Acquisti etici: 4 consigli per vestirsi in modo responsabile

Le nuove condizioni economiche ci impongono non solo una battuta di arresto nei consumi, ma anche una riflessione critica sul modo in cui facciamo acquisti. Lo sfruttamento sul lavoro è una pratica molto diffusa e la tragedia del Bangladesh è soltanto l’ultimo, tragico, esempio.

L’abbigliamento, infatti, è tra i settori che maggiormente fanno ricorso a pratiche di sfruttamento, basate su sistemi di produzione al ribasso. Ogni nuovo capo che mettiamo nell’armadio rappresenta il nostro contributo a questo sistema.

Cosa possiamo fare per avere un guardaroba più etico? Ecco quattro piccoli consigli per cominciare:

1 – Il prezzo non è tutto

Gli abiti a buon mercato sono quasi sempre prodotti con manodopera a basso costo. Sono molte le catene d’abbigliamento e i marchi noti per la gestione poco etica delle loro produzioni. In genere, per fare shopping etico è necessario spendere di più. Ma questo non significa che i vestiti costosi siano tutti prodotti in modo responsabile. Uno studio del International Textile ha evidenziato come i lavoratori di 83 fabbriche in Indonesia, Sri Lanka e Filippine vengano sfruttati e sottopagati, pur lavorando per noti marchi dell’alta moda, che vendono capi molto costosi.

2 – Meglio artigianale o usato

Anche se leggiamo “Made in Italy” alcuni componenti del prodotto potrebbero venire da altri Paesi, ma quasi mai troviamo queste informazioni in etichetta. Per questo motivo è preferibile fare acquisti in piccoli negozi, meglio se artigianali, dove è possibile avere maggiori informazioni sui capi acquistati. In alternativa possiamo andare nei mercatini o nei negozi dell’usato: anche se acquisteremo abiti prodotti con sfruttamento del lavoro, almeno saranno prodotti che rientreranno in ciclo.

3 – Comprare meno

Hai davvero bisogno di quella nuova t-shirt solo perché costa 10 euro? No, non ne hai! Questo è un consiglio semplice, ma efficace: compra di meno. Basa gli acquisti sulla qualità piuttosto che la quantità. Risparmia i soldi per acquistare abiti prodotti in modo responsabile, che spesso sono più costosi, riducendo il consumismo che alimenta pratiche di lavoro poco etiche.

4 – informarsi e fare ricerche

E’ l’unico modo che abbiamo per sapere dove e come i nostri vestiti vengano prodotti. Prezzo ed etichetta non bastano, ma ci sono molti rapporti e valutazioni redatte da organizzazioni indipendenti, impegnate contro queste pratiche, da utilizzare nello scegliere i marchi da acquistare.

Molti pensano che avere un guardaroba etico sia impossibile, o qualcosa da ricchi. Ma con un po’ di attenzione e qualche modifica alle nostre abitudini di acquisto, possiamo davvero cominciare a vestirci «meglio».

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