Nella vita o sul balcone?

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E' possibile essere padroni del proprio tempo? E' questa una delle sfide più importanti dell'uomo. Lo è perché da questo dipende anche la qualità del nostro vivere.

Chi non vorrebbe essere padrone del suo tempo e della sua vita in pienezza? scommetto che state annuendo e che avete alzato la mano. Eppure allo stesso tempo si sarà già levata l'altra voce interiore che dice: "sarebbe bello ma... io non ho tempo". Ecco se si è levata questa voce comprensibilissima fai parte anche tu del club degli alienati dal tempo.

Nulla di grave. Ne siamo tutti affetti. L'importante è che questo non diventi la norma e quindi una vera abitudine.

Oggi, complici i tempi moderni che impongono ritmi sempre più veloci e forsennati, è come se fossimo sempre schiacciati solo ed esclusivamente sul presente. In questo modo è come se avessimo un po perso il filo rosso delle nostre esistenze: il passato come radice e il futuro come speranza condivisa.

Ho imparato, studiando e leggendo scritti ebraici che questo popolo per indicare quella che noi chiamiamo vita usa un termine al plurale: le vite.

In effetti è così. Noi abbiamo diverse e svariate vite, legate a diversi tempi. Prima siamo infanti, poi adolescenti, giovani, adulti fino ad arrivare alla stagione della vecchiaia che è spesso un pò come tornare bambini. Ecco appunto le stagioni. Se è vero che la vita biologica è una, quella interiore è certamente più variegata e profonda. Almeno può esserlo.

E allora vista questa possibile varietà di stagioni della vita, cosa fare per viverle in pienezza?e come fare?

Innanzitutto credo che ogni stagione, ogni vita vada vissuta con l'atteggiamento di protagonisti. Nella piena soggettività vivere le varie stagioni della vita in modo tale da dominare il tempo e non da esserne dominati e alienati.

Seconda cosa importantissima è vivere essenzialmente una vita umana con profondità, creando spazi durante la giornata nei quali poter riflettere su ciò che operiamo e viviamo quotidianamente.

Scendere in profondità significa fare una scelta chiara: vivere la vita in pienezza oppure vivere come se si stesse su un balcone. Avete presente quelle persone che affacciate al proprio balcone osservano il passeggio? Bene, spesso molti di noi rischiano di avere una vita stile "affacciati al balcone", salvo poi accorgersi in ritardo che la vita è trascorsa e che molto si è perso.

Ancora, è importante trovare spazi, magari a sera, per riflettere, pensare e rimettere ordine nella propria giornata e nel proprio vivere interiore. Stabilire delle priorità, perché è chiaro che per vivere in pienezza si impongono delle scelte chiare che ne escludono altre. Non si può fare tutto e scegliere questo consapevolmente ci rende meno schiavi del tempo e maggiormente padroni e signori del nostro vivere.

Occorre che riprendiamo in mano la nostra vita e che non scorra in modo autonomo da noi. La vita altrimenti non ci appartiene. 

Ma cosa rende ancora una vita degna di essere vissuta? E' necessario essere protagonisti nello stupore e nel meravigliarsi. Trovare tempo per meditare sugli incontri fatti. Essere capaci di farsi delle domande sulle persone incontrate per dare fecondità agli incontri. Per dare profondità, altrimenti i rapporti sono come se non avessero storia e anima. E senza storia non vi è affetto e neanche possibilità di una storia di amore. Mettere in atto tutto questo rende gli incontri più fecondi veri autentici.

Inoltre, e non meno importante, è la capacità di essere attenti a quello che vediamo e incontriamo sotto forma di oggetti e anche di piante ed animali. La natura. Per fare questo è chiaro che io debba essere presente a me stesso, attento e costantemente in dialogo fecondo con me stesso. Curioso e attento.

Ma perché fare tutto questo? Per diventare umani. Perché arrivati a sera possiamo dire che ciò che si è vissuto ne è valsa la pena. Ci ha riempito la vita. Perché questo ci sostiene, ci fa pieni dentro. Altrimenti ci chiederemo sempre inutilmente: perché dobbiamo vivere?

La vita non la si osserva. La vita la si vive, la si esercita.

 

 

 

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Commenti 1

Ospite - Dario il Giovedì, 28 Maggio 2015 13:21
Una vita consapevole è degna di essere vissuta

Concordo pienamente, ritengo che la consapevolezza del tempo della propria vita sia il vero metavalore da preservare a volte, se serve, anche con la necessaria ferocia.
In questo l'"ascolto" dei libri, della loro lezione, costituisce un aiuto imprescindibile per restituire autenticità alle nostre giornate attraverso il recupero e la "manutenzione" di spazi che siano pienamente nostri, nei quali avere modo di maturare, con tempi e dinamiche nostre (tra l'altro in evoluzione nelle diverse "vite"), il senso profondo del vissuto giornaliero.
Un plauso ammirato.

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Concordo pienamente, ritengo che la consapevolezza del tempo della propria vita sia il vero metavalore da preservare a volte, se serve, anche con la necessaria ferocia. In questo l'"ascolto" dei libri, della loro lezione, costituisce un aiuto imprescindibile per restituire autenticità alle nostre giornate attraverso il recupero e la "manutenzione" di spazi che siano pienamente nostri, nei quali avere modo di maturare, con tempi e dinamiche nostre (tra l'altro in evoluzione nelle diverse "vite"), il senso profondo del vissuto giornaliero. Un plauso ammirato.
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