Cibo buono e sostenibile: ecco come trovarlo

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Mangiare bene, sano e magari anche biologico è roba da ricchi?

Anche no! Purtroppo una delle convinzioni maggiormente diffuse tra le persone è che il biologico costi molto, anzi troppo, e la scusa più frequente per giustificare il ricorso ai discount è proprio quella del portafoglio.

In realtà i cibi genuini, di stagione e anche biologici possono essere trovati facilmente e possono rappresentare anche un ottimo risparmio per le nostre tasche. Ecco alcuni esempi.

GAS – Vuol dire “Gruppi di acquisto solidale”: ne esistono ormai in tutta Italia e portano avanti l’idea di un consumo critico, diverso dai modelli economici più diffusi, e condiviso. Solidale perché gli acquisti vengono effettuati facendo riferimento a piccoli produttori e tenendo sempre in considerazione il rispetto per l’ambiente e per il lavoro di chi produce. Il principio è semplice: un gruppo di persone si mette d’accordo per acquistare beni alimentari (frutta, verdura, carne) e di consumo dai produttori della propria zona (in modo da sostenere le economie locali e contenere l’inquinamento dovuto ai trasporti), individua quelli più vicini e più in sintonia con le proprie esigenze etiche e ambientali e costituisce un GAS, al quale poi possono via via aderire nuovi consumatori della zona. A scadenze programmate la spesa arriva nelle case (o in punti di raccolta), certi che ciò che si è acquistato sia, oltre che buono, anche giusto. Sul sito della rete di coordinamento dei GAS www.retegas.org si può ricercare il gruppo più vicino a noi e si trovano anche tutte le dritte per fondarne uno nuovo.

Orti e giardini condivisi – Si tratta di appezzamenti di terreno spesso lasciati abbandonati per anni, che riprendono vita grazie alla volontà di cittadini pronti a rimboccarsi le maniche e… zappare! Un’occasione per recuperare gli antichi saperi agricoli della nostra terra, per socializzare con nuove persone e poter usufruire di prodotti buoni e di stagione, coltivati da noi stessi, magari proprio dietro casa. E se pensate che sia una cosa riservata a chi abita in zone di campagna, vi sbagliate: a Roma, ad esempio, sono state censite oltre 70 aree dedicate a questa pratica ormai diffusa e sono circa un migliaio i cittadini coinvolti. Potete trovare la mappatura completa sul sito Zappata Romana.

Orti urbani – Non conoscete nessuno che intenda unirsi a voi per fare la spesa o per far nascere un orto condiviso? Niente paura, anche casa vostra può essere un luogo adatto per un piccolo e personalissimo orto, dove far crescere pomodori, fragole, verdura, erbe aromatiche e molto altro ancora. Basta un terrazzino, un davanzale, un cortile o, perché no, un tetto e il gioco è fatto. Armatevi di oggetti di scarto come cassette della frutta, vecchi tavoli, bidoni di plastica, procuratevi della buona terra e dei semi (magari bio) di ciò che volete piantare e documentatevi sulle modalità e sulle condizioni di cui necessitano per crescere sani e forti. Potete trovare una buona base di partenza in questo articolo, poi non rimane che metterci la passione e provare!

Mercatini rionali e farmer’s market – Una soluzione antica ma sempre valida è quella di rivolgersi, per l’acquisto dei generi alimentari, ai mercatini rionali: magari all’inizio non sarà facile orientarsi tra i vari banconi, né evitare le fregature o qualche “furbone” che spaccia per locali cibi comprati al supermercato. Ma anche qui la condivisione sarà la vostra bacchetta magica: iniziate con l’andare una mattina nel mercato più vicino a voi, parlate con la gente, fatevi raccontare dagli stessi venditori e produttori le loro storie. Vedrete che a breve diventerete bravissimi a riconoscere i prodotti più buoni, la stagionalità dei cibi, il prezzo più giusto. Anche la Coldiretti sostiene questo tipo di vendita e lo fa attraverso la rete dei Mercati di Campagna Amica, che raccolgono i produttori della zona e li vincolano al rispetto di alcune regole fondamentali, tra cui un prezzo ragionevole. Potete vedere se ne esistono nella vostra città consultando l’elenco completo che trovate cliccando qui.

Per i lettori sardi segnalo infine un fortunato esperimento, che racchiude in parte molte esperienze di cui vi ho parlato in questo post: si chiama Sardegnafilieracorta, è nato nel 2008 e permette agli associati di acquistare i prodotti agroalimentari (rigorosamente sardi) direttamente dai produttori dell’isola, accorciando la filiera appunto e risparmiando sul prezzo finale. Non solo frutta e verdura, ma anche pasta, riso, olio, formaggi e confetture, per una spesa all’insegna della riscoperta dei sapori tipici della Sardegna e della stagionalità dei prodotti. A questo si aggiunge un’importante opera di informazione e promozione di stili di consumo sostenibili, attraverso incontri ed eventi in tutto il territorio. Il prossimo, per chi fosse in zona, è la 2a Giornata del Cibo locale di qualità e si terrà in concomitanza con l’Earth Day (22 aprile) nella meravigliosa cornice del Parco di Bunnari di Sassari.

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