Energia dalle nuvole? Con un dirigibile è possibile

“Non ogni nube porta tempesta” scrisse William Shakespeare nel suo Enrico VI. Lo stesso pensiero sarà venuto in mente anche all’inventore russo Andrew Kazantsev che, da qualche anno, studia un metodo alternativo per produrre energia elettrica dalle nuvole.

Come? Tramite Air HES, un piccolo dirigibile provvisto di una micro-turbina e di un sistema che impiega una vela verticale di 1.000 m², che “imprigiona” tra le sue fibre il vapore acqueo contenuto nelle nuvole all’altezza di oltre 2.000 metri di quota.

Come Funziona. L’acqua raccolta viene successivamente trasferita verso un serbatoio posizionato a terra (il dirigibile è ancorato al suolo tramite dei cavi) per mezzo di tubi speciali; il suo movimento produce energia cinetica che mette in funzione le pale della turbina producendo, a sua volta, energia meccanica che sarà convertita in elettricità grazie ad un alternatore.

Prima di essere immessa nella rete elettrica, però, l’energia elettrica prodotta dovrà passare in un trasformatore che ne abbasserà l’intensità alzando la tensione; raggiunto il luogo di impiego, la corrente, sempre tramite un trasformatore, subirà un processo inverso al precedente, cioè l’intensità sarà alzata e la tensione diminuita: solo a questo punto l’elettricità sarà pronta per l’uso domestico.

Quali sono i vantaggi di Air HES? Questa piccola “centrale idroelettrica volante” ha costi contenuti di realizzazione e gestione e sfrutta una fonte di energia pulita pressoché inesauribile. Inoltre, è possibile produrre e distribuire acqua potabile, all’incirca 4 litri all’ora per ogni metro quadro di maglia. Il suo impiego sarebbe prezioso in contesti dove la siccità o la mancanza appunto di acqua potabile crea carestie e vittime dovute a sete e malattie, basti pensare ad interi territori del continente africano, ma anche alle zone meridionali d’Europa, vittime di un lento ma, a quanto pare, inesorabile processo di desertificazione.

Air HES è ancora un prototipo in via di sviluppo ma non è il solo che cerca di sfruttare l’alta quota per produrre energia elettrica, basti pensare alle fattorie del vento che, attraverso degli aquiloni, sfruttano i venti di alta quota per produrre elettricità attraverso una macchina che interagisce con l’elemento e lavora come un gigantesco yo-yo, producendo energia cinetica che sarà poi trasmessa a terra attraverso le funi, dove un alternatore convertirà tutto in energia elettrica.

Dirigibili o aquiloni? Nell’attesa di vedere nei nostri cieli queste sagome volanti possiamo sempre distenderci su un prato e guardare le nuvole, “toccarle con un dito” e immaginare di “prendere una scossa” e accennare un fanciullesco sorriso, perché dai sogni più strani l’uomo è stato capace di realizzare le invenzioni più concrete, appunto come un sogno realizzato.

 

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