AutArk Home, a Maastricht la casa passiva galleggiante


Si scrive AutArk Home, si legge casa passiva galleggiante. Il prototipo per questo tipo di soluzione abitativa residenziale è stato predisposto dall'architetto olandese Pietet Kromwijik in collaborazione con il gruppo IBC Solar, una delle aziende più attive nel settore fotovoltaico.


Il risultato è un classico duplex con zona giorno al piano terra e zona notte al primo piano. Nulla di più seplice e banale se non fosse che le 130 tonnellate di abitazione galleggiano su un fiume e siano ormeggiate a Maastricht e che dalla terraferma non arriva nessun tipo di approvvigionamento idrico o elettrico.


Proprio così. L'energia elettrica è prodotta e gestita da 24 pannelli fotovoltaici montati sulla copertura piana, un inverter e 24 batterie per accumulare energia sufficiente per 96 ore di non accumulo. Inoltre gli abitanti possono tenere sotto controllo gli usi e gli accumuli direttamente seduti sul divano dell'ampio salone tramite i sistemi di monitoraggio ed eventualmente decidere di attivare il generatore bio-diesel in caso di emergenza.


Forse è l'acqua però la vera protagonista della AutHark home. Perchè? Prima di tutto perchè è la superficie su cui la casa si appoggia, una specie di fondazione naturale. In secondo luogo perchè il peso dell'acqua contenuta nelle vasche di accumulo "interrate" necessarie per l'uso domestico rendono il sistema architettonico più stabile. Inoltre nelle stagioni calde, l'acqua fresca viene utilizzata per raffrescare gli ambienti facendola passare attraverso delle serpentine poste sotto la pavimentazione, mentre nelle stagioni fredde, con lo stesso sistema, vengono riscaldati gli ambienti sostituendo all'acqua fredda quella calda prodotta dai collettori di calore installati in copertura. Infine l'acqua del fiume viene filtrata e resa potabile attraverso l'osmosi, viene usata e viene restituita al fiume purificata al 90%.

Bastano queste caratteristiche per stimare che l'AutArk Home risulta essere 10 volte più ecologica di qualsiasi altra abitazione con gli stessi comfort ambientali. Ottimale per i territori ricchi di laghi e corsi d'acqua, il prototipo è stato realizzato in 9 mesi, ma ora ne bastano 4 per la realizzazione in serie. Anche se il costo di realizzazione è più elevato rispetto ai normali edifici realizzati con tecniche e metodologie convenzionali, risulta essere di gran lunga concorrenziale con quei nuovi edifici che devono rispondere a determinate normative sul risparmio energetico.

Che sia il futuro delle abitazioni residenziali?

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Domenica, 24 Settembre 2017