Un bus alimentato a popò? In Inghilterra è realtà

“Che schifo, eh, fratello, che la nostra merda sembri meglio di quel che sembriamo noi” scriveva Charles Bukowski nel suo racconto del 1979 “Shakespeare non l’ha mai fatto”. E non aveva torto! Il celebre scrittore era uno che non le mandava a dire e, sicuramente, di fronte ad un poo-bus avrebbe come minimo scritto una poesia, oltre a bere alla salute delle migliaia di “liberi contribuenti” e sostenitori della più bizzarra ma “naturale” iniziativa di mobilità sostenibile mai realizzata.

In molti lo sognavano, tanti lo proponevano, alcuni ci scherzavano su, ma il bus a “cacca” è realtà. Sì, avete letto bene: il cacca-bus esiste davvero e circola tra l’Aeroporto di Bristol e Bath, città del Sud-Ovest del Regno Unito. “Bath” ovvero: bagno. Mai nome fu più azzeccato…

La Bath Bus Company, ente gestore del servizio di trasporto, utilizza infatti un biometano prodotto dalla GENeco che, recuperando i residui di fogna, tra cui gli escrementi umani, gli scarti di sostanze alimentari e i rifiuti provenienti dall’industria alimentare, realizza il prezioso biogas che muove il bus da quaranta posti utilizzato come navetta aeroportuale.

LA GENeco non è nuova all’uso degli escrementi umani per la produzione di biometano: è infatti la prima azienda del Regno Unito che impiega in più di 8.300 utenze abitative il gas prodotto nell’impianto di Avonmouth, a Bristol. Il passo verso la mobilità alternativa ai normali carburanti è stato breve, e per una città eletta come Capitale Verde Europea 2015 il biglietto da visita è sicuramente dei migliori.

E la puzza? Non c’è, perché potenti filtri eliminano le impurità e gli odori, dopo un lungo processo di trattamento delle acque reflue con batteri anaerobici, che trasformano il miscuglio in metano. In pratica, ognuno di noi è “un serbatoio di metano” su due gambe; visto che è impossibile non fare popò, buttarla a questo punto è davvero cattiveria, meglio riciclarla.

La comunicazione agli utenti circa le origini del carburante è molto diretta e lascia poco alla fantasia, forse non proprio in chiave british humor ma sicuramente in modo eloquente: cinque passeggeri seduti su altrettanti water, ognuno intento a fare qualcosa: leggere un libro o un giornale, lavorare a maglia, ascoltare musica. Pensate se fosse vero, sicuramente Charles Bukowski ne approfitterebbe e, una volta salito sul bus, con la sua macchina da scrivere sottobraccio, si sarebbe comodamente seduto al suo “posto” e avrebbe cominciato a scrivere.

Che dire, se non è energia alternativa questa!

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