Expo 2015: come sopravvivere con i bambini in 7 mosse

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Expo 2015: benvenuti nella sagra di paese più popolata della storia, dove le file sanno essere interminabili e il cibo costosissimo, dove puoi ammattirti dal caldo e dove – di contro – fai conoscenza con gente di tutte le lingue nel giro di poco più di un chilometro.

A metà strada tra il pacchiano di Las Vegas e la festicciola del Santo Patrono, l’Expo di Milano è, signori miei, una vera sfida con se stessi e con la propria pazienza, ma vale almeno il tempo di un paio di giorni, giusto per sapere di cosa si parla, dire “io c’ero” e farsi un proprio giudizio personale.

Due giorni sono infatti forse quello che ci vuole per visitare almeno la gran parte dei padiglioni, ma attenzione: la delusione potrebbe essere dietro l’angolo e potrebbe essere sufficiente anche solo mezza giornata, se quello che vi aspettavate non era esattamente uno sfarzo di luci, installazioni improbabili e kitsch e musica a palla.

Ecco allora cosa vi serve sapere per uscire vivi da quei tornelli:

CALDO e AFA

Non aspettate i mesi estivi per visitare l’Expo! Fa un caldo da pazzi, lì, sotto quelle vele del Decumano e soprattutto fuori. Le aree delle varie stradine che si intersecano, infatti, non conoscono ombra se non quella offerta dai padiglioni stessi. Per il resto, i neo alberelli appena piantati poco possono fare per donare un po’ di ossigeno e frescura!

La chicca: i padiglioni dell’Austria (un fantastico e fresco bosco!) e del Brasile (ormai celebre per la passeggiata sull’enorme telaio in corda) hanno dei nebulizzatori che rinfrescano le pianticelle. Lì nei pressi sapeste che refrigerio!

CHILDREN PARK

ovvero come ti squaglio la figliolanza in 8 piccole installazioni lungo un giardino lineare. Sia chiaro: l’idea che c’è dietro a questo spazio dedicato ai più piccoli è di tutto rispetto. Accoglierli come visitatori speciali tra spunti educativi e ludici e la conoscenza di elementi come l’acqua, l’aria, la terra, l’energia, il mondo vegetale e il mondo animale. E 10 e lode ai ragazzi che offrono ai piccoletti il loro tempo! Ma al Children Park si è dato troppo conto, a mio avviso, all’architettura e al design, senza considerare che non ci sono alberi secolari che possano offrire ombra e che fa davvero troppo caldo… Per cui, cappellini e acqua a go go per questo giretto! Inoltre, qualche giochetto semplice semplice in più per i bambini, soprattutto per quelli dai 6 anni in giù, avrebbe fatto certamente più comodo…

PASSEGGINO

Se avete dei bimbetti dai 3 anni in giù a carico (beh, ma vale anche per quelli più grandi…), sappiate che potete prenotare online un passeggino. Ve ne mettono uno a disposizione per tutto il tempo che volete da prelevare all’interno di una “Welcome Area” agli ingressi Ovest con una cauzione (che poi vi rilasceranno al momento in cui riconsegnate il passeggino). In più, troverete qui e lì – anche grazie a una mappa – delle nursery dove poter allattare e altre per il cambio con tanto di pannolini offerti e dei punti ristoro con seggioloni.

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LE FILE!

Fatevi notare che siete scortati da un passeggino: il più delle volte vi fanno saltare la fila (a noi è successo al Padiglione Italia e a quello della Spagna, uno dei più belli) e vi fanno accomodare in ascensore.

L’ACQUA

A meno che non siate stati in grado di portarvi un serbatoio da casa, fate scorta nello zaino di un paio di bottigliette ciascuno: lungo tutto l’area dell’Expo, infatti, trovate dei chioschetti, delle vere e proprie “Case dell’acqua”, presso i quali riempire borracce&Co con acqua fresca, naturale e con bollicine (info di servizio: al bar mezzo litro di acqua mi è costato 1,50 euro, al Padiglione del Brasile chiedono anche 4 euro…).

IL CIBO

Se non avete portato con voi roba edibile per un pic nic, è ormai cosa nota che i ristoranti dei vari padiglioni hanno costi inaccessibili: un sushi può costare 16 euro e un piatto di spaghetti stufati nipponici tra i 22 e i 23. Noi ce la siamo cavata con buon panino col salame alla modica cifra di 2,50 allo stand di Beretta (il cono gelato più piccolo da Grom però poi ci è venuto a fare 3 euro).

LA NAVETTA

Ebbene sì, c’è un autobus che fa servizio navetta su e giù lungo il perimetro esterno. Noi l’abbiamo preso nei pressi dell’ingresso est al parcheggio Arese per ritornare a Triulza (stazione Rho-Fiera). Alle 22 di sera, dopo una giornata così, è stata la ciliegina sulla torta!

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p.s. Il meglio di: per sopravvivere all’italica Esposizione universale, sappiate che i presidi sanitari – tutti – sono aperti solo nel week end. Per il resto, dal lunedì al venerdì si può far riferimento a uno solo e forse qualcuno vi saprà indicare dove. Oppure al destino.

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per Greenme.it dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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