Gaza Parkour Team: giovani palestinesi che con determinazione superano gli ostacoli di una città devastata

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Vivere a Gaza non è facile! Secondo le Nazioni Unite su 1.500.000 persone che la considerano come casa propria, 1.200.000 sono rifugiati. Dopo anni di conflitto, l’80% della popolazione dipende in qualche modo dagli aiuti internazionali per sopravvivere.

Ed è così che, in una città devastata dalla guerra e dai bombardamenti l’unico modo per tenere alto il morale è trasformare una situazione negativa in qualcosa di positivo. Per alcuni giovani Palestinesi, avvicinarsi alla disciplina del Parkour ha significato proprio questo.

“C’è così tanta violenza qui, continue guerre, bombardamenti, saccheggi, civili e bambini che vengono uccisi, e l’assedio soffocante che ci fa sentire come se fossimo in una gabbia. Il Parkour ci dà un senso di libertà e ci aiuta a di sopportare queste condizioni senza essere troppo depressi” – racconta Muhammed Aljkhbeir, che ha fondato, insieme al suo amico Abdullah Anshasi, il Gaza Parkour Team.

Saltare al di sopra di edifici distrutti e spingersi oltre le macerie, questi ragazzi hanno trovato il loro parco giochi all’interno di una una città parzialmente in rovina.

“Si sentono liberi, nonostante le numerose restrizioni che ci sono, il blocco, l’occupazione militare, la disoccupazione, l’assenza di luoghi dove socializzare. Con Parkour riescono davvero a divertirsi, apprezzano molto questo questo tipo di libertà”.

Certo, fa male vedere dei ragazzi praticare uno sport in un’area così devastata, ma al tempo stesso è molto stimolante notare con quanta determinazione riescono a superare gli ostacoli che incontrano nelle strade e nella vita. Sono un’esempio per tutti noi!

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