La sveglia piagnucolona

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Tutti i capricci dei nostri piccoli hanno ragioni profonde, che vanno comprese senza cadere nell’errore di assecondarle. Se lo facciamo, comunichiamo ai bambini che possono continuare a comportarsi così. Al contrario, se ci limitiamo a punirli, tralasciando di ascoltare le richieste, perdiamo di vista una parte importante del loro messaggio e di quello che vogliono dirci con i capricci.

capricci bambini

Imparare a “leggere” tra le righe e comprendere quello che i capricci comunicano, assecondando le richieste accettabili e rifiutando quelle eccessive probabilmente è l’atteggiamento giusto per aiutarli a superare un momento di crisi. In questo può esserci di aiuto questa fiaba.

sveglia birichina

LA SVEGLIA PIAGNUCOLONA

C’era una volta, nella casa di mamma, papà e Giovannino, una vecchia sveglia fedele, che essendo diventata troppo anziana per fare il suo lavoro, decise di andare in pensione; così papà uscì e ne comprò una nuova che correva veloce e aveva un suono allegro e vivace. Quando la videro, mamma e Giovanni furono felicissimi: la sveglia era davvero bella e colorata. Da lì a qualche giorno però dovettero pentirsi della loro felicità. La sveglia nuova, infatti, era molto capricciosa e ogni tanto, senza alcun preavviso si metteva a correre e a suonare. Suonava quando tutti erano a pranzo, oppure quando papà parlava al telefono, o ancora quando Giovanni stava ascoltando una favola, prima di addormentarsi; una volta suonò perfino nel cuore della notte, svegliando tutti gli inquilini del palazzo. “Una sveglia così non va proprio bene” disse una sera papà alla mamma, “Bisognerà toglierle le pile e chiuderla in un cassetto”. “Oppure potresti riportarla al negozio”, suggerì la mamma, “Magari la cambi e te ne fai dare una buona e ubbidiente”. Giovanni però, che li sentiva parlare dal suo letto, era molto dispiaciuto. Si, è vero, la sveglia faceva tanti capricci, ma lui non voleva mandarla via: quella sveglia gli era molto simpatica. Così decise di nasconderla sotto il suo cuscino, perché nessuno la portasse via. Così decise di nasconderla sotto il suo cuscino, perché nessuno la portasse via.

Una volta al calduccio, nel letto di Giovanni, la sveglia sussurrò: “Grazie Giovannino”. Il bambino fu molto meravigliato: “Non sapevo che le sveglie parlassero. Ma visto che ci sei, puoi spiegarmi, cara sveglia perché fai sempre i capricci”? “Io non volevo fare i capricci: è solo che ho tantissimo freddo e così salto e ballo per riscaldarmi”, rispose la sveglia. Pensa e ripensa, Giovannino trovò una soluzione: avvolse la sua sveglia in una bella sciarpa di lana che la teneva al caldo e la sveglia, da quel momento smise di fare i capricci e cominciò a suonare all’ora giusta. “Come hai fatto, Giovannino?” chiesero papà e mamma, felici perché la sveglia aveva finalmente preso a funzionare nel modo giusto. “Ho imparato a parlare il linguaggio delle sveglie”, disse ridendo Giovannino.

Fine

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