La saponaria: detergente naturale ed ingrediente di un dolce goloso

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Passeggiando per i boschi di montagna troverete ancora fiorite le piante di Saponaria officinalis, una pianta che per lungo tempo è stata utilizzata come sostituto del sapone, sia per l’igiene personale, che per lavare i tessuti delicati. Basta strofinare la pianta, preferibilmente fiorita, con dell’acqua per avere un effetto lavante.

Il maggiore contenuto di saponine, sostanze che prendono il nome proprio da questa pianta, che sono in grado di produrre schiuma e che la pianta produce per difendersi principalmente dalle micosi e dai parassiti, è contenuto principalmente nelle radici, che si raccolgono in autunno. Per queste proprietà molti prodotti a base di saponaria sono utilizzati per curare le patologie cutanee come le dermatiti,

Potete coltivarla anche in giardino, i suoi fiori sono molto ornamentali, in terreni sciolti e ben drenati, perché una delle poche cose che teme questa pianta è il ristagno di umidità. Basta raccogliere i semini neri in autunno.

Nei miei viaggi nei paesi arabi, uno dei dolci preferiti, e che cerco anche quando rientro in Italia, si chiama halva, una specie di frullato di semi di sesamo e zucchero, che può avere all’interno anche mandorle o pistacchi interi In arabo significa proprio “dolce”. Leggendo bene gli ingredienti, però, mi sono accorta che nell’elenco c’è sempre anche la Saponaria officinalis. Ne ho trovati diversi tipi i n commercio, e la migliore che ho trovato, senza schifezze e conservanti, proviene dalla Grecia, e la vedete in fotografia, tutta tempestata di mandorle tostate.

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Si tratta di una specie di tahini dolce, e l’aggiunta della saponaria impedisce agli oli di separarsi e da una consistenza leggermente gommosa al composto. Per questo chi prova a farla in casa (come la sottoscritta che ha miseramente fallito), frullando semplicemente i semi di sesamo tostati con olio, e sciroppo di zucchero, non ottiene l’effetto desiderato. Manca l’ingrediente magico!

Frullando però i semi di sesamo (Sesamum indicum L.) leggermente tostati con olio di semi (magari di sesamo), miele di acacia o di fiori di arancio, si otterrà una crema dolce molto buona, che ricorda vagamente l’halva come sapore e che può essere spalmata sul pane un po’ come la nutella. In quest’articolo di Marta Albè trovate le proprietà dei semi di sesamo, che sono molto nutrienti, immaginate dunque quante calorie possa avere l’halva…un dolce serio, da gustare con parsimonia.

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