Nasce Bio&Geo per promuovere il risparmio energetico made in Puglia

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Ancor prima che produrla, l’energia va risparmiata. Non è un aforisma di pitagorica tradizione né un pensiero di accademica concezione, ma una regola tanto semplice quanto inattesa, che può essere così sintetizzata: l’energia è una risorsa preziosa, figlia di altre risorse e, pertanto, limitata.

L’energia è alla base della vita biologica di ogni essere vivente, oltre a caratterizzare migliaia di azioni quotidiane che mettiamo in opera, in automatico, come: il movimento del corpo, l’uso delgi elettrodomestici, delle automobili, lo scaldare le case d’inverno o renderle fresche d’estate. Diamo per scontato quello che in realtà non vediamo, perché l’energia non si tocca, ma essa è dentro ogni nostra azione quotidiana.

Da questa premessa nasce a Foggia l’associazione di promozione per le politiche naturalistiche e ambientali Bio&Geo, per dar vita al progetto “La Daunia Energetica”. L’iniziativa, che vede Provincia di Foggia e BCC San Giovanni Rotondo partner di progetto, vuole essere un trade d’union tra pubblico, privato e settore creditizio-bancario, per promuovere un dialogo utile a dare vita a un modello energetico su scala locale, incentrato sulle rinnovabili e, appunto, sul risparmio energetico. Come? promuovendo un Energy Road-Show informativo sulle opportunità derivanti dall’utilizzo di sistemi di illuminazione a basso consumo, come le lampade a micro led, impianti di mini e micro eolico e fotovoltaico.

Grazie alle energie rinnovabili il panorama energetico italiano sta cambiando velocemente. Da nord a sud gli impianti di piccola e grande taglia stanno ribaltando il vecchio modello energetico legato alle fonti fossili. Per capire meglio la green economy bisogna tenere presente come la costante richiesta energetica porti anche a discutere su questioni come i costi crescenti in bolletta, dipendenza dall’estero e sicurezza degli approvvigionamenti, emissioni di CO2 e inquinamento. Un modello energetico sostenibile ed ecologico è la risposta a questi problemi: non dobbiamo dimenticare che l’Italia importa ogni anno milioni di barili di petrolio e milioni di tonnellate di carbone.

A questo punto, però, la domanda sorge spontanea: ma non eravamo il paese del sole, del mare e del vento? Per rispondere a questo dilemma amletico mi viene da rispolverare lontani ricordi di cabaret anni ’80, dei mitici Trettrè e del loro simpaticissimo quanto appropriato e ironico: “A me? me pare na strunzata!”.

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