Clorofilla

Erbe spontanee in giardino: la Tussilago farfara

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Sono bastati pochi gradi in più e un po' di pioggia a risvegliare le piante di pianura. Si è aperto il primo fiore di Tussilago farfara, uno dei primi a sbocciare nelle zone ombrosee umide dei prati in Primavera, insieme a viole e margherite.

Botanica

Prima compaiono i fiori, mentre le foglie nascono solo tempo dopo, quando sono pronti i frutti. La struttura dei capolini è quella tipica della famiglia delle Asteraceae, ed il comportamento di questi fiori è particolare: sono piegati verso il basso prima di sbocciare, si raddrizzano in piena fioritura e si piegano di nuovo verso il basso nel momento di produrre i frutti, che sono piccoli acheni (delle noci in miniatura) attaccati a piumini (pappi) che li diffondono grazie al vento. Come le margherite, o i girasoli, questi fiori sono in realtà delle infiorescenze, perché formati da tanti fiorellini riuniti. Centinaia di fiori femminili nel perimetro esterno, che hanno un solo petalo molto lungo lungo (ligulati), e qualche decina di fiori maschili, quelli interni tubulosi.

Photo by Enrico Blasutto

Giardinaggio
Anni fa ho preso un po' di radici di questa pianta in un prato umido e ombroso e le ho piantate in giardino, in una zona dove faticava a crescere qualunque cosa: sotto due alberi di cigliegio. Ho utilizzato questa"erbaccia" per creare una copertura perenne: una volta appassiti i fiori, crescono delle grandi foglie ricoperte nella pagina inferiore di una peluria bianca. Per tutta l'estate ho una foresta in miniatura di grandi foglie verdi e resistenti, che proteggono il terreno e gli alberi dall'aridità: non innaffio quasi mai.
Prima dei rizomi della farfara ho piantato bulbi di Narcisi e Giacinti: durante la loro fioritura la farfara non ha foglie e loro possono ricevere tutto il sole possibile. In estate invece i bulbi vengono protetti dalla siccità dall'ombra delle grandi foglie. Se piantate in mezzo alla farfara piante invasive, come menta e melissa, verranno naturalmente contenute dalle foglie di questa pianta.
Ogni anno il miracolo della primavera si ripete: il rosa e il viola dei giacinti si mischia al giallo dei fiori di farfara e dei narcisi.
Fiuritura del 2012. Photo by Isy Pedia
Tradizione erboristica
Tussilago farfara: è uno dei più antichi rimedi popolari europei per il trattamento dei problemi di petto. Dioscoride lo raccomandava, nel primo secolo dopo Cristo, "per coloro che non riescono a respirare se non stando in piedi". Il nome stesso origina dal latino "tussis" e "agere" che significa togliere la tosse. L'utilizzo dei fiori della pianta è proibito in molti paesi, perchè contengono alte dosi di porrolizidin-alcaloidi, che possono avere un effetto tossico sul fegato. In realtà questi si distruggono con la cottura, quindi l'utilizzo di tisane e decotti non è pericoloso. Si possono essiccare le foglie per fare sigarette curative per l'asma, io preparo uno sciroppo per l'inverno. E sono d'accordo con Paracelso che diceva "sola dosis facit venenum”: è la dose a determinare la tossicità. Anche se, come molte piante e medicinali, è sconsigliata l'assunzione in gravidanza e ai bambini sotto i 6 anni, la farfara, se impiegata nel modo giusto e per periodi non superiori alle 3 settimane, non crea problemi di accumulo di alcaloidi. L'importante è conoscere bene gli alleati vegetali che ci dona la natura.
Isy
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Le informazioni fornite in questo articolo hanno scopo puramente informativo non possono sostituire in alcun modo le prescrizioni di un medico o di altri operatori sanitari abilitati a norma di legge. Se ti sono state prescritte delle cure mediche ti invito a non interromperle né modificarle, perché tutti i suggerimenti che trovi qui devono essere sempre e comunque confrontati con il parere del tuo medico curante.

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Martedì, 19 Febbraio 2019
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