Biodiversita' di una monocoltura di mais: niente a che fare con il pianeta Terra

credits Bert Kaufmann

Una riflessione: cos'è la biodiversità?

Qual'è l'effetto delle monocolture, dei pesticidi e dei fertilizzanti chimici su di un ambiente?

Ecco lo studio di David Liittschwager, un fotografo che ha passato diversi anni viaggiando e catturando con un cubo di metallo di circa 30cm di lato (un piede), il terreno, le piante e tutti gli organismi che vi vivevano o vi passavano nel corso di 24h in diversi ambienti del globo. E fotografandoli.

Ecco quello che ha trovato in un prato dopo 24 ore di posizionamento:


30 differenti specie di piante, e 70 di insetti, senza contare funghi, batteri e altri organismi microscopici.

Cosa si trova nel cubo, in una monocoltura di mais, magari Ogm?

 


Ecco qui: la terra è morta. Un silenzio totale, nessun insetto, nemmeno un'ape. Un altro pianeta. Stiamo trasformando la Terra in un pianeta silenzioso come un cimitero. In questo terreno nulla potrà crescere dopo la raccolta, se non con l'aggiunta di concimi chimici in quantità.

Solo 100 anni fa lo stesso campo sarebbe stato brulicante di vita, nutrito dal letame, dal compost e dall'attività instancabile dei lombrichi. Abitato da mammiferi, uccelli e centinaia di insetti. E da qualche tremenda erbaccia.



Isabella

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Fonte e approfondimenti:

http://www.npr.org/books/titles/166172940/a-world-in-one-cubic-foot-portraits-of-biodiversity

http://www.npr.org/blogs/krulwich/2012/11/29/166156242/cornstalks-everywhere-but-nothing-else-not-even-a-bee

 

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Commenti 2

Ospite - Andrea il Sabato, 29 Dicembre 2012 20:29

Anch'io rifiuto la filosofia della monocoltura e della perdita di biodiversità ma mi attanaglia un dubbio, cioè come conciliare le sempre più pressanti necessità alimentari globali con un'alternativa semplice da gestire e che produca reddito, non esponendo gli agricoltori, e quindi, a cascata, tutta la filiera fino al consumatore, ai rischi di un'annata agraria fallimentare, sia sotto l'aspetto alimentare che quello economico.

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Anch'io rifiuto la filosofia della monocoltura e della perdita di biodiversità ma mi attanaglia un dubbio, cioè come conciliare le sempre più pressanti necessità alimentari globali con un'alternativa semplice da gestire e che produca reddito, non esponendo gli agricoltori, e quindi, a cascata, tutta la filiera fino al consumatore, ai rischi di un'annata agraria fallimentare, sia sotto l'aspetto alimentare che quello economico.
Ospite - islabela il Sabato, 29 Dicembre 2012 20:56

Perché il mondo non ha abbastanza cibo? Perché è necessario che alcune popolazioni restino povere e affamate per controllarle e sfruttarle. In America ed in Europa si producono talmente tante granaglie che per evitare che il loro prezzo scenda troppo parte del raccolto viene distrutto, oppure inviato al terzo mondo da vendere a prezzi stracciati. I contadini americani sono schiavi della monsanto e non stanno proprio bene...le monocolture stanno uccidendo anche loro. Sono schiavi della Monsanto. Intanto quando un contadino indiano o africano porta il mais che ha coltivato lui al mercato, di fianco c'è il mais ogm che costa la metà, se non un terzo. E lui fallisce, non riesce a mantener a la famiglia, si trasferiscono a fare gli accattoni in città. O tentano la fortuna all'estero. E noi ci domandiamo perché con una natura tanto rigogliosa non riescano a coltivarsi il cibo.
Il cibo c'è per tutti, ma questo dipende anche dalle nostre abitudini: vuoi mangiare carne tutti i giorni? allora no, non c'è cibo per tutti...il mais mica lo coltivano per i pop corn, ma per dare da mangiare alle mucche e ai maiali, che così si gonfiano in fretta.
Vai su you tube e guardati i film: "a farm for the future" e "Food Inc", si trovano anche sottotitolati in Italiano. E non credo avrai più dubbi...so che sarà dura, ma gli agricoltori dovranno trovare il modo di uscire da questa schiavitù ed usare il terreno per coltivare cibo vero...
Isabella

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Perché il mondo non ha abbastanza cibo? Perché è necessario che alcune popolazioni restino povere e affamate per controllarle e sfruttarle. In America ed in Europa si producono talmente tante granaglie che per evitare che il loro prezzo scenda troppo parte del raccolto viene distrutto, oppure inviato al terzo mondo da vendere a prezzi stracciati. I contadini americani sono schiavi della monsanto e non stanno proprio bene...le monocolture stanno uccidendo anche loro. Sono schiavi della Monsanto. Intanto quando un contadino indiano o africano porta il mais che ha coltivato lui al mercato, di fianco c'è il mais ogm che costa la metà, se non un terzo. E lui fallisce, non riesce a mantener a la famiglia, si trasferiscono a fare gli accattoni in città. O tentano la fortuna all'estero. E noi ci domandiamo perché con una natura tanto rigogliosa non riescano a coltivarsi il cibo. Il cibo c'è per tutti, ma questo dipende anche dalle nostre abitudini: vuoi mangiare carne tutti i giorni? allora no, non c'è cibo per tutti...il mais mica lo coltivano per i pop corn, ma per dare da mangiare alle mucche e ai maiali, che così si gonfiano in fretta. Vai su you tube e guardati i film: "a farm for the future" e "Food Inc", si trovano anche sottotitolati in Italiano. E non credo avrai più dubbi...so che sarà dura, ma gli agricoltori dovranno trovare il modo di uscire da questa schiavitù ed usare il terreno per coltivare cibo vero... Isabella
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