La felicità? Questione di energia alternativa

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Quante sono le fonti di energia alternativa? Sono diverse, elencandole potremmo dire: solare, eolica, geotermica, idroelettrica, marina, biomasse e tante altre. Tutte producono energia elettrica, necessaria per i nostri usi quotidiani, dalla semplice lampadina che illumina una stanza, alla lavatrice, al televisore, al frigorifero. L’elenco sarebbe davvero lungo è anche inopportuno, visto che sappiamo bene come impiegare l’energia dai tempi in cui l’uomo scoprì il fuoco.

L’energia che abbiamo dentro, invece, quanto può essere “alternativa” per ognuno di noi? Vi siete mai chiesti perché può essere “positiva” o negativa”? Sì, parliamo proprio di quella “scintilla” che spinge i nostri muscoli a muoversi, la nostra mente a pensare, che attribuisce colore al nostro animo.

Il corpo umano interagisce con l’ambiente esterno in uno scambio continuo di energia, sia introdotta sia spesa per espletare le funzioni vitali. L’energia è vita, pertanto è positiva. Come fare allora per liberarci da energie negative che imbavagliano la mente e legano i muscoli? Come produrre “energia alternativa” per essere felici?

Non ci sono ricette o rimedi standard, dipende sempre dalla nostra forza di volontà e da come noi vogliamo vedere il mondo che ci circonda. “La felicità non è avere quello che si desidera, ma desiderare quello che si ha”, diceva Oscar Wilde. Partendo da questo pensiero e ricordando che l’energia non muove solo le cose, ma innanzitutto il corpo e la mente, proviamo a suggerire come produrre energia alternativa positiva.

Per far ciò, prendiamo in prestito i consigli di Sonia Ricotti, presidente della Lead Out Loud, società canadese leader nel settore della formazione e dello sviluppo personale e professionale, che suggerisce come sfruttare al massimo la Legge dell’Attrazione, in base alla quale solo l’energia positiva attrarrà situazioni, persone ed esperienze positive.

Innanzitutto, bisogna decidere cosa desiderare “davvero”, perché uno dei problemi che attanaglia l’uomo è il “non saper cosa volere”: è più facile indicare cosa non si vuole piuttosto che spendere tempo ed energie per capire cosa si desidera veramente. Pertanto, una visione chiara della vita può allontanare ciò che c’è di negativo dentro ognuno di noi, bisogna concentrarsi su ciò che si desidera perché solo così sarà possibile produrre energia positiva, allontanando le situazioni negative.

Bisogna esagerare su ciò che si desidera, sognando in grande perché va bene avere i piedi per terra, ma perché non volare in alto se si può? I limiti sono quelli che imponiamo a noi stessi: è importante non tanto il come ma il cosa immaginare. Per non correre il rischio di perdere di vista ciò che non si vuole più nella propria vita è consigliabile scrivere una lista, in cui ogni singola affermazione deve essere trasformata in qualcosa di positivo.

Diventare consapevoli di ciò che si pensa e si prova aiuterà a trasformare i pensieri negativi in positivi: come riconosciamo però un pensiero negativo? Quando ti senti scoraggiato l’energia negativa trasmessa al mondo esterno diventa tangibile. Scatta doverosa e automatica, allora, la domanda: quanto sei felice? Ognuno di noi ha un barometro emotivo e deve essere in grado di saper leggere il proprio stato.

Sonia Ricotti ci viene a supporto indicando uno strumento utile nel capire cosa è per noi davvero importante; disegnando su un pezzo di carta una ruota con otto raggi, ognuno dei quali rappresenta un settore della vita (soldi, salute, famiglia/amici, amore/questioni importanti, carriera, svaghi, crescita personale e disponibilità verso gli altri), bisogna poi attribuire un numero da 1 (centro della ruota) a 10 (esterno) ad ogni settore ed indicare l’azione che servirebbe per raggiungere il livello massimo di soddisfazione (10).

Quando si acquisisce la consapevolezza di ciò che si desidera, di quello di cui abbiamo bisogno per essere felici, produciamo energia alternativa positiva e diventiamo consapevoli di ciò che davvero ci fa paura. La verità è che quando non vogliamo fare qualcosa, quando accampiamo scuse o non ci sentiamo all’altezza di qualcosa o qualcuno, l’unica persona a cui dare colpa del fallimento ha il nostro stesso nome.

Siamo noi che scegliamo di fallire o di vivere una vita meravigliosa, una vita carica di energia alternativa, pertanto “credi in ciò che sei e diventa ciò che vuoi”.

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