GreenGT H2, un’auto a idrogeno alla 24 Ore di Le Mans

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Nel mondo delle corse automobilistiche, almeno ad alto livello, in questi ultimissimi anni è tutto un affannarsi alla ricerca del minore impatto ambientale. A volte l’intento è genuino, altre lo si fa per motivi di marketing, altre ancora le due ragioni coincidono e allora tutti contenti, anche quelli a cui le corse d’auto proprio non piacciono. C’è però una corsa in particolare che ha da sempre rappresentato il banco di prova definitivo per le tecnologie che permettono alle auto di risparmiare carburante e dunque inquinare meno: la 24 Ore di Le Mans. Per chi non lo sapesse, è una delle corse più antiche del mondo (la prima edizione risale al 1923) e consiste nel percorrere più chilometri possibile nell’arco di ventiquattro ore. Una vettura che arriva al traguardo ha percorso circa 5.000 chilometri, senza sosta, tranne che per effettuare il cambio del pilota, le gomme, eventuali riparazioni e il rifornimento di carburante. Ecco perché i concorrenti della Le Mans tengono in gran considerazione il risparmio energetico: meno rifornimenti fai, quindi meno consumi, e più hai chance di vittoria.

Alla Le Mans si partecipa su invito dell’organizzatore. Le vetture ammesse al via sono 55, ma dal 2010 c’è posto per un’altra vettura, detta la “56esima” che viene invitata perché particolarmente innovativa. Quest’anno toccherà alla GreenGT H2 realizzata inc collaborazione con il team svizzero Welter Racing Team, che sarà la prima vettura nella storia della 24 Ore di Le Mans ad essere alimentata a idrogeno. Tramite fuel cell, o celle di combustibile, il gas viene convertito in energia elettricità per alimentare due motori elettrici da 544 CV complessivi che consentono alla GreenGT H2 di raggiungere i 300 km/h, mentre l’autonomia tra un rifornimento e l’altro, di idrogeno, è stimata in circa 40 minuti. Vedremo come la GreenGT H2 se la caverà il 15 e 16 giugno, i giorni della corsa.

Intanto la “Le Mans” continua a tingersi sempre più di verde: dopo la prima vittoria di una auto ibrida nel 2012 con il trionfo della Audi R18 e-tron, dal 2014 saranno ammesse solamente auto ibride nella categoria LM P1, quella delle vetture più potenti per un taglio dei consumi del 30% rispetto alle vetture precedenti. Inoltre si useranno biocarburanti E20 in sostituzione degli attuali E10, dunque la percentuale di combustibile prodotto da energie rinnovabili salirà dal 10 al 20%. E sarà ancora in palio una coppa per quelle vetture che pur non vincendo avranno consumato meno: è il trofeo MICHELIN GREEN X Challenge, che premia l'”Indice di Rendimento Energetico” migliore che si calcola dividendo la velocità media oraria (pit stop esclusi) per la media del consumo della vettura espressa in litri/100 km. Marketing anche questo? No, la prima edizione di questa “corsa nella corsa” risale al 1959, quando la 24 Ore di Le Mans era già una corsa “green”, però ante litteram.

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