La ricchezza della decrescita

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Lo confesso. Quando trovo persone - e sono tante - che non condividono la filosofia della decrescita felice, sono contento. Ma come? sei felice quando constati che ci sono persone che non la pensano come te, voi e che magari hanno altri stili di vita? La risposta è si. E ora provo ad argomentarla. 

Sono ancora molte le persone che nutrono grossi pregiudizi verso il movimento per la decrescita felice. Nulla di male, anzi che ben vengano le critiche soprattutto costruttive. Anzi, confesso che ne ho sempre un grosso rispetto, soprattutto se le osservazioni che vengono fatte sono ben fondate e intriganti.

Questo per due motivi che per me sono fondamentali. Il primo. Sono un garante del pensiero libero e quindi la critica è un segno di libertà e maturità.

Il secondo. Quando incontro persone che la pensano diversamente da me, queste mi danno la straordinaria possibilità di migliorare la mia comunicazione di quello in cui credo. Se infatti molti ancora guardano con un sorrisino o con un sospetto chi si fa il maggior numero di cose in casa o chi pone al centro delle sue scelte l'ambiente e la sua tutela, allora forse non è tutta solo colpa loro. Forse può esserci qualche difetto di comunicazione e quindi migliorarsi è un dovere e un piacere.

Una delle critiche che mi sento spesso fare è che MDF proponga una vita di rinunce e di difficoltà economiche, favorendo un precariato esistenziale e sostanziale. Di fronte a questa critica - che sovente è anche ben argomentata - mi rendo conto che vi è sicuramente una diversa visione di vita ma anche un difetto di comunicazione su la bellezza di determinate scelte di vita. Scelte, certamente non semplici, ma molto più naturali di quanto si possa immaginare.

Certamente se per vita realizzata e sicura si intente soltanto il classico lavoro, magari a tempo indeterminato, che garantisca un reddito fisso al  mese e apra determinate porte in certe banche...allora credo ci sia poco da confrontarsi. Sia perchè tale lavoro oggi è quasi un miraggio, sia perché siamo di fronte a due visioni molto distanti. Allora cosa occorrerebbe? semplice: esempi coerenti.

Provo a spiegarmi meglio. Ci sono persone che si buttano letteralmente anima e corpo in un lavoro come unico motivo di vita. Oppure che seguono uno scopo e ne fanno il loro centro di gravità permanente. Nulla di male se non che, la vita è sempre ricca di imprevisti che possono mettere in discussione alcune certezze, per mostrarci che la vita non è solo quello che noi pensiamo.

A volte può bastare la malattia di un amico o una morte improvvisa o un qualsiasi altro avvenimento più o meno drammatico, per farci mettere in discussione molte delle nostre convinzioni. A volte basta anche il semplice invecchiare di un genitore e l'impossibilità (causa lavoro) di potergli stare accanto con la giusta qualità di tempo.

Allora inizi a chiederti: "ma ne vale davvero la pena?" , "Chi me lo fa fare?". O ancora: "A che cosa ho dedicato la mia vita?", o peggio ancora: "Che senso hanno i miei giorni e le mie ore?". Eh si, perché se riflettiamo bene, noi di vita ne abbiamo una sola e allora andrebbe studiato per bene come spenderla e viverla.

Scegliere dunque di sposare alcuni principi della decrescita felice, significa anche darsi delle priorità interiori. Delle leggi al cospetto delle quali vale la pena spendere la propria vita. Chi sceglie la decrescita felice, sceglie per prima cosa la qualità della vita. Qualità che si declina come salute interiore ed esteriore.

Chi sceglie la decrescita felice, mette al centro la qualità del tempo per se e per i propri cari. Riesce - ove possibile - anche a rinunciare a qualche soldino se tale perdita può essere abbondantemente ripagato da bene e servizi che può autoprodursi. Meglio guadagnare 100 euro in meno e poter stare in famiglia che guadagnarne 200 in più per poterli dare alla badante o alla baby-sitter necessari.

Chi sceglie la decrescita felice, decide di avere uno sguardo più ampio e ricco e soprattutto di rivedere il concetto di ricchezza. Questo infatti non si identifica solo con la moneta o principalmente con essa (che pure è importante, sia chiaro!) ma saprà creare una serie di valori fondanti la persona e le comunità.

Ma soprattutto chi sceglie di sposare i temi della decrescita felice crea ricchezza! crea anche lavoro perché sa investire in settori tecnologici che possono far avanzare il progresso dei loro paesi, creare posti di lavoro utili e salvaguardare l'ambiente.

Ma ancora di più crea un tipo di ricchezza di cui abbiamo ancora estremamente bisogno:

la salute psico-fisica, la spiritualità, la tutela dell'ambiente, l'educazione della collettività, il rispetto del bene comune, la gratuità, il dono, il valore del tempo, l'amore verso i propri cari e verso il vero prossimo, la stabilità interiore, la pace dentro e fuori, la convivenza serena, il rispetto...

Tutto ciò riassunto in vite ricche di senso e gioiose.


Quando in un'intervista di AlJazeera fu chiesto all'ex presidente dell'Uruguay , Pepe Mujica, come si sentisse ad essere considerato il presidente più povero del mondo, questi ripose così: "Poveri sono coloro che mi descrivono così. Credo che poveri siano coloro che necessitano di tanto. Perché chi vuole troppo non è mai soddisfatto. Io sono semplice, non povero. Vivo con poco, solo di quello che è necessario. Non troppo legato alle cose materiali. Perché? per avere più tempo per fare le cose che mi piacciono. La libertà è avere tempo per vivere"

Posto così non vi sentite un pò tentati da una vita in decrescita felice? 

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La bimba e la maialina: storia di una vera amicizi...
Colomba fatta in casa: la ricetta vegetariana e se...
 

Commenti 15

Ospite - Alfredo Vera Nunez il Venerdì, 27 Marzo 2015 19:52
ricchezza della decrescita

tanti saluti per te Alessandro!!!! doviamo lottare!!!! pronto ti mando fotos da cui dal nostro compostaggio!!!!

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tanti saluti per te Alessandro!!!! doviamo lottare!!!! pronto ti mando fotos da cui dal nostro compostaggio!!!!
SVerdi20 il Sabato, 28 Marzo 2015 16:46

Grazie Alfredo, sei molto caro e gentile. Attendo volentieri le foto. Grazie ancora.

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Grazie Alfredo, sei molto caro e gentile. Attendo volentieri le foto. Grazie ancora.
Ospite - grazia il Sabato, 28 Marzo 2015 09:19
grazia

abbastanza facile per me commentare positivamente queste argomentazioni. Sono pensionata, ho una casa che mi piace, orto, giardino e quanto mi permette di dedicarmi a attività che ho sempre desiderato fare quando ancora lavoravo. C'è sempre da imparare: semplicità di vita, godere ogni attimo di serenità a contatto con la natura, avere piccoli/grandi progetti e cercare di realizzarli, ringraziare per le persone/cose nuove che la vita di permette di incontrare ogni giorno. Amare la vita

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abbastanza facile per me commentare positivamente queste argomentazioni. Sono pensionata, ho una casa che mi piace, orto, giardino e quanto mi permette di dedicarmi a attività che ho sempre desiderato fare quando ancora lavoravo. C'è sempre da imparare: semplicità di vita, godere ogni attimo di serenità a contatto con la natura, avere piccoli/grandi progetti e cercare di realizzarli, ringraziare per le persone/cose nuove che la vita di permette di incontrare ogni giorno. Amare la vita
SVerdi20 il Sabato, 28 Marzo 2015 16:45

Ti ringrazio per il tuo commento. Quello che scrivi dovrebbe essere l'abc da insegnare nelle scuole. Abbiamo smarrito il contatto con la natura e per questo siamo in un mare di guai. Coraggio

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Ti ringrazio per il tuo commento. Quello che scrivi dovrebbe essere l'abc da insegnare nelle scuole. Abbiamo smarrito il contatto con la natura e per questo siamo in un mare di guai. Coraggio
Ospite - giovanna il Domenica, 29 Marzo 2015 10:23

il suo ragionamento fila liscio come l'oilo. Peccato che non è sempre attuabile, presi dal consumismo , o dalle varie neccesità primarie che la vita odierna ci impone (non pone) dobbiamo lavorare. Personalmente la ditta x la quale lavoro , se gli dovessi fare la proposta di lavorare un ora in meno al giorno... mi aprono la porta.. non è il caso, nella scala dei miei valori metto la mia famiglia e in secondo posto il lavoro, ma purtroppo la serenità famigliare dipende anche da un "normale " ( non dico esoso o dispensioso )benessere. La tranquillità è impagabile anche a costo di grandi sacrifici.

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il suo ragionamento fila liscio come l'oilo. Peccato che non è sempre attuabile, presi dal consumismo , o dalle varie neccesità primarie che la vita odierna ci impone (non pone) dobbiamo lavorare. Personalmente la ditta x la quale lavoro , se gli dovessi fare la proposta di lavorare un ora in meno al giorno... mi aprono la porta.. non è il caso, nella scala dei miei valori metto la mia famiglia e in secondo posto il lavoro, ma purtroppo la serenità famigliare dipende anche da un "normale " ( non dico esoso o dispensioso )benessere. La tranquillità è impagabile anche a costo di grandi sacrifici.
SVerdi20 il Lunedì, 30 Marzo 2015 16:36

Ciao Giovanna e grazie per il contributo.
Come dico sovente: non esiste una ricetta uguale per tutti.
Ognuno di noi ha una storia a se e può trovare in base alle proprie esigenze e ai propri valori la strada più utile e conforme.
Glielo auguro di cuore.
Invito anche lei ad approfondire la storia di Stefania Rossini, un caso reale e verificabile.

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Ciao Giovanna e grazie per il contributo. Come dico sovente: non esiste una ricetta uguale per tutti. Ognuno di noi ha una storia a se e può trovare in base alle proprie esigenze e ai propri valori la strada più utile e conforme. Glielo auguro di cuore. Invito anche lei ad approfondire la storia di Stefania Rossini, un caso reale e verificabile.
Ospite - Eva il Domenica, 29 Marzo 2015 11:21

Salve! Ho letto con interesse quello che ha postato però c'è un però sono pienamente d'accordo che si può rinunciare e vivere meglio ma forse questo stile di vita riesce meglio in una persona che vive da solo e magari giovane, sono sposata con figli è un impresa fare questo tipo di vita quando sei con altre persone, provi a pensare anche alla sua decrescita come se avesse 70 anni forse non è più fattibile sono necessarie più comodità. Buon proseguimento!

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Salve! Ho letto con interesse quello che ha postato però c'è un però sono pienamente d'accordo che si può rinunciare e vivere meglio ma forse questo stile di vita riesce meglio in una persona che vive da solo e magari giovane, sono sposata con figli è un impresa fare questo tipo di vita quando sei con altre persone, provi a pensare anche alla sua decrescita come se avesse 70 anni forse non è più fattibile sono necessarie più comodità. Buon proseguimento!
SVerdi20 il Lunedì, 30 Marzo 2015 16:33

Ciao Eva, grazie per le osservazioni.
La vita reale è certamente la maestra di vita. Proprio per questo ho molto rispetto delle sue parole.
Non esiste una ricetta univoca infatti. Credo che il tutto stia nell'iniziare e nel capire quello che si può fare.
La invito, se ha piacere, a scoprire la storia di Stefania Rossini. Una donna che perso il lavoro ha scoperto cose che non credeva di saper fare. Madre di tre figli e ora decrescista convinta.
Le auguro di trovare la sua strada e la saluto con gratitudine.

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Ciao Eva, grazie per le osservazioni. La vita reale è certamente la maestra di vita. Proprio per questo ho molto rispetto delle sue parole. Non esiste una ricetta univoca infatti. Credo che il tutto stia nell'iniziare e nel capire quello che si può fare. La invito, se ha piacere, a scoprire la storia di Stefania Rossini. Una donna che perso il lavoro ha scoperto cose che non credeva di saper fare. Madre di tre figli e ora decrescista convinta. Le auguro di trovare la sua strada e la saluto con gratitudine.
Ospite - Fernando Vantaggiato il Giovedì, 02 Aprile 2015 20:51
Fernando

Mi pare che le argomentazioni siano tutte molto interessanti poichè ogni aspetto analizzato da prospettive diverse, dia la possibilità per vari spunti di riflessione. Detto questo, credo che l'assunzione della visione della decrescita come valore e stile di vita, arrivi solo alla fine di un percorso personale caratterizzato da insoddisfazione e frustrazione, quando, avendo perso il senso stesso delle cose e dell'esperienza, si arriva come estrema ratio, a scelte radicali che fanno cambiare rotta. E' vero noi capiamo tante cose, ma non le comprendiamo se non passiamo attraverso l'esperienza diretta, quasi ineludibile, se non tocchiamo il fondo, come si suol dire. Solo allora avvertiamo il bisogno di dare "senso" alla nostra vita e ci accorgiamo che il vuoto può essere colmato, proprio a partire dalle piccole cose, dal rallentare i ritmi, dal portare attenzione al nostro fare, sentire e pensare.

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Mi pare che le argomentazioni siano tutte molto interessanti poichè ogni aspetto analizzato da prospettive diverse, dia la possibilità per vari spunti di riflessione. Detto questo, credo che l'assunzione della visione della decrescita come valore e stile di vita, arrivi solo alla fine di un percorso personale caratterizzato da insoddisfazione e frustrazione, quando, avendo perso il senso stesso delle cose e dell'esperienza, si arriva come estrema ratio, a scelte radicali che fanno cambiare rotta. E' vero noi capiamo tante cose, ma non le comprendiamo se non passiamo attraverso l'esperienza diretta, quasi ineludibile, se non tocchiamo il fondo, come si suol dire. Solo allora avvertiamo il bisogno di dare "senso" alla nostra vita e ci accorgiamo che il vuoto può essere colmato, proprio a partire dalle piccole cose, dal rallentare i ritmi, dal portare attenzione al nostro fare, sentire e pensare.
SVerdi20 il Venerdì, 03 Aprile 2015 10:07

Ciao Fernando e grazie per le riflessioni. Condivido molto di quello che dici. Si parte sempre da una insoddisfazione personale che ci spinge a cercare un "oltre". E' molto importante averne e coltivarle.
Credo altresì che la decrescita felice sia soprattutto una strada più che una meta.
Una strada sempre più urgente da percorrere perché il pianeta ha delle leggi naturali che non attendono tanto le nostre riflessioni.

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Ciao Fernando e grazie per le riflessioni. Condivido molto di quello che dici. Si parte sempre da una insoddisfazione personale che ci spinge a cercare un "oltre". E' molto importante averne e coltivarle. Credo altresì che la decrescita felice sia soprattutto una strada più che una meta. Una strada sempre più urgente da percorrere perché il pianeta ha delle leggi naturali che non attendono tanto le nostre riflessioni.
Ospite - Alberto il Domenica, 05 Aprile 2015 12:45

Caro Alessandro sono anni che anch'io sostengo che questa filosofia . Oggi purtroppo dai nostri politici, economisti, industriali non si sente altro che la parola " crescita , incremento , pil, disavanzo " e mai nessuno di loro parla di ambiente, sostenibilità, futuro della nostra terra.
Mi domando cosa diranno i nostri figli e i nostri nipoti quando si renderanno conto che abbiamo saccheggiato il mondo solo per "sostenere la crescita ! "

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Caro Alessandro sono anni che anch'io sostengo che questa filosofia . Oggi purtroppo dai nostri politici, economisti, industriali non si sente altro che la parola " crescita , incremento , pil, disavanzo " e mai nessuno di loro parla di ambiente, sostenibilità, futuro della nostra terra. Mi domando cosa diranno i nostri figli e i nostri nipoti quando si renderanno conto che abbiamo saccheggiato il mondo solo per "sostenere la crescita ! "
SVerdi20 il Domenica, 05 Aprile 2015 17:05

Ciao Alberto, grazie per il contributo.
Hai ragione: cosa ci diranno? o meglio: cosa ci dicono già oggi i giovani e i giovanissimi? Stiamo rubando il futuro e il fatto che a noi l'hanno reso meno certo, non ci giustifica a fare altrettanto, dimenticandoci delle nostre responsabilità.
Personalmente penso che siamo in un circolo vizioso e vorticoso, talmente forte che resta difficile agire anche ai più convinti e volenterosi. Non è semplice e allo stesso tempo non è rimandabile. Forse l'unico modo per "espiare" questa cattiva gestione, resta la reale e concreta volontà di cambiare. Ogni giorno.

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Ciao Alberto, grazie per il contributo. Hai ragione: cosa ci diranno? o meglio: cosa ci dicono già oggi i giovani e i giovanissimi? Stiamo rubando il futuro e il fatto che a noi l'hanno reso meno certo, non ci giustifica a fare altrettanto, dimenticandoci delle nostre responsabilità. Personalmente penso che siamo in un circolo vizioso e vorticoso, talmente forte che resta difficile agire anche ai più convinti e volenterosi. Non è semplice e allo stesso tempo non è rimandabile. Forse l'unico modo per "espiare" questa cattiva gestione, resta la reale e concreta volontà di cambiare. Ogni giorno.
Ospite - Marina Pizzato il Lunedì, 27 Aprile 2015 09:10
Crescita diversa

Buongiorno, a me piacerebbe molto prendesse campo il concetto di "crescita diversa"; dove l'obiettivo primario sia tendere alla propria idea di benessere e felicita' attraverso il costante rispetto delle altrui idee di benessere e felicita'. Ovvero, se una persona desidera vivere in una capanna sulla spiaggia e suonare la chitarra dal mattino alla sera, deve poterlo fare, come chi desidera lavorare 13 ore al giorno e viaggiare in Ferrari, deve poterlo fare. L'idea di felicita' e benessere non puo' essere imposta. Qui, invece, la decrescita, persegue un'idea di benessere e felicita' a senso unico. Inoltre, Il bene comune, quello che permette a tutti di esercitare le proprie liberta', quindi salute e cultura in primis, dovrebbe essere gratuito e garantito a tutti e non differenziato qualitativamente. Per ottenere questo occorre una socializzazione avanzata e tecnologica. Una socializzazione avanzata e tecnologica, nell'ottica del concetto esposto, puo' essere tale solo se libera da condizionamenti di parte. Il vero grande male mondiale. Cio' che e' presentato come decrescita sta solo facendo il gioco di chi la vuole soffocare sul nascere, io credo.

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Buongiorno, a me piacerebbe molto prendesse campo il concetto di "crescita diversa"; dove l'obiettivo primario sia tendere alla propria idea di benessere e felicita' attraverso il costante rispetto delle altrui idee di benessere e felicita'. Ovvero, se una persona desidera vivere in una capanna sulla spiaggia e suonare la chitarra dal mattino alla sera, deve poterlo fare, come chi desidera lavorare 13 ore al giorno e viaggiare in Ferrari, deve poterlo fare. L'idea di felicita' e benessere non puo' essere imposta. Qui, invece, la decrescita, persegue un'idea di benessere e felicita' a senso unico. Inoltre, Il bene comune, quello che permette a tutti di esercitare le proprie liberta', quindi salute e cultura in primis, dovrebbe essere gratuito e garantito a tutti e non differenziato qualitativamente. Per ottenere questo occorre una socializzazione avanzata e tecnologica. Una socializzazione avanzata e tecnologica, nell'ottica del concetto esposto, puo' essere tale solo se libera da condizionamenti di parte. Il vero grande male mondiale. Cio' che e' presentato come decrescita sta solo facendo il gioco di chi la vuole soffocare sul nascere, io credo.
SVerdi20 il Mercoledì, 29 Aprile 2015 18:54
la decrescita non si impone

Gentile Marina Pizzato,

grazie delle sue osservazioni. Credo che perseguire una crescita seppur diversa sia impossibile e deleterio. E questo per motivi matematici e biologici: LA TERRA non ce la fa più. lo sanno in tanti e sempre di più. La decrescita felice ha contribuito e contribuisce - insieme ad altre associazioni e movimenti - a svelare questo "piccolo" particolare che sovente è dimenticato.
Per quanto riguarda l'imposizione della decrescita felice, la rimando ad un mio scritto di qualche tempo fa.
Cordialmente
http://decrescitafelice.it/2013/05/la-decrescita-non-si-impone/

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Gentile Marina Pizzato, grazie delle sue osservazioni. Credo che perseguire una crescita seppur diversa sia impossibile e deleterio. E questo per motivi matematici e biologici: LA TERRA non ce la fa più. lo sanno in tanti e sempre di più. La decrescita felice ha contribuito e contribuisce - insieme ad altre associazioni e movimenti - a svelare questo "piccolo" particolare che sovente è dimenticato. Per quanto riguarda l'imposizione della decrescita felice, la rimando ad un mio scritto di qualche tempo fa. Cordialmente http://decrescitafelice.it/2013/05/la-decrescita-non-si-impone/
Ospite - Mina Raimondi il Giovedì, 05 Novembre 2015 09:09
Grazie

Grazie per questo post.
Sembrava di leggermi dentro...mi hai emozionata.
Buona Vita

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Grazie per questo post. Sembrava di leggermi dentro...mi hai emozionata. Buona Vita :)
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Lunedì, 25 Settembre 2017