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Riconoscere le bacche autunnali spontanee 2: quelle commestibili

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Continua il ripasso per il riconoscimento bacche tardo estive/autunnali spontanee che possiamo trovare tra boschi e campi. Per me e per voi. Dopo le bacche velenose, ecco quelle commestibili, che oltre al piacere di vedere il loro colore, possono soddisfare anche il palato e dissetarci durante una passeggiata.

Parte 1: Bacche di piante autoctone commestibili

(clicca sul nome scientifico per avere più informazioni)

Corniolo maschio (Cornus mas): È uno dei frutti che adoro mangiare quando cammino per i boschi. Iniziano ad essere buoni quando sono di un bel rosso scuro, maturissimi, addirittura quando cadono a terra. Allora non sono più aspri e astringenti, ma hanno un sapore delizioso. La pianta è di solito un arbusto o un alberello dalle belle foglie appuntite, che si riconoscono bene dalle nervature che le percorrono.

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Olivello spinoso (Hippophae rhamnoides): Il succo delle bacche di questa pianta è ricchissimo di vitamina C, e maturano proprio in autunno, quando ne abbiamo più bisogno per affrontare i rigori dell’inverno. È un arbusto dalle foglie grigio argentee, da non confondere con il, Pyracantha. Io ne ho trovato una bella colonia vicino al fiume.

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Rosa canina su di lei e sulle sue proprietà ho scritto un intero articolo. Le sue bacche rosse allungate sono inconfondibili, come le spine che le proteggono. Sono buone intenerite dalle prime gelate.

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Sanguinello (Cornus sanguinea): le piccole bacche nere di questo arbusto non sono tossiche, ma hanno un sapore orrendo. Ho letto che qualcuno li utilizza per fare succhi e marmellate, ma io non mi sono mai avventurata in tale impresa.

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Prugnolo (Prunus spinosa): un altro arbusto, e anche le sue bacche violette sono aspre e astringenti fino a quando non è eccessivamente matura o ha subito le prime notti di freddo, che le inteneriscono e le addolciscono. Io le raccolgo per confezionare un liquore molto buono.

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Sambuco (Sambucus nigra): È un arbusto che diventa anche un vero e proprio albero. I suoi frutti neri riuniti in ombrelle sono maturi in piena estate, ma li inserisco perché in montagna si possono trovare fino a settembre. È importantissimo non confonderli con i frutti dell’Ebbio, Sambucus ebulus, che è una pianta erbacea e molto velenosa.

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Ginepro (Juniperus communis): le bacche di questa pianta maturano nel corso di tutto l’anno, ma in autunno la quantità di bacche viola aumenta. Essendo una pianta che non produce né fiori né frutti (Gimnosperma) non si tratta realmente di bacche, ma di coni chiamati galbuli. Assaggiateli quando sono belli mature e vi stupirete del loro sapore dolce, oltre che aromatico. Il ginepro viene infatti utilizzato in cucina, per aromatizzare soprattutto gli arrosti, ma è anche famoso perché da il profumo inconfondibile al Gin.

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Biancospino (Crataegus monogyna): le piccole bacche rosse di questa pianta sono delle vere e proprie mele in miniatura. Ma, anche mature, non sanno di molto, quindi è meglio utilizzarle per confezionare confetture o liquori.

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Laureata in Scienze Naturali, è specializzata in Botanica ed Etnobotanica ed Alimurgia. È stata per anni docente universitaria e nelle scuole di ogni ordine e grado, ha visitato tutto il mondo possibile e negli ultimi 10 anni ha sviluppato un’attività privata di divulgazione per avvicinare il pubblico al mondo delle piante, tramite corsi ed attività pratiche di erboristeria casalinga e cucina naturale a base di piante spontanee e officinali. Ora ha la sua azienda agricola "Arte Botanica", dove produce liquori, dolci e preparati a base di piante officinali e fiori.
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