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Come superare l’ansia da prestazione sessuale

L’ansia da prestazione sessuale è una realtà molto diffusa ma della quale si parla poco. A esserne colpiti sono sia uomini che donne, ma pochi riescono a risolvere il problema, che spesso si cronicizza e rischia di rovinare il rapporto con la persona amata e in generale con l’altro sesso.

L’ansia è una reazione d’allarme istintiva che la Natura ci ha donato per far fronte ai pericoli naturali che abbiamo incontrato in migliaia di anni di evoluzione. Senza una sirena d’allarme non saremmo riusciti a sopravvivere tanto a lungo.

L’ansia primordiale veniva scatenata da pericoli reali imminenti, come la mancanza di cibo o l’attacco di un predatore. Con il tempo l’ansia è stata appresa, metabolizzata e interiorizzata come un meccanismo automatico che anticipa i pericoli, mettendoci in allarme ben prima dell’arrivo della minaccia.

A volte la spia dell’ansia si accende anche con troppo anticipo e quella che oggi conosciamo come ansia è proprio una reazione d’allarme ingiustificata ed esagerata, che compare anche senza la presenza reale di un pericolo. L’ansia da prestazione sessuale è l’estrema evoluzione di una reazione d’allarme in una sfera estremamente complessa e delicata di un’umanità sempre più lontana dal suo stato naturale.

La sfera della sessualità è il ponte che collega direttamente la nostra natura animale alla nostra attuale deriva sociale. Siamo animali molto complessi e abbiamo costruito una realtà sociale, una fitta rete di valori, simbolismi, significati e astrazioni che ci hanno portato al largo dal sicuro bagnasciuga naturale dove potevamo godere di un’esistenza armoniosa. Adesso nel mare profondo delle assurdità artificiali non sappiamo nuotare, ci stanchiamo e non tocchiamo il fondale con i piedi.

Perché una premessa del genere? Cosa avrebbe a che fare un discorso simile con l’ansia da prestazione sessuale? Questa è la premessa necessaria che dobbiamo tenere in considerazione se vogliamo davvero superare l’ansia, anche quella legata alla sfera sessuale e forse in particolar modo proprio questa.

Se immagini la sessualità come il ponte che collega la nostra natura animale alla nostra attualità di persone che assumono comportamenti molto distanti dalle proprie origini, puoi collocare lungo tutto quel ponte una serie di ostacoli all’espressione naturale e trasparente della propria sessualità.

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La sessualità, che si fa carico dell’istinto riproduttivo e degli oneri naturali più dogmatici, per esprimersi deve per forza percorrere tutto il ponte che la conduce all’attualità, al presente della persona nella quale si manifesta. Più questo ponte sarà lungo, più complessa sarà la sua espressione. Più ci allontaniamo dalla nostra natura, dalla nostra verità, dal rapporto armonico con il nostro corpo, con il nostro organismo e con la natura intera, più complessa e strutturata sarà la manifestazione della propria sessualità.

Questa è una premessa necessaria, perché non possiamo ridurre l’ansia da prestazione sessuale a un problema strettamente psicologico o addirittura biochimico senza considerare ciò che sta a monte di queste realtà. Tutti i pensieri di inadeguatezza, le paure, i sensi di colpa, la vergogna, l’immagine di sé e l’autostima che vengono tirati in ballo nell’analisi psicologica dell’ansia da prestazione sessuale sono soltanto l’estrema appendice di un discorso molto più profondo. Sono la punta di un iceberg che potrebbe sembrare innocua finché nasconde sott’acqua la sua base imponente e minacciosa.

Se la sessualità è il frutto di un percorso molto complesso che unisce la nostra natura animale alla nostra facciata sociale, perversamente artificiale e astratta, l’ansia da prestazione sessuale è l’ammaccatura su quel frutto, un frutto che rischia di marcire. E allora è all’albero che dobbiamo rivolgere le nostre attenzioni, è alle radici che dobbiamo offrire il giusto nutrimento. Non esiste cura per la mela marcia, ma possiamo salvare il melo.

Più lungo sarà il ponte che collega la nostra natura sessuale alle nostre rappresentazioni e aspettative artificiali attuali, più quel ponte sarà instabile e più rischierà di spezzarsi. Non solo, più lungo è il percorso di costruzioni sociali che dobbiamo percorrere per giungere al nostro nucleo originario, più sarà lungo il percorso terapeutico per sconfiggere l’ansia.

Come superare l’ansia da prestazione sessuale con un rimedio naturale

Come si può curare l’ansia da prestazione sessuale?

 

Il modo più efficace è quello più semplice. Bisogna accorciare quel percorso, costruire un ponte corto e diretto, preoccuparsi della salute dell’albero per ottenere i frutti migliori. In poche parole è necessario riconnettersi alla propria natura, mettendo in discussione tutto il sistema di significati e strutture mentali che ci allontanano dalla nostra natura e trattare l’ansia da prestazione sessuale essenzialmente come ansia, negandole una complessità sulla quale non siamo in grado di operare.

Uno dei modi migliori in assoluto per riconnetterci alla natura, per accorciare il nostro percorso di strutturazione sociale, per togliere strati e strati di artificiosità al nostro terreno d’origine, quello che continuerà ineluttabilmente ad essere la sorgente della nostra esistenza come organismi animali, è la respirazione.

La sessualità si esprime sempre nella coppia, nella sessualità i protagonisti sono sempre due. Ed è proprio in coppia che si risolvono i problemi legati alla sessualità, anche quelli che crediamo siano legati ad una nostra intimità non condivisibile. Anche nella sessualità mentale, nelle fantasie e nelle aspettative esiste un “altro”, una persona che si affianca a noi.

Un esercizio naturale per superare l’ansia da prestazione sessuale è quello di abituarsi alla nudità. La nudità è una condizione di estrema vulnerabilità in natura e nel nostro mondo sociale assume moltissime ulteriori connotazioni che la rendono un argomento molto delicato. La nudità propria e altrui sono sacre e in quanto tali dobbiamo abituarci a rispettarle ed amarle.

Si tratta di una pratica costante alla quale dobbiamo affidarci con pazienza e senza aspettative per poter sconfiggere l’ansia da prestazione sessuale. Soffri di disfunzione erettile o eiaculazione precoce, secchezza vaginale o anorgasmia? Abituati a giacere a fianco al partner nella nudità completa con pazienza, rispetto e delicatezza. Apprezza, accarezza e non scivolare nella bulimia del rapporto sessuale immediatamente o sarà l’ansia a divorare te.

Mezzora, un’ora di nudità condivisa come pratica continua prima di un rapporto sessuale o anche senza il suo completamento, serviranno a fare conoscenza del proprio corpo, del corpo altrui, del rapporto tra i corpi. Situazioni simili, vissute nel silenzio totale, aumentano la complicità, la comprensione e l’empatia fisica. Non solo, aiutano a dissipare i pensieri.

Come fare per allontanare i pensieri negativi, le angosce, le paure, le aspettative? Un esercizio di respirazione rilassante prima di ogni incontro può sconfiggere definitivamente l’ansia da prestazione sessuale, se fatto con continuità e dedizione insieme al partner.

Sincronizzate i vostri respiri, da nudi, osservando le vostre pance che si gonfiano ad ogni inspirazione e si sgonfiano ad ogni espirazione. Mantenete un ritmo lento e identico, respirando soltanto con il naso, a bocca chiusa e senza mai muovere spalle e torace. L’aria dovrà entrare soltanto nella parte bassa dell’addome, facendolo gonfiare. Contate fino a 5 quando inspirate, rimanete in apnea contando fino a 3, espirate contando fino a 5 e trattenete di nuovo il respiro contando fino a 5. Continuate fino al completo rilassamento. Se vi addormentate o perdete il desiderio sessuale, lasciatevi andare al relax totale: al risveglio sarete liberi dall’ansia e pronti ad amarvi nel modo migliore.

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Lunedì, 24 Luglio 2017