Il coraggio di Nada, la bambina che denuncia i genitori per averla venduta

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Nada al-Ahdal è una bambina di 11 che vive a Sana’a, la capitale dello Yemen, ma invece di giocare con gli amici o concentrarsi sui compiti, come fanno le ragazze alla sua età, è costretta a fuggire di casa. È l’unico modo che ha per non sposare un uomo molto più vecchio di lei, al quale è stata venduta dai propri genitori.

Ora la bambina è al sicuro, protetta dagli zii, e attraverso Youtube lancia la sua battaglia contro i genitori che costringono i figli ad accettare matrimoni combinati.

Con molta consapevolezza, nel suo toccante appello spiega che preferirebbe morire piuttosto che sposarsi ad 11 anni ed essere condannata a rinunciare ai suoi sogni per il futuro.

“Voglio realizzare i miei sogni. Mia zia è stata costretta a sposarsi a 13 anni e quando non ce l’ha fatta più, a 14 anni, si è cosparsa di benzina e si è data fuoco. Io voglio andare a scuola, avere una vita. Non voglio saperne nulla di un matrimonio ora.

Voglio dire a tutti i genitori: ‘Non uccidete i nostri sogni’. Se mi fossi sposata non avrei avuto nessuna vita, nessuna istruzione. Possibile che non hanno alcuna compassione?Cosa abbiamo fatto noi bambini per meritarci questo”?Che fine ha fatto l’innocenza dell’infanzia?

Preferirei morire piuttosto che sposarmi. Io sono riuscita a risolvere il mio problema. Ma tante bambine non ce la fanno e potrebbero morire o suicidarsi. Alcune bambine si sono gettate in mare e sono morte. Questo non è normale. I miei genitori hanno minacciato di uccidermi se fossi tornata da mio zio. Questo è criminale.

Una cosa voglio dire alla mia famiglia: ‘Credetemi, con voi ho chiuso. Avete distrutto i miei sogni'”

Il video è molto forte. Una bambina di 11 anni che con tanta convinzione dice “preferirei morire” è indubbiamente un pugno allo stomaco. È stato appena pubblicato su youtube ed ha avuto un fortissimo impatto, raccogliendo in poche ore milioni di visualizzazioni.

I matrimoni forzati sono ancora una pratica molto diffusa. Le Nazioni Unite stimano oltre 14 milioni di spose bambine nel prossimo decennio. Nello Yemen non esiste l’età minima legale per il matrimonio, la metà delle donne è costretta a matrimoni forzati, lasciando le bambine vittime vulnerabili di stupri, abusi, povertà e una miriade di problemi di salute.

In un’intervista al National Geographic, il Premio Pulitzer Stephanie Sinclair spiega che i matrimoni combinati “non sono dannosi solo per le ragazze coinvolte, ma creano moltissimi altri problemi: povertà, malattie, mortalità materna, mortalità infantile, violenza contro le donne “.

Internet ha contribuito a dare a questa ragazza una voce che ora viene ascoltata in tutto il mondo. Ma è importante ricordare che ci sono milioni di bambini che invece non possono sfuggire al proprio destino, le cui facce non compariranno nei video, e il cui nome non lo sapremo mai.

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