Mimosa pudica: come e perché le sue foglie si chiudono al tocco

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Sono di ritorno da un fantastico viaggio a Cuba, dove anche le erbacce mi hanno stupito. Camminando in un prato a pochi metri dal mare, ho avvistato dei capolini rosa inconfondibili e mi sono precipitata a giocare con le foglie “sensibili” di questa minuscola piantina, la Mimosa pudica. Per gli agronomi cubani è una vera e propria infestante, che rallenta lo sviluppo delle colture desiderate e si è perfettamente naturalizzata nell’isola.

Ho lavorato per anni in un orto botanico, e mostrarla ai bambini durante le visite guidate era sempre fonte di stupore: che le piante si muovano in modo percettibile in risposta a stimoli esterni le fa sembrare molto più vicine a noi animali.

Se osservate le piante della famiglia delle Leguminose e quasi tutte quelle appartenenti al del genere Acacia, vedrete che spostano i loro viticci i fiori e le foglie in risposta ai cicli di giorno e di notte. In particolare, sia le specie arboree, che erbacee, chiudono le loro foglie durante la notte.

Nel caso di Mimosa pudica, i recettori presenti nel corpo della pianta sono attivati dal tocco di un insetto, o in questo caso, del mio dito. Le foglie sono mantenute nella loro forma turgida dalla pressione dell’acqua al loro interno.

Quando la pianta viene toccata, nella base gonfia del picciolo, il “pulvino”, si attivano delle proteine contrattili e in alcune parti della pianta si ha un rilascio di sostanze chimiche. Tra queste sostanze ci sono ioni potassio, che fanno si che il flusso di acqua ed elettroliti diffonda all’esterno dalla cellula, con conseguente perdita di pressione al suo interno: le cellule collassano e le foglie si chiudono comprimendosi. A volte, gli stimoli si propagano anche alle foglie vicine causando la chiusura delle foglie di tutta la pianta.

A cosa serve? Questo processo di chiusura ed apertura delle foglie implica il consumo di molta energia e interferisce anche con il processo di fotosintesi, dato che la superficie esposta al sole si riduce drasticamente.

L’ipotesi più accreditata è che la pianta si sia evoluta in questo modo perché la chiusura improvvisa delle foglie agisce come un meccanismo di difesa dagli insetti che si nutrono di foglie, che non appena atterrano o toccano le foglie nell’arrampicarsi, vengono sbalzati a terra. La chiusura delle foglie è anche funzionale alla limitazione di perdita di liquidi utili durante le ore di caldo eccessivo o per proteggersi dal vento riducendo la superficie esposta.

La Mimosa pudica è anche oggetto di esperimenti sulla memoria delle piante e sulla loro capacità di provare “dolore”.

Non va bene giocare troppo con la stessa pianta, potrebbe risentirne la sua salute (come per noi fare troppo movimento). Quello che faccio nel video che trovate qui sopra è un sacrificio per la scienza ?

Buona visione!

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