapevole e razionale, ospita un incontro sul tema della sharing economy.

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2013: l'anno del dialogo tra aziende e sharing economy

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Nel luglio del 2012 la General Motors annunciava di aver stipulato una partnership con la start up californiana Relay Rides per introdurre un sistema di unlocking nelle proprie auto in grado di abilitare un utente della community di affitto di auto peer-to-peer ad accedere al veicolo di un altro utente iscritto e usarlo per il tempo che gli serve.

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Time Republik: un’economia basata su tempo e talento è possibile?

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L’euro barcolla, la moneta scarseggia, i rapporti di forza basati sul denaro si trasformano in motivo di ingiustizie. È in questo tempo di incertezze che si fanno numerose le proposte di altre unità di misura in grado di regolamentare lo scambio. Gli scec, i sardex, i bitcoin, i dropis rappresentano tutte potenziali alternative alla banconota di stato; sebbene non siano mai totalmente autonome, poiché il loro valore spesso è comunque misurato in base allo standard tradizionale (1 dropis = 1 euro).

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We-Traders: 25 iniziative europee di condivisione in città

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A Lisbona, Madrid, Tolosa, Berlino e Torino succede che le persone si ritrovino in piazza per prendere decisioni collettive sulle politiche del proprio quartiere, che si organizzino in cooperative per non lasciare gli edifici in mano alla speculazione edilizia, che si approprino di terreni abbandonati per farne orti di quartiere.

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Makers: la competizione diventa collaborazione

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In 35.000 hanno riempito il Palazzo dei Congressi di Roma nel corso dello scorso week end. Merito della Maker Faire, l’esposizione dedicata ai makers italiani che ha fatto venire a galla la presenza numerosa ed energetica, anche nel nostro Paese, di una comunità di inventori, ingegneri, designer, autodidatti desiderosi di mostrare al pubblico il progetto su cui passano ore, chiusi in garage, nei laboratori, nelle scrivanie delle loro stanze.

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Ridesharing: la California è il primo stato a regolamentarlo

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Lyft, Sidecar e UberX, i tre colossi del ride-sharing made in USA possono tirare un sospiro di sollievo. Il 19 settembre scorso lo stato della California ha approvato all’unanimità un documento che definisce le regole con le quali le aziende che facilitano l’incontro tra proprietari di macchine e persone che chiedono un passaggio possono agire sul mercato.

La notizia arriva a decretare la fine di una lunga serie di proteste portate avanti negli ultimi mesi dalle associazioni dei taxisti californiani, i quali avevano cercato di sostenere l’illegalità di un servizio paragonabile a quello di un taxista, ma senza gli oneri professionali. Di fronte a queste ragioni, le autorità americane hanno evidentemente ascoltato con maggiore attenzione quelle di chi ha fatto intravedere nel ride-sharing l’apertura di un nuovo e interessante mercato.

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Liquidspace: in USA c'è l'Airbnb degli uffici

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Sono due le cose che accomunano le aziende della sharing economy. Da un lato l’utente finale, il "non-consumatore", colui che, per sentimento ambientalista, piacere personale o tornaconto economico, condivide. Dall’altro lato, le risorse e la possibilità di farne un uso più efficiente, come accade mettendo a disposizione le stanze della propria casa, gli oggetti in cantina, gli abiti nell’armadio…

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La sharing economy conquista i sindaci americani

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Lunedi 24 giugno la Conferenza dei Sindaci Americani ha approvato una risoluzione dal sapore quasi rivoluzionario per i palati asciutti dei cittadini italiani ed europei.

 

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