Consumo collaborativo: come risparmiare riscoprendo il senso di comunità

sharingeconomyok
 
Viviamo tempi di crisi in cui è sempre più difficile far fronte alle spese.
Dovendo risparmiare, la riscoperta della "comunità" diventa un modo per adattarsi in maniera efficace alla terribile congiuntura economica, spingendoci verso forme di consumo più consapevole.
Le persone riscoprono il senso della solidarietà e della condivisione e i condomini diventano luoghi in cui sperimentare nuove risposte alle difficoltà quotidiane. Affrontare insieme le situazioni aiuta a migliorarle e fa risparmiare, senza rinunciare alla garanzia del servizio.
Ed ecco allora che le iniziative virtuose si moltiplicano in tutta Italia.
 
Condividere il cibo
Il primo approccio positivo riguarda i consumi alimentari. 
Secondo Coldiretti, le forniture di prodotti alimentari che passano attraverso la rete dei Gruppi Solidali d'acquisto hanno raggiunto ormai il 10% del mercato.
I G.A.S. sono gruppi di famiglie residenti nello stesso quartiere, o talvolta anche nello stesso condominio, che si auto-organizzano per effettuare collettivamente i propri acquisti, entrando direttamente a contatto con piccoli produttori della zona. Attraverso ordini collettivi riescono a risparmiare fino al 30%. E acquistano cibo migliore, visto che sono prodotti a Km zero che arrivano direttamente dai produttori.
 
Condividere l'energia
In alcune regioni, come la Toscana o l'Emilia, si stanno moltiplicando i condomini a consumo zero di gas e corrente elettrica. I vecchi impianti vengono sostituiti da nuovi a risparmio energetico e quando la produzione è a regime le famiglie si ritrovano con bollette azzerate e perfino qualche entrata straordinaria, derivante dalla vendita dell'energia elettrica in eccedenza.
Un'altra proposta per riparmiare sulle bollette energetiche arriva da Altroconsumo, che ha da poco lanciato un’iniziativa per condividere le forniture di corrente elettrica: "Abbassala bolletta". Si tratta del primo gruppo d'acquisto italiano nel settore dell’energia, al quale si può aderire gratuitamente e senza vincoli entro il 18 settembre del 2013. Presentandosi uniti sul mercato i consumatori potranno ottenere un abbassamento dei prezzi. Sono già oltre 50 mila le persone che hanno aderito a questa iniziativa.
 
Condividere i servizi
La crisi economica sta intaccando significativamente anche i servizi di welfare, e a soffrirne di più sono coloro che a quei servizi proprio non possono rinunciare, come gli anziani e le persone non autosufficienti. Così a Bologna,l’associazione Confabitare ha messo in campo un progetto davvero innovativo che sta riscuotendo molto successo. Il Condominio Solidale, in cui le famiglie assumono la badante solo per le ore concordate arrivando a spendere non più di 250 euro mensili. Inoltre, sono assistite da Confabitare nel disbrigo di tutte le pratiche burocratiche di assunzione e busta paga.
Altro esempio di come condividere le spese per i servizi viene dalle Tagesmutter e dalle tantissime famiglie che si rivolgono a loro. Il termine è di origine tedesca e significa "mamma di giorno", ed è una pratica molto diffusa in Nord Europa, che sta prendendo piede anche in Italia. Queste baby sitter, condivise da più famiglie, accolgono bambini da 0 a 6 anni in casa propria, con la possibilità di avere orari e prezzi flessibili, offrendo un servizio a tutti coloro che non hanno la possibilità di mandare i propri figli all'asilo.
 
Condividere gli oggetti
Le persone hanno preso lentamente coscienza del fatto che continuare ad acquistare per il mero desiderio di possedere, produce spazzatura. Dal consumismo sfrenato stiamo passando alla spesa per il necessario, dal possesso al baratto. Lidea di condividere permette di guardare con occhi diversi ciò che è già a disposizione o che gli altri possono offrire. Così intere comunità con migliaia di persone si scambiano di tutto, sul web e nelle piazze.
Basta un clic sui siti che promuovono il baratto per scambiare il vecchio ferro da stiro che non usiamo più con il mobile che il vicino ha appena dismesso.
 
 
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Sabato, 18 Novembre 2017