Smart grid, dall’Homo agricola all’Homo energeticus

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Qualche tempo fa, diciamo durante la notte dei tempi, l’uomo scoprì che coltivare frutta e ortaggi era cosa buona e giusta, soprattutto buona, ma anche sana e genuina per la gioia di medici e nutrizionisti del XXI secolo.

Da allora, di terra ne è stata arata e i nostri progenitori non avrebbero mai potuto immaginare che, “qualche tempo dopo”, gli esseri umani avrebbero imparato a governare il territorio a proprio uso ma soprattutto consumo.

Fin qui, storia. L’Homo agricola però era consapevole che per arare, coltivare e raccogliere serviva energia? Dal principio, magari inconsciamente, sì. Probabilmente, ad un certo punto della sua esistenza, ipotizziamo dalla scoperta e uso del fuoco, gli esseri umani hanno capito che tutto aveva un prezzo energetico; successivamente, hanno attribuito un valore energetico a tutte le attività necessarie a sviluppare un certo procedimento.

Oggi, l’Homo agricola vive nei geni dell’Homo energeticus. Non stiamo parlando di un nuovo personaggio dell’Universo Marvel, ma dell’epoca attuale in cui gli esseri umani, da sempre alla ricerca di energia per le proprie attività, stanno imparando a “coltivarla” a chilometro zero.

Davvero l’energia si può coltivare? In un certo senso sì. Per capire quanto la metafora sia vicina alla realtà dobbiamo parlare di Smart grid o reti intelligenti, tecnologie innovative per la distribuzione dell’energia elettrica, che uniscono strumenti tradizionali e digitali per rendere l’infrastruttura energetica più flessibile, sicura e capace di dialogare con i cittadini.

Dopotutto, se l’uomo è intelligente perché l’energia non dovrebbe esserlo? A pensarci bene, l’energia è un qualcosa che esiste da sempre, che ha generato la scintilla primordiale che ha “acceso” la vita. Siamo circondati da energia, ne siamo produttori e consumatori al tempo stesso; gli esseri umani hanno imparato a conoscerla, gestirla e immagazzinarla per i propri usi: a pensarci bene, l’energia ha favorito lo sviluppo dell’intelligenza umana.

Le smart grid sono: interattive, perché regolano i flussi in automatico, per dare energia a tutti senza sprechi; bidirezionali, permettono a tutti di produrre e immettere nel sistema energia proveniente dalla micro generazione da fonti rinnovabili; digitali, fanno viaggiare le informazioni insieme all’elettricità.

Un esempio di smart grid applicata è stata realizzata da Enel in occasione di Expo Milano 2015. L’intera esposizione universale è stata concepita come una smart city elettrica al 100%, paragonabile ad una città di 100.000 abitanti come, ad esempio: Andria, Ancona o Udine.

Per sei mesi, grazie ad un sistema di energy management, i padiglioni e l’intera struttura sono stati monitorati e gestiti permettendo di: controllare i carichi e ottimizzare i flussi di energia, integrare gli impianti da fonte rinnovabile con i sistemi di accumulo, gestire 8.500 lampioni intelligenti a LED, ricaricare le batterie delle auto elettriche nelle apposite aree, illuminare il bosco di luce.

Città intelligenti, governate e mosse da energia intelligente a favore dell’uomo intelligente: se un giorno il contadino coltiverà insieme patate ed energia elettrica sfusa non è dato saperlo: forse neanche Zeus avrebbe mai potuto immaginare un futuro simile. Una cosa però è certa: il cibo sta all’energia come l’Homo agricola sta all’Homo energeticus.

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