Il criceto impossibile

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La New Economics Foundation (NEF) di Londra vanta un’ottima capacità di comunicare, e sa toccare tematiche delicate e complesse senza renderle argomenti per pochi accademici. Questa caratteristica le ha permesso di trattare il tabù della decrescita, anche istituendo un club chiamato “Il criceto impossibile“, presentato da un efficacissimo cartone animato che, in un video di un solo minuto di durata, spiega l’assurdità del concetto di crescita economica illimitata.

Perché un criceto impossibile? Perché, come spiegato nel video, questo piccolo roditore dalla nascita all’età adulta raddoppia di peso e di dimensioni ogni settimana. Se però, una volta appunto raggiunta l’età adulta, non si dovesse fermare nel suo raddoppio settimanale, al suo primo compleanno raggiungerebbe un peso di circa nove miliardi di tonnellate, diventando un mostro capace di divorare in un solo giorno la produzione mondiale di mais di un intero anno. C’è una ragione per cui in natura si cresce in dimensioni solo fino ad un certo punto. Quindi perché, si chiede il narratore del video, economisti e politici pensano che l’economia possa crescere in eterno?

Forse perché è da due secoli che ripetono la stessa cosa, ossia che bisogna costantemente crescere in dimensioni e in quantità (ancor più che in effettivo benessere), e che stiamo bene solo se merci e denaro circolano sempre più spasmodicamente sul globo, facendo di tutto per convincere le collettività che questo sia l’unico metodo per migliorare le nostre condizioni di vita. Ma è davvero così? Non proprio.

L’inerzia di coloro che si riempiono la bocca delle parole “sviluppo”, “progresso” o “innovazione” senza avere più idea di cosa siano, però, è difficile da combattere. Un nuovo paradigma culturale non solo è auspicabile da un giorno all’altro, ma è naturalmente guardato con scetticismo, soprattutto se le élite dominanti sono le stesse da numerosi decenni. La storia ci insegna però che è soltanto una questione di tempo. Una verità, infatti, se davvero tale (come l’impossibilità di una crescita infinita in un ambiente finito) si afferma da sé. Lo diceva anche Arthur Schopenhauer: «Ogni verità passa attraverso tre fasi: all’inizio è ridicolizzata, poi è violentemente contrastata, infine la si accetta come evidente».

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