Che ci fanno i ragni su Marte?

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Su Marte si cerca ancora di capire se esistono le condizioni per la vita. Ma mentre il rover Curiosity è a caccia di tracce e di prove, un altro dispositivo, il Mars Reconnaissance Orbiter, sembra aver trovato qualcosa di molto interessante. Osservando da vicino il suolo marziano, agli occhi elettronici dell’MRO, il 26 gennaio 2010, sono apparsi dei piccoli puntini neri che punteggiano le creste delle dune, soprattutto sul lato più soleggiato di Marte, stranamente simili a dei ragni che prendono il sole disposti in fila su una delle immense distese di sabbia.

In realtà, questo ‘fenomeno’ è stato osservato per la prima volta nel 1998, e non sembra niente di simile a qualcosa sulla Terra. Fino ad oggi, nessuno sa con precisione cosa siano quelle lunghe file di puntini neri. A far pensare a qualcosa di “vivente” è il fatto che non sono fisse nello stesso posto, ma vanno e vengono, nel corso di periodi ben definiti.

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Quando è possibile vederli? Ogni primavera marziana,appaiono dal nulla, mostrandosi proprio dove si trovavano l’anno prima, non solo durante il giorno ma a volte anche nel corso della notte marziana. Ma quando arriva l’inverno, svaniscono nel nulla.

Ma un nuovo studio condotto dall’Arizona State University sembra avere un’idea più precisa riguardo all’identità di questi puntini. Ogni primavera, il sole batte su una regione del sud di Marte, la luce del mattino scioglie la superficie, riscalda il terreno sottostante, e un sottile strato sotterraneo di CO2 congelata si trasforma improvvisamente in un gas rovente che si espande attraverso le fratture della roccia, fino ad esplodere nell’aria marziana: in una parola, un geyser extra-terrestre.

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Le scie nere potrebbero essere macchie di buio o sabbia basaltica gettata dai geyser. Oppure potrebbe trattarsi di colonie di microrganismi fotosintetici marziani, che riscaldati dal sole tornano in superficie per un po’ di “tintarella”. Ma si tratta di ipotesi.

Per quello che ne sappiamo, le condizioni del pianeta rosso non sono adatte alla vita, almeno a come noi la conosciamo.

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